Tra i tanti souls-like che hanno invaso il mercato in seguito al grande successo delle opere di From Software uno dei più notevoli è sicuramente stato Code Vein. Complice una direzione stilistica accattivante, l’opera del 2019 di Bandai Namco è infatti riuscita a ritagliarsi un posticino nel cuore degli appassionati, offrendo un’esperienza complessivamente solida.
A quasi sette anni di distanza dal capostipite, il prossimo 30 gennaio sarà il turno di Code Vein II di riaccendere i riflettori sulla saga e, perché no, portarla anche a un livello successivo. Ancora qualche settimana ci separa quindi dal ritorno della serie, ma noi siamo qua ad aiutarvi a ingannare l’attesa raccontandovi qualcosa di più sul titolo dopo averlo provato per qualche ora lo scorso dicembre.
Ritorno al passato
Il nostro hands-on in compagnia di Code Vein II si è composto di tre grosse sezioni. La prima ci ha visto creare il nostro personaggio e ci ha introdotto alle meccaniche di gioco con un lungo tutorial narrativo, mentre la seconda e la terza ci hanno gettato nel bel mezzo dell’azione in zone più avanzate all’interno del titolo. Un provato, insomma, a tutto tondo e che ci ha concesso di capire meglio cosa ci riserverà l’attesa opera di Bandai Namco a fine mese.

Prima di immergerci più nel dettaglio su quanto da noi visto e provato, vale però decisamente la pena fare un passo indietro e raccontarvi qualcosina in più sul gioco. Code Vein II, innanzitutto, non necessiterà di aver giocato il primo episodio per comprenderne la trama, per quanto siano presenti richiami con l’opera del 2019. Nel caso non siate già riusciti a giocarla, nessuna paura, dato che potrete godervi comunque pienamente questo secondo episodio.
Nel gioco ci metteremo in particolare nei panni di un guerriero risvegliato dalla morte, il cui compito è quello di viaggiare nel tempo per aiutare vecchi eroi del passato e trovare la chiave per sconfiggerli nel presente, dove sono diventati dei bozzoli controllati dalle forze del male. Un leitmotiv, che si preannuncia ricorrente nel corso dell’esperienza, che abbiamo potuto interamente provare nella seconda e terza sezione dell’hands-on.
Dopo il tutorial, infatti, la nostra build di prova si è spostata direttamente nel passato, dove abbiamo unite le forze con una prode guerriera intenta a liberare la sua amata città sommersa dalla corruzione e dalla mostruosa creatura che la sta generando.
Dopo lunghe peripezie e aver sconfitto il potente nemico, che non neghiamo ci abbia dato parecchio filo da torcere, ci siamo ritrovati nel presente, dove abbiamo dovuto incrociare le spade con la nostra vecchia alleata, diventata purtroppo a sua volta una mostruosità sotto il giogo di qualche entità oscura.

Questo ultimo scontro, con il quale si sono concluse le nostre ore in compagnia del gioco, si è in particolare dimostrato essere ben realizzato e in grado di amalgamare saggiamente insieme gameplay e narrazione. Nel corso del combattimento, più i nostri colpi martoriavano il corpo del nostro avversario, più la natura della nostra vecchia amica riemergeva, chiedendoci di porre fine alle sue sofferenze. Un climax emotivo accompagnato più che degnamente nella fase finale della battaglia da un pianoforte, capace di scandire con grande slancio emotivo gli ultimi istanti di tale toccante momento. Insomma, il nostro provato con la futura opera di Bandai Namco non poteva chiudersi meglio di così.
Combattere fino alla fine
Pad alla mano Code Vein II funziona decisamente bene, riprendendo tutti i classici stilemi che hanno reso celebre il genere dei souls-like e inserendo al loro interno anche qualche meccanica particolarmente interessante. Presenti sono ad esempio le Formae, abilità speciali sia offensive che difensive in grado di cambiare le sorti di uno scontro.
Durante la nostra prova abbiamo ad esempio avuto modo di usare un grosso arco con cui bersagliare i nemici da lontano, liberandoci quindi la via prima di immetterci in qualche pericoloso vicolo, e anche di fare imponenti danni ad area con una specie di enorme martello.

Per poterle sfruttare è però prima necessario riempire una barra dedicata alle abilità vampiriche del nostro personaggio utilizzando ovviamente il sangue dei sfortunati avversari. Svariati sono in particolare gli strumenti a nostra disposizione per prendere possesso della linfa vitale dei nemici, come ad esempio lunghi pungiglioni o grossi e acuminati guanti, ognuno dei quali dotato di peculiarità e caratteristiche uniche.
Altra meccanica molto interessante presente in Code Vein II è quella dei partner. Durante le nostre avventure, infatti, potremmo decidere di farci accompagnare da un NPC che ci supporterà durante gli scontri, rappresentando spesso e volentieri anche un utile diversivo. Nel caso decidessimo di affrontare i dungeon e i pericoli del gioco da soli otterremo invece un boost alle nostre caratteristiche, ma attireremo ovviamente tutte le attenzioni nemiche.
Molte sono poi le meccaniche presenti nel gioco, vedi ad esempio i numerosi codici sanguigni che variano le caratteristiche del protagonista, sulla cui bontà non possiamo però ora esprimerci più di tanto, essendo necessaria una prova ben più lunga per catturarne tutte le potenzialità.
Quel che è certo è che il sistema di gioco imbastito da Bandai Namco è sicuramente interessante e rappresenta un netto passo avanti rispetto al passato, sia come opzioni a disposizione del giocatore che come fluidità degli scontri. Pure il bestiario dei nemici ci è sembrato particolarmente vario ed artisticamente ispirato, con solo alcune hitbox che non ci sono sembrate troppo precise.

Alti e bassi
Dove Code Vein II non ci ha per ora convinto completamente è invece sul piano tecnico. Durante il nostro provato, che si è svolto su PS5, l’oramai prossimo titolo di Bandai Namco non ci ha infatti particolarmente colpito né sul piano della qualità delle texture e degli scenari né tantomeno su quello delle performance.
Per quanto sia rimasto comunque sempre ampiamente giocabile, ci è infatti capitato in più di un’occasione, soprattutto durante le battaglie più concitate, di imbatterci in qualche calo di framerate, così come di scontrarci in ambienti e personaggi che non portano certo l’ammiraglia di casa Sony a toccare vette inesplorate sul piano tecnico.
Sia chiaro, Code Vein II è in ogni caso piacevole e alcune ambientazioni, vedi ad esempio la città sommersa oggetto della seconda parte del nostro provato, sono tutto sommato evocative e ben realizzate, ma l’impressione è appunto quella di non essere dinnanzi a un’opera che spinge particolarmente solo tale aspetto.

Il fatto di aver provato il titolo a quasi due mesi dal lancio lascia però ben sperare sul fatto che le problematiche di framerate da noi riscontrate saranno il prossimo 30 gennaio solo un lontano ricordo.
Code Vein II ci è sembrato senza ombra di dubbio alcuno un buon passo avanti rispetto al primo capitolo, espandendo e migliorando diversi aspetti alla base dell’opera originale. Non neghiamo, infatti, di esserci divertiti nella manciata di ore che abbiamo passato in compagnia del gioco e che non vediamo l’ora di poter vivere interamente quanto escogitato da Bandai Namco. Un aspetto tecnico sottotono per gli standard odierni, con tanto di qualche calo di framerate, ci ha però fatto un po’ storcere il naso e sperare che la versione che vedrà la luce a fine gennaio risolva alcune delle problematiche in cui ci siamo imbattuti qualche settimana fa.
