Recensione: Charlie Murder


C’è un’apocalisse zombie da fermare, facciamolo punk rock style!

Charlie Murder, videogioco uscito nel 2013 su XBox Live Arcade sviluppato dal piccolo studio Ska Games che negli anni precedenti si era già fatta notare per The Dishwater: Samurai Smile, esce dopo quattro anni anche su Steam, ed eccoci qua a parlarne.

Charlie Murder narra la storia di una band garage punk americana che si ritrova a dover fermare un’apocalisse zombie scatenata da un amico del frontman che, escluso dalla band oramai di successo, fa un patto con un demone e scatena, appunto, un’apocalisse zombie. I non morti appestano le strade e tocca a noi ricacciarli nelle loro tombe.

La premessa di base non sembra delle migliori, ma per un beat ‘em up che prende spunto dai classici del genere e li reinventa in salsa punk rock, non ci vuole molto altro, è più che abbastanza per giustificare anche solo la creazione del gioco, che nonostante i difetti si rivela essere una piccola perla.

Se il gioco in sè non offre di più di un classico beat ‘em up a scorrimento orizzontale, ma lo fa con un piglio a metà strada tra l’horror punk e il death metal che rende tutto più frizzante e divertente. Le aree paiono uscite da libri di Steven King, le musiche da un album dei Misfits con interventi ska a spezzare la monotonia e i boss sono presi pari pari dall’immaginario horror/metal/punk, stereotipati all’infinito e anche per questo indecentemente divertenti.

Giocabile sia in single player che in multiplayer locale o cooperativa online, potrete scegliere tra cinque personaggi, tutti componenti della band Charlie Murder e ognuno con i suoi poteri particolari attivati tramite una sorta di forma di magia denominata Anar-chi, che già da solo il nome fa ridere così.

Puntando tutto su un gameplay semplice, ci sono due tasti da premere a manetta per effettuare combo devastanti tra colpi leggeri e attacchi pesanti, e acquistando “follower”, l’equivalente dei punti esperienza, si potranno migliorare le abilità che ci permetteranno di abbattere gli zombie sempre più forti e determinati a mangiarsi i nostri cervelli succulenti.

I nemici e alcuni elementi del mondo attorno a noi che potremo distruggere dropperanno monetine e costituiranno la moneta con cui acquistare capi d’abbigliamento, che comunque potremo trovare anch’essi come drop in game.

Ma soprattutto i power up che potranno essere acquisiti sotto forma di tatuaggi, idea che personalmente ho trovato spettacolare, fuori dagli schemi e adattissima al contesto.

Ne troviamo di protettivi e di offensivi, attivabili mediante un sistema non proprio intuitivo ma comunque abbastanza semplice da imparare a padroneggiare. Riacquisteremo energia tramite cibo e bevande – e dischi a quanto pare – e altri oggetti che troveremo in giro.

Niente di più di un semplice beat ‘em up interrotto da alcuni minigame per spezzare la routine, come già detto, ma ci sono alcuni elementi che lo elevano a qualcosa di più. Primo fra tutti, è incredibilmente divertente. All’inizio ci si può ritrovare a morire a ripetizione, soprattutto durante le boss fight, ma andando avanti col gioco e imparando a gestire i power up, i poteri speciali e alzando le proprie statistiche si diventerà sempre più difficili da abbattere.

La sfida però aggiunge quel tocco in più che rende il gioco ancor più divertente soprattutto se giocato in cooperativa. Da soli è bellino, divertente e tutto quanto, ma in compagnia diventa esilarante.

Secondo, ma non meno importante, la componente grafica. Fumettistica quanto basta, l’art direction di Charlie Murder propone disegni fatti a mano che rimandano a certi artisti noti soprattutto per le loro opere ispirate da atmosfere gotiche che sono poi state abbracciate dagli ambienti punk e metal, animati in maniera più che egregia. Anche se essenziale a tratti, non è quel tipo di grafica cartoonesca che dopo un po’ stanca anzi, è piacevole vederla scorrere sul proprio schermo.

Un altro punto di forza di questo gioco è la colonna sonora – tra l’altro acquistabile con la formula pay what you want dal sito ufficiale di Ska Games – tutta in tema con l’ambiente. Come già detto rimanda a certi sottistili punk e metal, con interventi di elettronica soprattutto per quanto riguarda l’ambience.

Ricorda certe registrazioni amatoriali da band emergente per certi brani, mentre la produzione è più curata per altri pezzi, anche per la diversa natura degli stessi. E se siete amanti della pop culture, vi ritroverete a ridere spesso grazie soprattutto a piccoli easter egg lanciati a piene mani proprio.

Non è tutto oro quel che luccica però. Purtroppo durante la nostra prova, effettuata su un PC che va ben oltre le richieste raccomandate di Charlie Murder, abbiamo potuto riscontrare cali di framerate abbastanza frequenti che non si sono risolti nemmeno abbassando la risoluzione o disattivando il v-Sych, di fatto le uniche opzioni grafiche modificabili. Nulla che renda il gioco ingiocabile, però per gli standard odierni un gioco di questo genere dovrebbe filare liscio come l’olio anche sui PC meno performanti, ma non disperiamo, i fix esistono per un motivo e probabilmente arriveranno nei prossimi giorni.

Un altro problema non proprio piacevole è l’hit detection da rivedere che accoppiata ad una gestione dei piani prospettici poco precisa fa in modo che molti degli attacchi finiscano a vuoto, mentre l’AI dei nemici è programmata per prenderci ogni volta, senza esclusione di colpi. Ci vuole almeno un’ora per abituarsi a questa cosa, e questo sì rovina un po’ il feeling di gioco, che soffre anche per una certa imprecisione nei comandi.

Un certo lag tra pressione del tasto (sia da tastiera che da pad) e l’esecuzione del comando è sempre presente, il che rende i minigiochi stile Guitar Hero (dovete premere un tasto solo, niente di che) difficili da completare al 100%. Inoltre, soprattutto sui salti, si ha la sensazione che il personaggio da noi controllato “scivoli”, come se il pavimento fosse fatto d’olio, appunto per via dell’input dei comandi impreciso. Sui salti non parliamone, questo problema diventa palese.

Un altro difetto abbastanza macroscopico è l’interfaccia non proprio comoda, in quanto faremo tutto tramite un cellulare Windows Phone (sic) che ci permetterà di alzare le statistiche ad ogni level up ma soprattutto di ricevere info e aiuti tramite email. Scritte però con un carattere ridicolmente piccolo.

Va bene, è possibile avere un zoom, ma con tutto lo schermo a disposizione, è un po’ ridicolo avere una finestrella così piccola per tutorial e altro. L’avessero almeno portato in primo piano, il problema non si sarebbe neanche posto, ma così piccolino è veramente difficile da leggere. Almeno la localizzazione è fatta molto bene e non ci sono strafalcioni come spesso accade per i titoli indie (e non).

Aggiungiamo l’impossibilità di saltare le cutscene e il dover rifare da zero l’area se si muore, e la frustrazione sale parecchio. Non è un gioco difficile, per niente, è solo un po’ frustrante. Ma del resto tutti i beat ‘em up classici lo erano, per un motivo o per un altro, che cosa potevamo aspettarci?

Tutto ciò è ben bilanciato però dai grandi pregi sopraelencati, per cui il rapporto divertimento:difficoltà è sbilanciato nettamente verso il primo. Charlie Murder è un gioco molto divertente che brilla particolarmente se giocato in compagnia, in quanto lo schermo diventa pieno di zombie da ammazzare a pugni, calci e perchè no, urlandogli contro.

L’estetica punk rock inoltre lo rende unico nel suo genere, col risultato di rimanere ben impresso nella memoria, anche se la storia è quella che è, quasi un pretesto per pestare zombie come se non ci fosse un domani e farlo ascoltando della buona musica. Non che ci sia niente di male nel pestare zombie come se non ci fosse un domani e divertirsi nel farlo, sia ben chiaro.

In sostanza, seppur lungi dall’essere perfetto, Charlie Murder in questa sua incarnazione per PC ha tutte le carte in regola per farvi  passare parecchie ore liete in compagnia menando zombie a destra e a sinistra, a mani nude o con spranghe, seghe elettriche e perchè no, scope.

Pro
+ Ottima direzione artistica
+ Colonna sonora molto bella
+ Belle ambientazioni
+ Fattore divertimento a mille
+ Bella co-op

Contro
– Trama un po’ banale
– Comandi imprecisi
– Framerate altalenante
– Interfaccia assurdamente complessa

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Genere Beat ‘Em Up
Giocatori Single Player – Multiplayer locale – Co-Op Online
Sviluppatore Ska Games
Distributore Ska Games
Data D’Uscita 12 Maggio 2017
Piattaforme Steam

Requisiti
Minimi
Sistema operativo: Windows Vista
Processore: Intel Core 2 Duo 2.8 GHz or equivalent
Memoria: 1 GB di RAM
Scheda video: OpenGL 3.0+ support
Memoria: 2 GB di spazio disponibile
Raccomandati
Sistema operativo: Windows 7
Processore: Intel Core 2 Duo or AMD Athlon 64 X2 5600+
Memoria: 2 GB di RAM
Scheda video: OpenGL 3.2+ support
Memoria: 2 GB di spazio disponibile
Controller Pienamente Supportato

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Articolo a cura di Eleonora Muzzi

Professionista del doppio senso, videogiocatrice da un quarto di secolo, scrittrice per hobby, geek da sempre. Alla ricerca di più posto per sistemare i fumetti e videogiochi. Gioco ad un po' di tutto, non ho un genere preferito in assoluto, ma tendo a prediligere FPS con elementi RPG e stealth, anche se di tanto in tanto potreste trovarmi in un tunnel chiamato Cities Skylines in cui mi rintano per settimane a volte, dimenticandomi che esistono altri tipi di gioco.

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