Project Octopath Traveler – Un tuffo nella nostalgia

Due giorni fa ho avuto modo di mettere le mani su project Octopath Traveler, un interessante Jrpg di stampo classico in esclusiva su Switch, un assaggio veramente corposo per un titolo che promette di riportarci ai fasti dell’epoca PSone.

Combat System

Partiamo dal fatto che ad ogni turno si viene caricati di punti potenza fino ad un massimo di cinque, e questo senza badare a quale sia stata l’azione appena compiuta.
Basterà, prima di selezionare l’avversario, utilizzare il tasto R: in questo modo verrà potenziato il nostro guerriero.
Si può farlo per un massimo di tre livelli così da avere un x4 nell’attacco che inciderà solo sul numero degli attacchi da compiere, non sulla loro potenza.
Sappiamo quanto i PP siano fondamentali al fine di creare un combat system da veri strateghi, soprattutto dal momento che questo continua lungo la strada del sistema delle vulnerabilità per cui avremo sotto i nostri nemici l’indicatore del suo livello di Scudo e delle caselle che ci diranno, di volta in volta, le loro debolezze.
Per quanto riguarda queste ultime, si tratta di debolezze relative all’uso specifico di un’arma e il dato interessante è che ogni volta che riusciremo a trovare una debolezza quella rimarrà in memoria per tutta la durata del gioco così da ricordarci come agire.

Storia e Personaggi

Ma veniamo ai personaggi. Rispetto a Braverly Default capiamo subito di trovarci di fronte a dei personaggi dai tratti più marcati, non delle semplici figure che animano un joystick. Olberic è un cavaliere che, in seguito al tradimento del Re da parte di un suo fratello d’armi, tale Ser Erhardt, si è spogliato delle sue armi e delle sue vesti per ritrovarsi ora in un villaggio sperduto a difesa degli abitanti del luogo ai quali insegna come usare la spada. La sua caratteristica è quella di poter sfidare a duello chiunque, per cui avrà un bel da fare allenandosi con gli abitanti del paese.

Per quanto riguarda il livello delle sfide, mi sono sembrate tutte piuttosto fattibili.
Poi c’è Primrose, una ballerina delle Terre del Sole, dove questo è ora un ricordo perché inghiottito dalle tenebre. Anche lei si trova dinanzi a dei cambiamenti importanti nella sua vita: suo padre è stato rapito e, di conseguenza, la casata di cui è erede, quella degli Azelhart, è caduta in disgrazia.

La sua è una storia di vendetta che coinvolge immediatamente. La sua caratteristica è l’uso di “Allure” per convincere chiunque a seguirla, in un gioco di seduzione non fine a se stesso dal momento che altra abilità di Primrose è quella di evocare, durante la battaglia, l’ultimo NPC sedotto. Per cui risulterà importante non fallire nell’approccio per non compromettere la propria reputazione e, dunque, la possibilità di nuove seduzioni.

Per evitare il fallimento saremo aiutati da uno schema che accompagna le persone con le quali interagiamo: questo schema ci rivelerà non lo solo la percentuale di successo ma anche la specialità del nostro obiettivo. Date queste caratterizzazioni dovrebbe essere più chiaro quanto dicevo all’inizio circa la varietà che sono spinto a credere sarà costante nel gioco anche per il fatto di essere riuscito a far incontrare i due personaggi, al contrario di quanto hanno scritto altre testate sulle loro anteprime.

Grafica e Tecnica

Per quanto riguarda la parte più tecnica: siamo in HD-2D con degli sprites in vecchio stile e un buon limite nei caricamenti, il che significa niente attese o interruzioni per i passaggi da un posto all’altro, con l’eccezione dei pre-combattimenti e del passaggio alla world map. Un altro sintomo old school sarà l’impossibilità di vedere i mostri sull’overworld. Per il resto uno stile capace di aderire ogni volta alla diversità delle due storie narrate.

Octopath Traveler è un gioco che mi ha veramente colpito, vuoi per il suo stile grafico, vuoi per l’effetto nostalgia che ha su di me che sono nato negli anni ottanta, il titolo ha tutte le potenzialità di diventare un piccolo gioiello, soprattutto per gli amanti degli Jrpg di stampo classico. Non rimane altro da fare che ibernarsi fino ai primi mesi del 2018.