Con un colpo muori, con un colpo uccidi: 5 videogiochi che seguono questa regola

videogiochi violenti con una sola regola

I videogiochi indie spesso propongono formule non replicabili in prodotti AAA perché considerate poco adatte alla fruizione di massa, basti pensare alle meccaniche rogue-like che nei giochi ad alto budget si sono viste poche volte, ad esempio in Returnal.

Esiste un sottogenere dei videogiochi action in cui vige una sola vera regola: con un colpo muori, con un colpo uccidi. Molti indie prendono in prestito questa brutale legge per offrire al giocatore un’esperienza hardcore. Sono giochi particolarmente difficili, ma mai frustranti proprio perché si basano su un concetto fondamentale, i nemici non sono più forti, sono semplicemente di più, inoltre i comandi il più delle volte sono pochi e immediati, in grado di far entrare nel vivo dell’azione senza neanche un tutorial.

Questi titoli hanno un gameplay appagante, frenetico, con la giusta dose di strategia, non hanno la graficona, sono fottutamente divertenti! In questo articolo ne andremo a scoprire brevemente cinque.

Hotline Miami

Il primo videogioco che viene in mente quando si pensa alla regola di cui sopra, non è un caso che il titolo di Dennaton Games e Devolver Digital sia il punto di riferimento del genere, mentre tutti i prodotti seguenti siano considerati una sorta di suoi cloni. Hotline Miami è una festa isometrica di sangue e budella, è anche una storia intricata di vendette, crimini cruenti e organizzazioni malavitose, una guerra psichedelica. Sono diventate iconiche le maschere da sbloccare e indossare durante il gioco, ognuna con un effetto diverso da sfruttare per uccidere con più efficienza. Tutto è condito da una soundtrack stellare in cui spiccano i brani di Perturbator.

Katana Zero

Un samurai armato di katana che trucida senza pietà bersagli che gli vengono commissionati da uno psicologo instabile mentalmente mentre ascolta musica synthwave con il proprio walkman. Se questa descrizione non vi fa correre a scaricarlo, allora non vi meritate Katana Zero, titolo di Askiisoft e Devolver Digital che riprende le meccaniche di Hotline Miami inserendole in un contesto che fa tanto anni ’80, non quelli classici, però, piuttosto quelli che hanno ricevuto la rivisitazione tanto seguita dai videogiochi moderni, un retrofuturo violento in cui predominano il viola e il rosa, mentre il rosso del sangue sgorga senza sosta. In Katana Zero è possibile anche rallentare il tempo per eseguire uccisioni più spettacolari e fuggire dai proiettili vaganti.

Bloodroots

Un western pulp con tanta tanta ironia e altrettante letali carote. Paper Cult confeziona un titolo che forse non riesce a tenere il passo dei prodotti simili, ma comunque divertente. Il protagonista è un criminale che indossa un cappello/maschera di lupo, egli viene ucciso da una gang, i Blood Beasts, o almeno così essi credono. Il lupo non è morto e ora è in cerca di vendetta. Bloodroots ha tante frecce da tirare, tra cui una vastissima varietà di oggetti utilizzabili come armi. Si può uccidere davvero con qualsiasi cosa, compresi i palloni da spiaggia e le carote. Inoltre, non mancano fasi platform e alcuni enigmi ambientali per diversificare il gameplay.

Superhot

Prodotto molto diverso dagli altri descritti finora, Superhot è un fps, uno dei più sorprendenti degli ultimi anni, il titolo forse più complesso strutturalmente a seguire la regola “con un colpo muori, con un colpo uccidi”. Superhot è un metavideogioco perché un nostro amico ci parla di un gioco strano da cui sembra difficile staccarsi, ci manda un exe, iniziamo a giocarci ed è vero, è difficile dire basta. Dei tizi rossi ci vogliono morti, il nostro scopo è sopravvivere utilizzando armi da fuoco e da mischia, ma c’è un particolare: il tempo si muove solo se ci muoviamo noi. In verità, usando le nude mani, ci vorrà più di un colpo per uccidere i nemici, mentre le regola rimane valida con armi di svariato genere.

Ape Out

Un gorilla in fuga da scenari labirintici, mentre uomini armati fino ai denti vogliono l’animale morto e sepolto. Ape Out è un’esperienza davvero particolare, i livelli sono generati in modo casuale, allo stesso modo la musica si genera proceduralmente, influenzata dalle azioni del giocatore, cosa che rende il titolo una sorta di rhythm game mortale. La grafica minimalista in cui spicca l’arancione del gorilla è tanto semplice quanto ispiratissima, Ape Out è la ricerca della libertà di un animale stufo di starsene buono in gabbia. Il massacro dei propri aguzzini è solo l’ovvia conseguenza.

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Articolo a cura di Michele Longobardi

Laureato in Lettere moderne, scopro la passione per il giornalismo quasi per caso. I videogiochi sono il mio più grande amore e così decido di coniugare le due cose. Il giornalismo videoludico diventa la mia forma finale.

Per me i videogiochi sono una forma d'arte e guai a dirmi il contrario.

Appassionato di tutto ciò da cui sgorga sangue: cinema horror (registi preferiti Argento e Romero), letteratura gialla e dell'orrore (autori preferiti Christie, Poe e Lovecraft) e ovviamente i videogiochi del genere (Silent Hill e Resident Evil sopra ogni cosa).

Il mio videogioco preferito di sempre è Fahrenheit che ho finito un numero non precisato di volte, da lì scaturisce la mia ammirazione per tutti i lavori di David Cage.

La mia "carriera" videoludica è segnata da un marchio da cui non sono mai riuscito a staccarmi: PlayStation! In circa 20 anni di gaming, ho completato più di 600 titoli.

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