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Pubblicato in: Speciali

Epic Games Publishing tra Remedy,Playdead e Fumito Ueda

Durante la giornata odierna Epic Games ha annunciato che è intenzionata a rendere realtà un nuovo modello di pubblicazione multipiattaforma; questo modello ruoterebbe unicamente intorno alle figure degli sviluppatori e farà il possibile per incentivarli in un modo o nell’altro.

Dopo aver aperto il suo store su PC, andando a combattere il monopolio di Valve e Steam, Epic Games sembra avere le intenzioni chiarissime sul cosa fare con i soldi che riceve a cadenza mensile dal suo successone, l’amato/odiato Fortnite.
Le intenzioni della compagnia di Tim Sweeney sono ben chiare: diventare una software house in grado di aiutare altre software house in mille modi diversi, anche attraverso il publishing di videogiochi.

Con un video dedicato la compagnia ha annunciato tre differenti aziende intenzionate a collaborare con il colosso americano; vediamo insieme quali sono e cosa implica l’accordo di publishing.

Tre pezzi da novanta.

Le tre software house che hanno aderito alla campagna di Epic Games sono le seguenti:

  • gen DESIGN, conosciuta per essere capitanata da Fumito Ueda ed aver dato i natali a The Last Guardian.
  • Playdead, conosciuta per essere stata in grado di tirare fuori due perle assoluto del mercato indipendente come Limbo e Inside
  • Remedy, conosciuta per essere la casa dietro videogiochi di calibro assoluto come Max Payne, Alan Wake o Control (di cui recentemente sono usciti i DLC).

Secondo quanto dichiarato dall’azienda, l’approccio di Epic Games alla pubblicazione è incentrato sugli sviluppatori e stravolge il classico modello di sviluppo/distribuzione diffuso al momento nel settore. Grazie a questi stravolgimenti i creativi hanno massima potenza nel poter impiegare le loro energie ed il loro tempo sul videogioco, ottimizzando i tempi e migliorando i risultati.

Tim Sweeney ha lasciato sapere quali sono i tre principi che regoleranno l’esperienza da Publisher della sua compagnia.

  • Lasciare controllo e libertà creativa totale alle software house.
    Gli sviluppatori che verranno aiutati da Epic manterranno il possesso del 100% della proprietà intellettuale del proprio lavoro, mantenendone anche il pieno controllo creativo.
  • Sovvenzionare completamenti lo sviluppo dei videogiochi.
    Epic Games Publishing (branca della società dedita a tale scopo) coprirà il 100% dei costi della fase di sviluppo, degli stipendi degli sviluppatori e delle spese relativa alla pubblicazione di un videogioco (come controllo qualità, localizzazione, marketing e pubblicazione) senza bisogno di impoverire le casse degli sviluppatori.
  • Divisione dei profitti a metà.
    Una volta recuperati i costi gli sviluppatori riceveranno una quota pari ad almeno il 50% dei profitti

A detta di Sweeney quello che l’azienda sa facendo è costruire il modello di pubblicazione che ha tanto cercato negli altri durante gli anni passati, senza mai riuscirlo a trovare.

gen DESIGN , Remedy e Playdead sono alcuni degli studi più promettenti all’interno del settore videoludico, con idee davvero innovative per i loro prossimi progetti. A loro spetterà la totalità del controllo creativo e noi ci occuperemo di semplificare quanto più possibile la pubblicazione dei loro videogiochi, con servizi, risorse economiche e non.

Che tipo di giochi possiamo aspettarci?

Il primo progetto che verrà pubblicato su Epic di cui sappiamo qualcosa è il nuovo videogioco dei Playdead, teasato con un video di quindici secondi all’interno di un tweet del profilo ufficiale.

Il teaser trailer in questione è più una specie di immagine fissa all’interno di un’ambientazione spaziale che avevamo già visto all’interno di diverse concept art spuntate nei lidi oscuri dell’internet durante lo scorso anno.
Al video è accompagnata la campagna di reclutamento da parte per la software house scandinava, alla ricerca di differenti tipi di programmatori e anche artisti per gli effetti speciali.

Il prossimo progetto di Playdead ancora non possiede ne una data ne un periodo per la plausibile uscita, senza contare che mancano praticamente tutte le informazioni riguardanti la natura dello stesso.
È legittimo aspettarsi un videogioco in grado di ripercorrere le orme dei suoi predecessori, ovvero videogiochi dall’indole avventurosa all’interno di un gameplay da platform con molta atmosfera e gameplay essenziale, in grado di avvicinare un grande numero di giocatori per poi conquistarli con il setting.

Per quanto riguarda Remedy e gen DESIGN abbiamo molte meno informazioni sulla quale speculare. Sappiamo che i primi al momento stanno lavorando sulla seconda parte del DLC di Control ed hanno già qualche idea sul loro prossimo videogioco (che si teorizza essere un seguito delle avventure di Jesse Faden). Sul titolo di gen Design invece non si sa praticamente nulla tolta la natura completamente nuova del gameplay ed il suo stato non particolarmente avanzato di sviluppo, almeno secondo quanto raccolto all’epoca da IGN.

L’arrivo di Epic Games all’interno del mercato del publishing sarà una buona cosa? Questo non ci è dato saperlo ma le premesse e le aziende coinvolte sembrano essere molto interessanti, almeno per noi giocatori dal punto di vista dei titoli che vedremo nel corso dei prossimi anni.

Se Epic Games riuscisse a creare un paradigma di publishing e sviluppo in grado di dare un aiuto sostanzioso agli sviluppatori l’industria avrebbe un nuovo e importante player di cui tener conto, uno che nel giro di un paio d’anni è arrivato veramente vicino al muovere i tasselli ormai incartapecoriti del lato business del gaming.

Graziano Salini

Essere umano dotato di infinito nozionismo su cose di dubbia utilità, interagisce con il mondo dei videogiochi da quando ritiene di avere coscienza di sé. I punti forti del suo curriculum sono le oltre seimila ore passate sui moba, gli infiniti titoli conosciuti (e giocati) esplorando i meandri più reconditi della rete e l'indubbia capacità nel "flammare" con gentilezza il giocatore che ha davanti nella sua lingua natia. Dopo aver preso coscienza dell'esorbitante numero di ore passate su giochi in grado di danneggiare gli organi interni, il tizio raffigurato in foto ha deciso di comprarsi un computer normale e di tenersi aggiornato con le console dando frutto a lunghe sessioni di blasfemie e coccole davanti all'action adventure o al gioco di ruolo di turno, impazzendo davanti a enigmi dalle soluzioni lapalissiane o superando con scioltezza nemici dalla difficoltà aberrante. Nemico pubblico della punteggiatura e del bel scrivere, può vantare un lessico forbito da completo autistico derivato dai quintali di fumetti Disney letti in tenera età. Al momento sta aspirando alla santità aiutando tutto e tutti in missioni dalla dubbia utilità; aggiorna costantemente i suoi amici facebook sulla musica che ascolta (bella sopra ogni buon senso) e sui giochi che conclude, giusto per dare un senso ad account vecchi lustri.

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