Cinque videogiochi con feste in maschera

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Purtroppo per noi, a causa della grande e complessa situazione della pandemia il Carnevale 2021 è stato praticamente cancellato dalle nostre agende in netto anticipo. Niente festeggiamenti e niente divertimento per quest’anno, ma ciò non deve portarci a non celebrare la ricorrenza. Per farlo, vi proponiamo uno specialotto molto particolare: una classifica di cinque videogiochi caratterizzati da feste in cui i nostri alter ego possono mascherarsi e divertirsi, in un modo o nell’altro e per un scopo o l’altro.

Pronti? Iniziamo!

The Sims 4

Partiamo da un gioco che chi scrive avrà giocato sì e no una volta in vita sua, ma che ha parecchio senso: andiamo, come si fa a non pensare a The Sims?

In quello che è il “simulatore di vite alternative” per eccellenza, le feste sono un evento speciale (qualcuno ha detto Halloween?) nel quale sbizzarrirci con la marea di travestimenti che il gioco ci mette a disposizione assieme ad addobbi e mini-giochi. E, diciamolo, sono anche una delle attrazioni principali, grazie ai costumi sempre stravaganti e al tipico stile fuori di testa della pietra miliare di EA.

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Quanto ai costumi, c’è solo l’imbarazzo della scelta: streghe, supereroi, ninja, pirati, scheletri e chi più ne ha più ne metta. L’importante è che ogni costume sia assolutamente fuori di testa.

Quanti di voi adorano passare serate intere a organizzare party esclusivi per poi far scatenare i cari sims? Su, dite la verità.

Dishonored

Dishonored è la grande storia di vendetta e redenzione di un antieroe mascherato alle prese con un complotto di corte, e quale occasione migliore e più in tema per l’omicidio di una nobile con manie di potere di una festa in costume nella sua magione?

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Costumi niente affatto inquietanti. No no, macché…

È esattamente quel che succede nella quinta missione del gioco, nella quale Corvo deve infiltrarsi nel castello della perfida Lady Boyle per eliminarla e fare un altro passo nel suo complesso cammino di vendetta.

Lo farà finendo immerso in un luogo splendente, ricco di lusso e ovviamente di inganni: perdersi fra i corridoi del castello, circondati da figure mascherate, è il preludio perfetto a una missione sul filo del rasoio, in cui ogni errore può costare caro.

Ah, inutile dire che il buon Corvo non avrà bisogno di alcun travestimento: la sua “maschera di guerra” basta e avanza a celare la sua vera identità.

The Witcher 3

Ancora un grande gioco in costume, ancora un ballo in maschera: è il turno di The Witcher 3, con una delle missioni più divertenti e romantiche del gioco.

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In “Questione di vita o di Morte”, ambientata a Novigrad, il buon Geralt viene invitato a un’esclusiva festa a villa Vegelbud. Assieme all’affascinante Triss Merigold, Geralt si infiltrerà nella lussuosa festa con una splendida maschera che ricrea lo stemma del “lupo bianco”, il suo simbolo.

La missione è, come al solito per gli standard di The Witcher, ben scritta e divertente, ma è soprattutto il segmento principale della romance con Triss: è infatti durante questa missione, in un momento di grande e sincera vicinanza con la maga dai capelli rossi, che saremo chiamati a scegliere se svelare un sentimento di puro e genuino amore per Triss o rifiutarla.

E il tutto si consuma durante una scena dolcissima.

Hitman: Blood Money

In Hitman Blood Money, terzo episodio della serie classica della saga di 47, una delle missioni più belle del gioco ha come sfondo uno dei carnevali più importanti del mondo, il Martedì Grasso di New Orleans.

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47 è infatti chiamato a uccidere tre membri dei Corvi, organizzazione criminale con l’obiettivo di assassinare un senatore statunitense durante la festa, e nei suoi panni dovremo farci largo all’interno di una calca festante perfettamente ricreata.

Ovviamente, anche noi potremo travestirci, e sarà un travestimento di tutto rispetto: un uccellino, un tenero, dolce, colorato e batuffoloso uccellino.

Non serve dire come il tutto acquisti un forma davvero esagerata e sarcastica.

Assassin’s Creed II

Ultimo della nostra lista è un livello famosissimo, talmente tanto che all’epoca venne scelto come protagonista del cinematic trailer del gioco di cui fa parte: l’assassinio del doge di Venezia durante il Carnevale della città lagunare in Assassin’s Creed II.

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Si tratta di uno dei segmenti più memorabili di tutto il gioco e forse di tutta la saga, in cui non solo possiamo ammirare il bel lavoro di ricreazione della Venezia del ‘400, ma anche una bella ricostruzione di quella che è tutt’ora la festa più importante della città lagunare.

Il risultato è una sequenza di gioco memorabile, intensa e ben caratterizzata.

Forse, il più bel tributo al carnevale che ci potesse essere.


È vero, purtroppo per noi quest’anno niente Carnevale, ma speriamo che ricordare assieme le tante volte in cui i videogiochi ci hanno messi nelle divertenti circostanze di metterci un costume per compiere una missione possa avervi fatto piacere.

Quali altre feste in costume nei videogiochi vi vengono in mente? E per quale motivo?

Articolo a cura di Fabio Antinucci

30 anni (anagraficamente, in realtà molti di più) ha alle spalle esperienze come copywriter, redattore multimediale e critico cinematografico, letterario e fumettistico, laureato con una tesi triennale su Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e una magistrale su From Hell di Alan Moore.
Appassionato di letteratura horror e fantastica, divoratore di film di genere di pessima lega (ma ha nel cuore pezzi da novanta come Kubrick, Mann e Kurosawa), passa le sue giornate fra romanzi di Stephen King, graphic novel d’autore e fascicoletti di Batman.
Scrive (male) da una vita, e ha pubblicato un romanzo breve (Cacciatori di morte) e due librigame (quelli della saga di Child Wood).
Crede che il gioco sia una forma di creazione e libertà, capace di farti staccare la spina e al contempo di far riflettere, ragionare, commuoverti e socializzare. Per questo gioca di ruolo da dieci anni (in particolare a Sine Requie, D&D, Vampiri la Masquerade e Brass Age) per questo adora perdersi di fronte alla sua Play.
È innamorato del videogioco grazie a Hideo Kojima e al primo Metal Gear Solid, al quale ha giurato amore eterno, ma col tempo ha imparato ad amare gli open-world, gli action-adventure, gli rpg all’occidentale, i punta e clicca, a una condizione: che raccontino una bella storia.

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