Colori, armi e strani esseri viventi nel nuovo gameplay di Journey To The Savage Planet


Il 2020 che sta arrivando è sicuramente pieno di videogiochi molto interessanti: Final Fantasy VII Remake, The Last Of Us 2, Cyberpunk 2077, Doom Eternal e molti molti altri. Con un’avanguardia del genere c’è il rischio tangibile di dimenticarsi di videogiochi di minori dimensioni, caratterizzati da budget di sviluppo diversi e dotati di altre caratteristiche.

Journey To The Savage Planet è sicuramente uno di questi: pieno di colori, pieno di strane creature, pieno di gadget. Nei commenti youtube al video che trovate in calce a questo articolo trovate  righe e righe di improbabili mashup che parlano dei giochi a cui questo titolo sembrerebbe ispirarsi: Ratchet & Clank, No Man’s Sky, Borderlands, Slime Rancher e chi più ne ha più ne metta.

Da una parte è difficile dare contro definizioni del genere, Journey To The Savage Planet è un videogioco sull’esplorazione di uno specifico pianeta dello spazio, con colori altrimenti molto difficili da inserire all’interno di un normale contesto videoludico. Le folli creature che è possibile osservare nel gameplay di cui sopra, la flora chiaramente risultata da qualche acido di troppo non è cosa da videogioco di tutti i giorni.

Il titolo richiama i mondi che abbiamo esplorato in Borderlands per poi fonderli insieme alla creature che sono state generate randomicamente attraverso gli algoritmi di No Man’s Sky. Queste combinazioni però sono state sfruttate in maniera diversa: non c’è infinita varietà algoritmica, non c’è il looting compulisvo, non c’è la ricerca spasmodica dell’avversario enorme da buttare giù. JTTSP sembra essere, dal gameplay che ci è stato mostrato, un adventure game in prima persona come Metroid Prime insegna, con il giusto tasso di enigmi ambientali ed uno scan sempre pronto a suggerirci che cos’è quella roba misteriosa che ci troviamo davanti.

Ovviamente non possiamo aspettarci di scoprire tutti i segreti del pianeta AR-Y26 in una botta sola; le risorse con cui siamo stati mandati su questo mucchio di rocce e materiale organico sono limitate e i fondi per l’esplorazione spaziale plausibilmente tagliati in seguito a non si sà quale problema politico. Journey To The Savage Planet per risolvere questo da al giocatore la possibilità di raccogliere delle risorse utili sul pianeta, sfasciando cose, distruggendo rocce o consumando elementi naturali. Con le risorse sarà possibile, per il giocatore, comprare potenziamenti di ogni tipo che andranno a rappresentare l’anima metroidvaniosa del titolo, dando così modo al giocatore di personalizzare il suo percorso all’interno del playthrough.

L’ultimo richiamo che ci viene in mente guardando i quarantadue minuti di gameplay registrati da IGN è quello a The Outer Worlds con un capitalismo dipinto in modo estremo, fatto di corporazioni pazzoidi talmente grandi da aver perso traccia dei loro progetti e dei loro esperimenti. Filmati con attori reali, finte pubblicità sopra le righe e molte altre cose rappresentano le ultime spezie che vanno a comporre Journey To The Savage Planet, una produzione doppia A con qualche nome importante dietro (Alex Hutchinson, creative director per Far Cry 4 o Assassin’s Creed 3) che potrebbe far sorridere più di un giocatore durante i primi mesi del prossimo anno.

Journey To The Savage Planet è previsto per il 28 Gennaio 2020 su PS4, Xbox One e PC (Epic Games Store)

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Articolo a cura di Graziano Salini

Essere umano dotato di infinito nozionismo su cose di dubbia utilità, interagisce con il mondo dei videogiochi da quando ritiene di avere coscienza di sé. I punti forti del suo curriculum sono le oltre seimila ore passate sui moba, gli infiniti titoli conosciuti (e giocati) esplorando i meandri più reconditi della rete e l'indubbia capacità nel "flammare" con gentilezza il giocatore che ha davanti nella sua lingua natia.

Dopo aver preso coscienza dell'esorbitante numero di ore passate su giochi in grado di danneggiare gli organi interni, il tizio raffigurato in foto ha deciso di comprarsi un computer normale e di tenersi aggiornato con le console dando frutto a lunghe sessioni di blasfemie e coccole davanti all'action adventure o al gioco di ruolo di turno, impazzendo davanti a enigmi dalle soluzioni lapalissiane o superando con scioltezza nemici dalla difficoltà aberrante.

Nemico pubblico della punteggiatura e del bel scrivere, può vantare un lessico forbito da completo autistico derivato dai quintali di fumetti Disney letti in tenera età. Al momento sta aspirando alla santità aiutando tutto e tutti in missioni dalla dubbia utilità; aggiorna costantemente i suoi amici facebook sulla musica che ascolta (bella sopra ogni buon senso) e sui giochi che conclude, giusto per dare un senso ad account vecchi lustri.

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