PDXCON 2019: Paradox mostra i muscoli!

pdxcn paradox 2019 berlino


Negli ultimi tre giorni (18-19-20 ottobre) Berlino deve averle viste di tutti i colori: dinastie affamate di potere, colonie umane in mondi post-apocalittici e vampiri hanno infatti invaso la capitale tedesca per la PDXCON 2019, la passerella aziendale annuale di Paradox Interactive con la quale l’azienda ha svelato i suoi piani per il 2020.

Una kermesse a suo modo imponente, che ha acceso i riflettori su alcuni titoli forse “nicchiosi”, ma che sembrano avere le carte in tavola per riaffermare l’alta qualità di un brand ormai consolidato e ricco di stimoli.

Vediamo assieme com’è andata.

Indice

Dal medioevo ai manicomi, ce n’è per tutti i gusti

Come i fan e conoscitori del marchio potrebbero facilmente intuire, i protagonisti della tre giorni sono stati per lo più titoli appartententi ai generi che più hanno fatto la sua fortuna: parliamo, ovviamente, del grand strategy e del gestionale. Due generi che, a guardare le novità mostrate, sembrano rappresentare il core del piano uscite Paradox per le prossime stagioni, sia attraverso l’uscita di nuovi capitoli delle sue serie storiche sia di espansioni di giochi di successo.

Una cosa è certa: soprattuto in termini di contenuti e setting, la casa sembra aver selto la via della varietà e, ci permettiamo di dirlo, quasi dello sperimentalismo.

Crusader Kings 3: un gioco di troni

Dopo il successo del suo secondo episodio, la saga di Crusader Kings sembra destinata a un futuro caratterizzato da ambizione e voglia di esplorare nuovi territori e nuove modalità di gioco, in un certo senso mediante un elemento abbastanza anomalo per un tipo di videogioco così “informale” e “di testa” come lo strategico, che ci permetteremo di definire con molta cautela “roleplay“: nella nostra impresa di costruire un potente regno medioevale, non saremo chiamati solo a scegliere strategie e tattiche appropriate, ma sorpattutto a come caratterizzare la nostra dinastia. Secondo gli annunci della tre giorni, infatti, molta parte del divertimento di Crusader Kings 3 sarà riposta nel modo in cui decideremo di tratteggiare carattere, attitudini, trascorsi familiari del nostro sovrano (e ogni buon appassionato di Storia o di fantasy a sfondo storico sa quanto le vicende una famiglia reale possano essere importanti per delle dinamiche politiche), caratteristiche che ovviamente andranno a influenzare pesantemente le nostre partite.

L’obiettivo? Stando alle dichiarazioni degli sviluppatori, creare l’esperienza di strategia medioevale definitiva e, secondo le premesse e alle armi messe in campo, potrebbe non essere un obiettivo così difficile da raggiungere.

Surviving the Aftermath: apocalisse in early access

Entra di early access Surviving the Aftermath, col quale Paradox sembra voler prendere un genere ormai già ampiamente diffuso e sviluppato- il postapocalittico- e inserirlo all’interno di un gameplay con elementi innovativi che non possono non strapparci un interessato “Oh, forte questo!”.

In Surviving the Aftermath avremo di fronte una prospettiva ormai diffusa in ambito videoludico, quella di uno strategico/gestionale nel quale una comunità di sopravvissuti a un disastro con la necessità di riprendersi e ricostruire una società civile con tuttavia due caratteristiche fondamentali: da una parte l’impostazione procedurale nella generazione delle partite, che lascia pregustare un divertimento lungo e intenso a base di luoghi post-disastro, bande rivali e comunità da gestire. Dall’altro, e qui veniamo alla “ciccia” dell’operazione, stando alle promesse del team ci ritroveremo davanti un gioco strategico che ci metterà di fronte anche una componente morale non indifferente, dato che durante la campagna dovremo prendere scelte difficili. L’abbinamento fra quest’impostazione e il post-nucleare non è certo una novità, tuttavia l’applicazione a un genere come il gestionale potrebbe dar vita a esiti davvero interessanti.

Per concludere, una nota di sviluppo che non può che farci piacere: con l’annuncio dell’early access, Paradox ha infatti confermato che lo sviluppo del gioco sarà portato avanti sulla base di un profondo ascolto dei feedback della base.

Davvero non male, no?

News sulle espansioni di Stellaris

Succulenti queste novità, vero? Vero, ma va detto che le novità riguardano anche i fan di alcuni giochi ormai “storici” che negli scorsi anni hanno convinto e radutato attorno a loro schiere agguerritissime.

Partiamo con Stellaris, strategico ad ambientazione fantascientifica, che nel corso del 2020 vedrà la pubblicazione di un pacchetto contenente una nuova razza, i lithoids, e di una vera e propria espansione, Federations, che promette di dare ulteriore profondità al titolo attraverso una serie di features in grado di personalizzare ancor di più la propria fazione, nonché di aggiungere nuove dinamiche politiche con un ruolo ancor più centrale del senato galattico.

Rimanendo sempre in tema fantascientifico, anche un altro titolo Paradox (molto recente, tra l’altro) avrà presto una propria espansione: parliamo di Age of Wonders: Planetfall, uscito un paio di mesi fa, che avrà un pacchetto aggiuntivo con nuove dinamiche, Revelations.

Battletech – Heavy Metal, l’espansione

Passando a un altro genere, anche Battletech avrà una sua nuova espansione dal titolo azzeccato: Heavy Metal, che sembra promettere una nuova mini-campagna e, ovviamente anche in questo caso novità da un punto di vista di gameplay.

Prison Architect: Psych Ward Wardens Edition

Infine, da tener d’occhio troviamo Prison Architect: Psych Ward Wardens Edition, una riedizione di un’espansione per il celebre gestionale “ad ambientazione penitenziaria” che tuttavia promette di rielaborare alcuni cardini del gameplay spostando l’ambientazione da quella “classica” a ben più “cupi” ospedali psichiatrici. Cosa vuol dire questo? Semplice, che oltre alla struttura detentiva ain sé avremo da gestire anche il profilo medico dei “detenuti” e gestire la loro “sfera umana”.

 

Fra Vampiri e Mannari… Vampire: the Masquerade – Bloodlines 2 e Werewolf: the Apocalypse Earthbound

Okay… veniamo al “piatto forte”, andando a solleticare il palato di alcuni lettori in particolare: i giocatori di ruolo, che proprio da casa Paradox potrebbero stare aspettando novità importanti circa due titoli.

Stiamo parlando ovvimente di due giochi in arrivo dallo studio White Wolf e, ovviamente, dal suo Mondo di Tenebra, e dunque di Werewolf: The Apocalypse -Earthbound e di… sì, di lui, Vampire: The Masquerade – Bloodlines 2.

Nel primo caso l’azienda ci ha mostrato un trailer del gioco, che pur essendo molto vago ci ha aiutati a comprendere qule sarà l’atmosfera e confermando che il tema del legame fra i mannari e i temi ecologisti sarà molto importante, come da lore.

E Vampire? Beh, non abbiamo notizie “buone”: purtroppo Vampire si è mostrato poco o nullae, per di più, Paradox ha spostato la finestra di lancio al tardo 2020 per rispettare un alto standard qualitativo. Brutto chiudere un report col posticipo di un titolo così atteso, certo, ma vediamo il lato positivo: data la complessità e l’ambizione di un videogioco che si pone l’obiettivo di rivitalizzare uno dei capolavori del gioco di ruolo occidentale e della sua controparte digitale, forse qualsiasi perfezionismo da parte degli sviluppatori è estremamente giustificato e, in definitiva, ben augurante.

Gnammy, facciamo il punto.

Fossimo un po’ meno professionali, l’unica considerazione che ci troveremo a fare di fronte all’evento berlinese sarebbe un “lapidario” “tanta roba”.

Dispiace certo per l’assenza sostanziale di uno dei giochi più attesi del prossimo anno, quel Vampire: The Masquerade – Bloodlines 2 che come abbiamo appena detto promette di rivitalizzare un brand storico e molto importante per molti giocatori, tuttavia Paradox non ha mancato di portare all’attenzione una serie di titoli molto interessanti, soprattutto per il coraggio di alcune formule di gioco che, se si concretizzeranno in gameplay convincenti, potrebbero sfamare molti appassionati e farlo in molti ambiti diversi.

Che dire… acquolina in bocca e mani pronte a imbracciare il pad!

 

 

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Articolo a cura di Fabio Antinucci

30 anni (anagraficamente, in realtà molti di più) ha alle spalle esperienze come copywriter, redattore multimediale e critico cinematografico, letterario e fumettistico, laureato con una tesi triennale su Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e una magistrale su From Hell di Alan Moore.
Appassionato di letteratura horror e fantastica, divoratore di film di genere di pessima lega (ma ha nel cuore pezzi da novanta come Kubrick, Mann e Kurosawa), passa le sue giornate fra romanzi di Stephen King, graphic novel d’autore e fascicoletti di Batman.
Scrive (male) da una vita, e ha pubblicato un romanzo breve (Cacciatori di morte) e due librigame (quelli della saga di Child Wood).
Crede che il gioco sia una forma di creazione e libertà, capace di farti staccare la spina e al contempo di far riflettere, ragionare, commuoverti e socializzare. Per questo gioca di ruolo da dieci anni (in particolare a Sine Requie, D&D, Vampiri la Masquerade e Brass Age) per questo adora perdersi di fronte alla sua Play.
È innamorato del videogioco grazie a Hideo Kojima e al primo Metal Gear Solid, al quale ha giurato amore eterno, ma col tempo ha imparato ad amare gli open-world, gli action-adventure, gli rpg all’occidentale, i punta e clicca, a una condizione: che raccontino una bella storia.

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