Sei videogiochi a tema lupo mannaro

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Atteso da una community di giocatori che da tempo attendevano l’approdo di uno dei giochi di ruolo più apprezzati ma sottovalutati dell’universo di Mondo di Tenebra, Werewolf: The Apocalypse-Earthblood -in uscita in questi giorni- si pone l’obiettivo ambizioso di riportare al centro della scena videoludica la figura orrororifica del lupo mannaro, fra gli archetipi più antichi e intriganti dell’immaginario collettivo.

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Werewolf: The Apocalypse-Earthblood

Creatura maledetta, sospesa fra una dimensione di normalità apparente e una di terribile bestialità, nel corso dei secoli il licantropo è stato al centro di leggende popolari, opere di letteratura, film e, ovviamente, videogiochi.

Oggi per festeggiare degnamente Earthblood vi presentiamo cinque titoli,  molto diversi fra loro, che nel corso dei decenni hanno messo questa bizzarra creatura di fronte ai giocatori, talvolta come nemico, talvolta come bestiale alter-ego. Siete pronti? Iniziamo.

Knight Lore

Partiamo da lontano, dal 1984, con un gioco a suo modo storico.
Knight Lore è un gioco della serie Sabreman, collana action sviluppata nel corso degli anni ’80 dalla leggendaria software house britannica Rare (all’epoca Ultimate Play the Game). Nella sua terza incarnazione, il protagonista Sabreman è bloccato all’interno di un castello tenebroso, ma deve soprattutto vedersela con un problema bello grosso: la sua licantropia.

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Come all’interno di un dungeon infernale, il giocatore doveva guidare il suo spietato alter-ego di stanza in stanza-tutte meravigliosamente ricche di trappole e insidie-alla disperata ricerca di una cura per spezzare la sua maledizione. Se non ci riuscirà, passati quaranta giorni il buon Sabreman dovrà rassegnarsi a diventare un bestione peloso e non certo amichevole per il resto della sua vita.

Al di là del tema sfizioso e decisamente anni ’80, Knight Lore è importante perché di fatto è uno dei primissimi giochi tridimensionali di successo in visuale isometrica, un deciso passo avanti rispetto alla tradizione precedente che secondo Rock, Paper, Shotgun può essere paragonato all’introduzione del sonoro nel cinema.

No male, vero?

Wolf Child

Meno di impatto rispetto a Knight Lore e decisamente più anonimo, Wolf Child, titolo del 1992 per Amiga e Atari, ha tuttavia alcuni tratti che in un certo senso anticipano il mood di Earthblood, con elementi che combinano fantascienza e gotico urbano.

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Quando il ricercatore Kal Morrow viene rapito dalla Chimera, una potente organizzazione criminale, il figlio Saul decide di utilizzare uno degli esperimenti del padre per diventare un vero e proprio uomo-lupo in grado di sconfiggere “i cattivi”.

Il risultato? Un classico gioco action a scorrimento di quel periodo con la possibilità di muoversi in otto direzioni diverse lungo cinque livelli, nel quale vedremo Saul passare dall’essere un ragazzo come tutti gli altri ad avere la possibilità di sfruttare le risorse raccolte durante i livelli per trasformarsi in bestia e portare distruzione e caos.

The Order: 1886

Fra gli elementi più drammaticamente sprecati di un videogioco come The Order: 1886, esclusiva PS4 targata Ready at Dawn naufragata a causa di una formula che privilegiava troppo la narrativa rispetto al gameplay, era sicuramente una lore in grado di rileggere con brio un immaginario a metà fra gotico e mitologia steampunk/vittoriana.

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In uno scenario in cui il giocatore è chiamato a interpretare un eroe appartenente al misterioso Ordine, impegnato a difendere la monarchia britannica da oscure cospirazioni e inquietanti creature della notte, i licantropi (o Lycan, per gli amici) vengono ritratti come predatori sanguinari estremamente pericolosi e per questo ricercati dagli umani.

Si tratta di una lore decisamente poco sviluppata e che forse scimmottava troppo pigramente il mood di altre ambientazioni, e il potenziale narrativo del gioco viene sacrificato da una struttura davvero troppo lineare, ma i combattimenti contro i licantropi erano in qualche modo memorabili.

Affrontare un bestione peloso e arrabbiato armati soltanto di un pugnale è il fulcro di alcuni dei momenti più esaltanti del gioco, nonostante qualche quick-time event di troppo.

The Wolf Among Us

Considerato come il punto più alto della poetica della gloriosa (e sfortunata) TellTale Games, The Wolf Among Us gioca in maniera deliziosa con il mondo delle favole per mettere in scena un bizzarro racconto in cui gotico, noir e registro fiabesco si contaminano a vicenda arrivando a esiti artistici davvero notevoli.

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The Wolf Among Us è la storia di un mondo sospeso fra fantastico classico e toni hard-boiled, in cui i personaggi delle favole vivono in incognito fra gli uomini e nel quale Luca Wolf, il nostro protagonista, ha il compito di fare da guardiano e sceriffo di una comunità di “fatati”.

C’è solo un piccolo dettaglio: Luca, un tempo, era il “Grande Lupo Cattivo” delle favole, e ora deve espiare a una vita non proprio perfetta attraverso il ruolo di guardiano.

Nei suoi panni, i giocatori devono vigilare sulla comunità di Favolandia (Fabletown), e le sfide non mancano: in città c’è un assassino, e noi dobbiamo trovarlo…

Ora, The Wolf Among Us non è una vera e propria “storia di lupi mannari”, (almeno all’inizio, e in apparenza) ma a ben guardare  i punti di contatto fra la mitologia licantropesca e il suo plot sono più che tangibili e affondano le loro radici ancora una volta nel folklore, matrice tanto dell’horror classico quanto delle favole.

Il risultato è una piacevolissima spremuta di immaginari fantastici incrociati, in varie loro sfumature, orchestrata al meglio da una delle compagnie più sorprendenti e originali del decennio che si è appena concluso.

Gabriel Knight 2: The Beast Within

Gabriel Knight 2: The Beast Within è secondo episodio della serie punta-e-clicca uscita nel corso degli anni ’90 con al centro uno dei detective dell’occulto più amati della storia del videogioco, arrivato dopo un primo episodio incentrato sul vodoo di New Orleans (Sins of the Fathers) e prima di un terzo, ispirato alla leggenda del Graal (Il mistero di Rennes-le-Château).

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Alla sua seconda uscita in pubblico, Gabriel Knight, investigatore del paranormale con la capacità di combattere il male grazie al retaggio della sua famiglia, si ritrova nelle tenebrose foreste della Baviera a caccia di una misteriosa bestia che si dice originata da una maledizione centenaria.

Al suo fianco ci sarà Grace Nakimura, sua assistente e quasi-fidanzata (molto quasi) che possiamo controllare in alcune sezioni del gioco.

Sviluppato in Full Motion Video (tecnologia che sostituiva alla computer grafica un insieme di filmati e fotografie digitalizzate, simulando un film interattivo), The Beast Within confermava la grandezza della serie nel mescolare classica horror story à-la Stephen King con Storia, folklore e qualche elemento di commedia d’avventura.

Il risultato e un gioco dall’animo romantico e il lato artistico in stato di grazia, in grado di portarti al centro di una storia coinvolgente, perfetta per gli amanti dei temi trattati, e a farci provare l’ebrezza di dare la caccia a una macchina per uccidere.

Bonus track: The Elder Scrolls V: Skyrim

Per finire, non possiamo non accennare il caso di un grande gioco fantasy mainstream che ha fatto della possibilità di tramutarsi in un feroce licantropo una divertente opzione: Skyrim!

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Il blockbuster di Bethesda offre al giocatore miriadi di opzioni, path e modi di goderci l’avventura, e fra questi troviamo la curiosa possibilità di essere infettati e tramutati in possenti licantropi (cosa che può succedere seguendo una missione in particolare, La Mano d’Argento dei Compagni). Una condizione che di sicuro porta alcuni vantaggi al giocatore, fra i quali una forma davvero accattivante e una forza notevole, per quanto non manchino problemi come per esempio l’impossibilità di comunicare con i PNG o quella di utilizzare armi, equipaggiamenti o di aumentare le abilità.

Nonostante ciò, volete mettere il fascino di andare a caccia in lungo e in largo in questa splendida forma?


Bene, queste sono le nostre cinque scelte videoludiche per una bella immersione nel tema licantropia, da fare anche dopo aver terminato Werewolf: The Apocalypse Earthblood.

Si tratta di una lista molto variegata e che abbraccia non solo diversi generi, ma anche differenti registri narrativi, segno di quanto il tema continui a ispirare creativi di tutto il mondo (programmatori compresi).

E voi cosa farete? Approfitterete del nuovo gioco Cyanide per dare sfogo al vostro istinto lupesco?

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Articolo a cura di Fabio Antinucci

30 anni (anagraficamente, in realtà molti di più) ha alle spalle esperienze come copywriter, redattore multimediale e critico cinematografico, letterario e fumettistico, laureato con una tesi triennale su Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e una magistrale su From Hell di Alan Moore.
Appassionato di letteratura horror e fantastica, divoratore di film di genere di pessima lega (ma ha nel cuore pezzi da novanta come Kubrick, Mann e Kurosawa), passa le sue giornate fra romanzi di Stephen King, graphic novel d’autore e fascicoletti di Batman.
Scrive (male) da una vita, e ha pubblicato un romanzo breve (Cacciatori di morte) e due librigame (quelli della saga di Child Wood).
Crede che il gioco sia una forma di creazione e libertà, capace di farti staccare la spina e al contempo di far riflettere, ragionare, commuoverti e socializzare. Per questo gioca di ruolo da dieci anni (in particolare a Sine Requie, D&D, Vampiri la Masquerade e Brass Age) per questo adora perdersi di fronte alla sua Play.
È innamorato del videogioco grazie a Hideo Kojima e al primo Metal Gear Solid, al quale ha giurato amore eterno, ma col tempo ha imparato ad amare gli open-world, gli action-adventure, gli rpg all’occidentale, i punta e clicca, a una condizione: che raccontino una bella storia.

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