For Honor – Anteprima


Articolo a cura di Pietro Gualano

Tra i progetti più interessanti su cui è al lavoro Ubisoft c’è senza ombra di dubbio For Honor. Il titolo ha stupito molti nel corso dell’ultimo E3 e, se gestito in modo furbo, potrebbe essere una vera e propria gallina dalle uova d’oro per la compagnia.
Questo gioco propone un mix estremamente intrigante di assedi, cavalieri, samurai, eserciti, spadoni, castelli, catapulte e molto altro ancora, le aspettative sono altissime e, dopo averlo finalmente provato (in una versione ancora non definitiva) possiamo dirvi se tutto questo hype sia giustificato o meno.


All’attacco!

Ma cos’è For Honor? Si tratta sostanzialmente di un gioco pensato per il multiplayer in cui due squadre si affrontano in una battaglia all’ultimo sangue: nella modalità che abbiamo provato avevamo il compito di totalizzare un certo numero di punti per vincere la partita.
Il titolo ruota attorno ai combattimenti all’arma bianca e propone un interessante sistema di difesa e attacco basato interamente sulla levetta destra: con essa, infatti, possiamo scegliere da quale delle tre direzioni a nostra disposizione colpire o parare, un sistema all’apparenza molto semplice ma in grado di garantire combattimenti divertenti e impegnativi. Naturalmente non è tutto qui: abbiamo infatti la possibilità di alternare attacchi potenti e leggeri, possiamo spezzare la guardia del nemico per poi portare un attacco rapido e più difficile da contestare, abbiamo a disposizione una comoda schivata (forse troppo comoda) che ci permette di uscire indenni da situazioni molto complesse e, col giusto tempismo, possiamo compiere delle vere e proprie esecuzioni.
Il sistema funziona in modo ottimale nel momento in cui si brandisce uno spadone, ma potrebbe essere non altrettanto efficace con armi di tipo diverso.
Molto interessanti anche alcuni bonus speciali la cui attivazione è legata alla croce direzionale: questi ci permettono di aumentare la forza degli alleati in battaglia, curare la nostra salute e migliorare temporaneamente le nostre caratteristiche. Nella versione di prova che abbiamo testato alla Milan Games Week abbiamo visto in azione solo alcuni di questi bonus, speriamo che Ubisoft ne proponga altri nel gioco completo introducendo, magari, un sistema di sblocco progressivo basato sull’esperienza accumulata in battaglia.
Nella modalità che abbiamo provato i punti per vincere potevano essere guadagnati essenzialmente in due modi: uccidendo nemici (bot o umani) e controllando punti strategici della mappa. La collaborazione e cooperazione tra i membri della squadra è essenziale dal momento che essere coinvolti in un due contro o uno a nostro sfavore equivale spesso e volentieri a morte certa.
Gli avversari vanno individuati, circondati e uccisi in gruppo, attaccare in superiorità numerica garantisce infatti un vantaggio enorme in battaglia.

Si può sempre migliorare

I bot, purtroppo, sono semplice carne da macello e danno davvero pochi punti. Il loro numero non è elevatissimo e, alla fine, non fanno altro che contendersi la zona centrale della mappa per tutto il tempo creando quella grande confusione che ci si aspetta da una battaglia. La nostra speranza è che nel gioco definitivo questi vengano resi più utili o quantomeno più aggressivi e intelligenti, al loro stato attuale ci ricordano davvero tanto i minions di alcuni MOBA molto noti.
Abbiamo qualche critica anche sul sistema di puntamento che, purtroppo, non permette di selezionare con semplicità e immediatezza il bersaglio desiderato in alcuni momenti: nelle fasi più confuse in cui si affrontano più avversari umani questo è un vero problema che può facilmente portare alla morte dei giocatori più inesperti.
Nella versione del gioco da noi provata abbiamo avuto la possibilità di guidare un assalto di cavalieri a un castello medievale, il gioco è davvero eccellente in termini di atmosfera e riesce a ricreare bene la sensazione di una vera battaglia. La pesantezza dell’armatura, la potenza delle armi, il caos degli scontri, le uccisioni brutali… gli sviluppatori hanno fatto davvero un ottimo lavoro.
Abbiamo apprezzato molto l’idea di non permettere più il respawn dei giocatori nel momento in cui questi vengano uccisi da una squadra con oltre mille punti, anche in questi frangenti la coordinazione è fondamentale per fare in modo che tutto il team vada su bersagli selezionati e li elimini in tempi rapidi.

Conclusioni

For Honor ci ha impressionati positivamente. Riteniamo sia un progetto estremamente interessante, un gioco pieno di potenziale. Ma quanti contenuti avrà il titolo nella sua versione definitiva? Ora è impossibile dirlo, la nostra speranza è che Ubisoft inserisca un numero adeguato di modalità proponendo magari nei mesi successivi al lancio qualche fazione aggiuntiva. For Honor ha sicuramente tutte le carte in regola per essere un capolavoro nel genere, ora è tutto nelle mani del team di sviluppo.

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Articolo a cura di Redazione Player.it

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