Stanchi del solito ragequit? Utilizzate il controller a base di sale!


Siete stanchi di dover sempre finire a terra dopo due secondi durante uno scontro perché l’healer del vostro team non vi cura? Avete voglia di far capire al vostro oppo quanto il suo personaggio o mazzo sia troppo sbroccato, ma non avete idea di come fare? Volete ragequittare dopo l’ennesimo tentativo mal riuscito di abbattere quel dannato boss ma le vostre dita sono in preda a dei crampi terribili e non riuscite a premere ALT+F4? Non vi preoccupate, Insert Controller Here ha la soluzione per voi!

L’industrioso canale di YouTube ha sviluppato e realizzato un’estensione per controller che permette di uscire da un titolo in pochissimo tempo…con l’utilizzo del sale. Il controller consiste infatti in un bicchiere di acqua distillata, degli elettrodi e l’aggiunta di sale nel liquido per dare l’imput di aprire il menù di pausa e selezionare l’opzione di uscire dalla partita, il tutto con una risorsa prodotta naturalmente dal vostro corpo in preda a spasmi d’ira. Facilissimo da costruire e garante di un sacco di soddisfazioni!

Nel video è stato mostrato l’utilizzo del controller in giochi come Super Smash Bros. Ultimate, Overwatch e League of Legends, e a detta del creatore l’imput di comando è facilmente configurabile e personalizzabile, cosicché se volessimo mandare un caloroso messaggio di buona fortuna ai nostri compagni nabb-ehm, amorevoli, potremo farlo con la semplice aggiunta di cloruro di sodio.

 

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Articolo a cura di Riccardo Liberati

Classe 1997, cresciuto immerso dai libri, cartoni e videogiochi, ho sempre desiderato e provato fin dalla tenera età a creare storie fantasiose che rendessero un po' più brillante la mia vita monotona.

Ho trascorso l'infanzia in solitaria, giocando a quanti più titoli possibili, spaziando dai vecchi J-RPG di Square Enix fino ai più violenti sparatutto su PC, non disdegnando nel frattempo RTS, platform e giochi di corse automobilistiche.

Alle superiori riesco finalmente ad aprirmi e a trovare dei compagni con i miei stessi gusti e sogni, e capisco che non amo tanto i videogiochi, quanto la cultura ed i messaggi dietro di essi, gli stessi che ho sempre trovato nei libri, film e qualsiasi altro tipo di medium artistico.

Inizio a lottare per questo concetto scrivendo all'impazzata ed accrescendo la mia cultura ancor di più, sia attraverso la scuola che attraverso gli incontri e le persone d'ogni giorno. Questo bel sogno finisce con l'arrivo all'università, periodo peggio di qualsiasi film horror che abbia mai visto e che mi costringe a mollare tutto e rifugiarmi nella mia Fortezza della Solitudine per tre anni, perdendo interesse e linfa vitale per qualsiasi cosa.

Nel frattempo ho lavorato in numerosi settori, dall'aiuto vendita al libraio al tutor privato, e nel 2018 inizio a scrivere per Player.it, il mio primo incarico ufficiale come giornalista videoludico e che mi ha formato moltissimo sia nell'ambito dei videogiochi che in quello della scrittura basilare.

Oggi ho ripreso a studiare grazie alla scelta repentina ed irrazionale di iscrivermi alla Scuola Holden di Torino, luogo da cui vi scrivo, abbandonando casa per la prima volta ed il luogo natale di ogni mio piccolo successo e grande fallimento. La mia speranza? Quella di poter riuscire a trovare una strada ben delineata, facendo quello che mi piace fare senza dovermi sottomettere a nessuno

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