Keiichi Okabe è un compositore giapponese nato nel 1969; egli ha lavorato, sin dagli anni novanta, alle musiche dei  videogiochi di alcun brand giapponesi arrangiando tracce per Namco: Okabe si ritrova a musicare dei remix per le versioni console di Tekken e Tekken Tag Tournament, muovendo i primi timidi passi nel mondo della musica. Durante gli anni successivi Okabe proverà a farsi assumere dalla software house nipponica Cavia presso cui lavora un suo vecchio compagno di scuola, un certo Yoko Taro.

Quello che c’è dopo più o meno è storia: Taro scriverà la sceneggiatura del primo Drakengard e verrà poi convinto da un suo amico producer a realizzaer NieR, un action RPG la cui narrativa completamente impazzita nasce da un finale alternativo di un gioco poco venduto. Il successo è tutto fuorché immediato ma NieR nasconde all’interno dei solchi del suo blu-ray un segreto: una delle migliori colonne sonore della storia dei videogiochi.

Descrivere a parole la musica di Keiichi Okabe è complicato: il compositore e arrangiatore giapponese studia come un pazzo per realizzare la colonna sonora di questo titolo, si improvvisa linguista per cercare di dare un senso ai testi delle canzoni, studia la musica tradizionale europea e quella giapponese; tenta di tirarne fuori una chiusa componendo note che possano suonare universali alle orecchie di chiunque. Le canzoni di Okabe accompagnano i momenti salienti dei titoli di Yoko Taro con una maestria rara, grazie a melodie ora ariose e ora commoventi, grazie a dei pattern ritmici in grado di incalzare quando serve e di distendersi a necessità.

La caratteristica che però ha reso Okabe un compositore unico è il suo utilizzo del cantato all’interno delle sue tracce: mai scontato, sempre in grado di aggiungere uno strato di senso in più alle coordinati musicali descritte attraverso la strumentazione. Keiichi Okabe si fa accompagnare da cantanti straniere fluenti in inglese e Giapponese per mettere insieme una colonna sonora multilivello, divisa per regione o per complessità. In NieR AutomatA il compositore si sforza a mettere in piedi un’intera versione della colonna sonora sfruttando le sonorità chiptune, al fine di adattarsi a delle particolari sezioni di gioco.

L’ultima puntata di toco toco, documentario made in Japan realizzato dal canale Archipel, vede come protagonista proprio Keiichi Okabe, intervistato in merito alla sua vita, al suo metodo di lavoro, alla sua amicizia con il geniale game designer diventato famoso tra androidi, maschere e storie pazzoidi.

 

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