Chi è davvero Yoko Taro? Un documentario di Gekigemu


Yoko Taro è una delle figure più misteriose del mondo del mondo dei videogiochi per una pletora di motivi differenti.
Lo sviluppatore nipponico, quasi sempre nascosto dietro una maschera basata sulle fattezze di uno dei personaggi che ha creato, nel corso della sua carriera ha dato vita ad uno degli universi narrativi più complessi e stratificati per tematiche della storia dei videogiochi.

Parlare di Yoko Taro è particolarmente complicato perché, a differenza di molti altri autori, solo ultimamente, in seguito al successo di Nier Automata, è riuscito a raggiungere la notorietà.
Lo youtuber Gekigemu (che abbiamo già visto per questo splendido video sui saldi di Steam) ha realizzato, insieme ad un nutrito gruppo di creator italiani, una incredibile monografia su Yoko Taro, analizzando con dovizia di particolari e con uno stile estremamente gradevole la storia del designer nipponico.

Nel corso delle quasi tre ore di documentario Gekigemu, Brian Farey, Vocedelsilenzio, Aku, Embow, Gamerdex e SeBH mettono insieme una quantità enorme di informazioni raccontando a tutto tondo la figura del designer nipponico, partendo dalle sue prime collaborazioni con Namco, Sugar & Rockets (attuale SIE Japan Studios) e Cavia, diventando lo scrittore dietro il complicato mondo di Drakengard passando poi per NieR, Nier: AutomatA e tutto il mondo dei prodotti legati a tale brand.

Questo documentario è destinato a tutti quei videogiocatori che sono interessati ad approfondire la curiosa figura di Taro, scrittore estremamente creativo e personaggio estremamente importante per capire l’attuale stato dei videogiochi all’interno della cultura giapponese.

Buona visione!

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Articolo a cura di Graziano Salini

Essere umano dotato di infinito nozionismo su cose di dubbia utilità, interagisce con il mondo dei videogiochi da quando ritiene di avere coscienza di sé. I punti forti del suo curriculum sono le oltre seimila ore passate sui moba, gli infiniti titoli conosciuti (e giocati) esplorando i meandri più reconditi della rete e l'indubbia capacità nel "flammare" con gentilezza il giocatore che ha davanti nella sua lingua natia.

Dopo aver preso coscienza dell'esorbitante numero di ore passate su giochi in grado di danneggiare gli organi interni, il tizio raffigurato in foto ha deciso di comprarsi un computer normale e di tenersi aggiornato con le console dando frutto a lunghe sessioni di blasfemie e coccole davanti all'action adventure o al gioco di ruolo di turno, impazzendo davanti a enigmi dalle soluzioni lapalissiane o superando con scioltezza nemici dalla difficoltà aberrante.

Nemico pubblico della punteggiatura e del bel scrivere, può vantare un lessico forbito da completo autistico derivato dai quintali di fumetti Disney letti in tenera età. Al momento sta aspirando alla santità aiutando tutto e tutti in missioni dalla dubbia utilità; aggiorna costantemente i suoi amici facebook sulla musica che ascolta (bella sopra ogni buon senso) e sui giochi che conclude, giusto per dare un senso ad account vecchi lustri.

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