Il prossimo 21 Luglio 2017 sarà il day one di Splatoon 2. Il gioco andrà a rimpolpare la line up di titoli per Nintendo Switch che, nonostante le tante incertezze iniziali, sta superando le più rosee aspettative di vendita. Splatoon 2 avrà l’arduo compito di bissare il successo del primo capitolo, ma non potrà limitarsi a riproporne la formula. Il difficile, infatti, non sarà tanto riprodurre la ricetta del primo Splatoon, ma innovarla, aggiungendo nuovi ingredienti. Inutile dire quanto Nintendo punti su questo titolo, che ha segnato l’ingresso della grande N nel mondo degli eSports. Proprio per questa ragione, la campagna di marketing è stata curata in maniera eccellente, e tutto lascia intendere che questa nuova esclusiva Nintendo sarà un successo. Andiamo ad analizzare tutte le novità del titolo nel nostro “Speciale Splatoon 2”.

Speciale Splatoon 2: come e dove migliorare?

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Coloropoli: una Tokyo decisamente molto movimentata e… colorata!

Diciamocelo, per Nintendo Splatoon è stato un vero e proprio esperimento. L’azienda giapponese, infatti, non si era mai cimentata nella creazione di uno sparatutto. In più, bisogna considerare considerare la concorrenza agguerrita che già si divide un mercato che sembra oramai arrivato al punto di saturazione. La domanda era legittima: come sarebbe riuscita Nintendo a ritagliarsi il proprio posto? Semplice: grazie alla sua creatività e al proprio inconfondibile stile.

Nintendo ha da sempre seguito, nello sviluppo dei suoi titoli, una politica molto chiara: la violenza gratuita è bandita. I suoi giochi, infatti, nascono per essere giocati da un pubblico estremamente eterogeneo; un gioco Nintendo, per intenderci, potrebbe essere giocato tanto da un bambino che da un adulto, ottenendo l’apprezzamento da parte di entrambi. Ma come collocare tutto questo nel mondo degli sparatutto, dove le uccisioni sono l’unico metro di giudizio per determinare il miglior giocatore? Sostituendo il sangue ed i proiettili con litri e litri di colore.

Uno sparatutto privo di violenza

Splatoon potrebbe essere definito come “l’ingresso del paintball nel mondo del gaming”. I protagonisti del gioco, tutti estremamente riconoscibili, dovranno colorare il mondo di gioco, con una vernice che identifica il loro team. Quanto più il colore sarà diffuso, tanto più velocemente il team potrà spostarsi ed utilizzare le proprie abilità speciali. Le stesse “kill”, che hanno fatto la fortuna di franchise come Call of Duty e Battlefield, sono state rivisitate in Splatoon. Gli avversari, infatti, saranno splattati in un turbine di colori, e ricominceranno la loro partita, come se niente fosse successo.

Tutti questi elementi hanno letteralmente innovato un intero genere. Per la prima volta, uno shooter era stato spogliato del sangue, delle esplosioni, delle uccisioni, e di tutta la violenza. Per la prima volta, uno shooter poteva essere giocato da dei bambini, senza alcun rischio. Senza dimenticarsi del multiplayer competitivo che, di fatto, ha segnato l’ingresso di Nintendo nel mondo degli sparatutto competitivi.

Tuttavia, l’inesperienza di Nintendo in questo settore è stata perfettamente percepibile. L’impossibilità di cambiare le armi durante una sessione, e una gestione delle mappe decisamente discutibile sono state delle pecche non da poco in un gioco, in ogni caso, decisamente riuscito. Proprio per questa ragione, Splatoon 2 riparte proprio da questi difetti, cercando di innovare a 360 grado il suo predecessore.

Quali innovazioni ci riserva Splatoon 2? Aspettate la seconda parte del nostro “Speciale Splatoon 2” e ve ne parleremo.