Cinque giochi ambientati in città del mondo reale

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Nel corso degli anni, col progredire delle tecnologia sempre più sviluppatori sono riusciti a ricreare mondi di gioco sempre più complessi, ambiziosi e immersivi, portandoci in luoghi fantastici e meravigliosi, ricchi di dettagli e realismo.

Ma, accanto a luoghi immaginari come le lande di Skyrim o la Hyrule di The Legend of Zelda: Breath of the Wild, molti team hanno scelto di ambientare i loro team in città realmente esistenti, e di farlo con una tale dovizia di particolari da avvicinare i livelli dei loro giochi a veri e propri tour virtuali di città famose come Londra, New York o Parigi.

Seguiteci quindi in questo breve e curioso tour del mondo attraverso cinque giochi che a loro modo sono riusciti a raccontarci le città in cui sono ambientati.

Pronti?

Iniziamo!

The Last of Us Parte II – Seattle

The Last of Us Parte II non è certo un open world, ma una lista basata sui giochi con al loro interno le migliori ricreazioni di città reali non può che ospitarlo.

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Oltre ai complimenti per la sua realizzazione tecnica e a quelli per la narrativa epocale, l’ultimo lavoro di Naughty Dog è stato anche elogiato per la sua perfetta ricostruzione della città di Seattle, in cui è ambientato per buona parte.

Non si tratta soltanto della fedele ricostruzione di alcuni luoghi centrali dello skyline cittadino, come la Seattle Great Wheel (la Ruota Panoramica che campeggia sul lungomare della città) o la Space Needle, ma di intere strade fedelmente ricreate, tanto bene da far rimanere a bocca aperta molti giocatori di quelle parti.

Davvero un ottimo risultato, non trovate?

Assassin’s Creed II – Firenze e Venezia

Facciamo un rapido salto nel passato (sia nella storia del gaming che in quella dell’uomo) per inoltrarci in un gioco in grado di trasporre in digitale città che molti di noi conoscono bene, come Firenze o Venezia: Assassin’s Creed II.

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Per quanto non si tratti di certo di ricostruzioni fedeli al 100%, le due principali città d’arte raffigurate in AC II riescono a restituire tutto il fascino degli account dell’epoca rinascimentale e, soprattutto, a rendere giustizia ad alcune delle opere di architettura urbana più importanti di ogni tempo, come Piazza San Marco o Ponte Vecchio a Firenze.

Vagando per vicoli e strade della città, in cerca di nuovi incarichi, ci si imbatte in piccoli ma bellissimi scorci in grado di colpire per la profondità dei dettagli e per l’impressione di essere davvero al centro di una grande città del rinascimento italiano.

Ancor oggi, un mondo vivo tutto da scoprire.

The Saboteur – Parigi

La sorpresina di questa classifica è senza dubbio The Saboteur, piccolo ma originalissimo action open-world di Pandemic Studios che nel 2009 ci portò nella Parigi del 1940 attraverso un interessante connubio fra gioco di guerra, stealth e commedia.

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Nei panni di Sean Devlin, irlandese trapiantato a Parigi per inseguire sogni di gloria e d’amore e finito nella morsa tedesca, i giocatori erano chiamati a muoversi in una città che, se per limiti tecnologici non riusciva certo a simulare la reale vastità di una metropoli contemporanea, da un punto di vista artistico riusciva invece a restituire l’atmosfera romantica della Parigi anni ’40, nonché di darci la possibilità di esplorare e scalare monumenti come la Torre Eiffel e Montmatre.

Oggi The Saboteur appare un titolo invecchiato maluccio e non certo al passo con altri giochi del genere, ma se almeno una volta nella vita vi siete fermati a guardare una foto della capitale francese con l’amore nel cuore, allora il gioco di Pandemic potrebbe fare al caso vostro.

Marvel’s Spider-Man – Dentro la Grande Mela

Uno degli elementi principali del fumetto di Spider-Man è senza dubbio il legame del supereroe Marvel con la sua città, New York City.

Di sicuro per questo motivo, Marvel’s Spider-Man di Insomniac (2018) può vanare un’ottima ricostruzione della Città che Non Dorme Mai ricreata in ogni suo dettaglio, anche per quel che riguarda la sua geografia urbana e ovviamente il “sense of wonder” che essa può offrire.

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Il fatto di poter saltare da un edificio all’altro della città, oltre al poterli scalare elevandoci per metri e metri, non fa che aumentare l’immersività di un gioco che, come lo Spider-Man cartaceo, è quasi un tributo a una delle città più affascinanti del mondo. Se a questo aggiungiamo anche una mappa di gioco viva e abbastanza in grado di ricreare il caos di una megalopoli, allora forse ci troviamo davanti a una delle più belle città mai viste in un videogioco.

Watch Dogs: Legion – Londra

Pur essendo ambientato in un futuro distopico (per quanto non molto lontano), come Marvel’s Spider-Man anche Watch Dogs: Legion è stato definito come uno dei titoli di ultima generazione maggiormente in grado di dare l’idea di aggirarsi in una città viva e pulsante.

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Nella Londra del 2026 rappresentata nel gioco, gli eroi non sono messi davanti soltanto a un apparato tecnodittatoriale spaventoso, ma anche a una riproduzione della capitale inglese nella quale si respirano le sue atmosfere tipiche, nonché le pesanti atmosfere del post-Brexit, con pochissima fatica.


Bene, queste sono le nostre cinque scelte su quelle che pensiamo siano i giochi che sono riusciti a ricreare città reali con maggior perizia.

Ben consci che la lista potrebbe essere ancora molto lunga, vi invitiamo a provarli tutti. Se siete stati in una delle città che abbiamo citato e abbiate giocato il titolo che ne ha parlato, allora raccontateci quanto l’opera degli sviluppatori sia riuscita a restituire il “mood” dell’ambientazione.

Intanto, buon gioco e buon viaggio virtuale a tutti.

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Articolo a cura di Fabio Antinucci

30 anni (anagraficamente, in realtà molti di più) ha alle spalle esperienze come copywriter, redattore multimediale e critico cinematografico, letterario e fumettistico, laureato con una tesi triennale su Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e una magistrale su From Hell di Alan Moore.
Appassionato di letteratura horror e fantastica, divoratore di film di genere di pessima lega (ma ha nel cuore pezzi da novanta come Kubrick, Mann e Kurosawa), passa le sue giornate fra romanzi di Stephen King, graphic novel d’autore e fascicoletti di Batman.
Scrive (male) da una vita, e ha pubblicato un romanzo breve (Cacciatori di morte) e due librigame (quelli della saga di Child Wood).
Crede che il gioco sia una forma di creazione e libertà, capace di farti staccare la spina e al contempo di far riflettere, ragionare, commuoverti e socializzare. Per questo gioca di ruolo da dieci anni (in particolare a Sine Requie, D&D, Vampiri la Masquerade e Brass Age) per questo adora perdersi di fronte alla sua Play.
È innamorato del videogioco grazie a Hideo Kojima e al primo Metal Gear Solid, al quale ha giurato amore eterno, ma col tempo ha imparato ad amare gli open-world, gli action-adventure, gli rpg all’occidentale, i punta e clicca, a una condizione: che raccontino una bella storia.

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