Recensione: Ys Origin

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Uscito per la prima volta in Giappone nel 2006 su PC e successivamente approdato su Steam e GOG nella sua edizione internazionale localizzata in inglese nel 2012, Ys Origin è la nona incarnazione della serie Ys, ma costituisce un prequel della saga. A Febbraio 2017 ne esce un porting per Playstation 4 e a Maggio 2017 uno per Playstation Vita, che abbiamo provato per voi.

Svolgendosi circa settecento anni prima del primo Ys, uscito nel 1987, è come abbiamo già detto, un prequel

Nella prospera terra di Ys, ricca di magia e governata e protetta dalle dee Reah e Feena, d’un tratto un giorno viene invasa da orde di demoni che dietro di loro lasciano solo morte e devastazione. Sono talmente tanti che i cavalieri di Ys non riescono a fare molto per respingerli. Gli abitanti di Ys si rifugiano nei templi per proteggersi e le dee usano il potere di un potente artefatto magico, la Perla Nera, per respingere l’orda. Nulla da fare, i demoni costruiscono una enorme torre ed essa diventa il loro campo base.

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Ai piedi di questa torre inizia il nostro viaggio, nei panni di Yunica Tovah, apprendista cavaliere di Ys armata di ascia bipenne e la determinazione d’acciaio della gioventù, o in quelli di Hugo Fact, giovane mago specializzato in magie pirotecniche. Il gioco è decisamente diverso in base a chi si sceglie come personaggio, il che giova alla rigiocabilità di Ys Origin, già di per sè longevo. Durante il nostro cammino fino alla cima della torre, infestata dai demoni, incontreremo numerosi personaggi, alcuni antagonisti ma molti di più dalla nostra parte, che saranno essenziali per lo svolgersi di una trama che non è che brilli per originalità, ma è comunque facile da seguire e si sposa bene con il gameplay semplice da hack&slash.

Purtroppo in alcuni punti risente tantissimo del fatto che bisogna sempre premere X per far avanzare i dialoghi, e ci sono sessioni anche da venti minuti di soli dialoghi da mandare avanti così, cosa che può diventare monotona e la tentazione di premere quadrato e mandare avanti il dialogo diventa molto forte. Peccato che saltando i dialoghi non solo si rischia di perdere pezzi della trama, che non essendo comunque il punto di forza del gioco non sarebbe nemmeno una grande perdita, il problema si fa bruciante quando si perdono istruzioni su dove andare, cosa fare e come utilizzare certi power up e abilità. E succede, spesso, anche perchè non c’è alcun dialogo doppiato, tranne l’introduzione all’inizio di una nuova partita. Soprattutto se avete fretta, per un qualsiasi motivo.

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Dal punto di vista puramente di gameplay, è molto molto semplice, si tratta di un classico action hack&slash con sezioni platform

Di fatto, un gameplay che non passerà mai di moda, è come il nero, sta bene su tutto, e sta benissimo su un’esperienza di gioco come Ys Origin, anche in versione portatile. Uno dei grandi pregi della PS Vita è che è abbastanza comoda da tenere in mano quindi fare lunghe sessioni di un gioco che richiede tutto sommato solo di saper mantenere il bashing del tasto di attacco costante non fa venire crampi o non causa intorpidimento delle dita. E con uno stile di gioco così rapido c’è bisogno di avere supporti comodi, per mantenere le sessioni di gioco fluide e piacevoli, per quanto lunghe vogliate tenerle.  

Dal punto di vista tecnico, bisogna fare due discorsi diversi per grafica e comparto audio

Il secondo è di ottima fattura, con il missaggio ben bilanciato sia per i piccoli speaker della Vita sia per l’ascolto in cuffia, con suoni abbastanza puliti e cristallini. Le musiche sono uno dei punti di forza maggiori, con composizioni molto belle e adatte alle situazioni. Risulteranno un po’ monotone, più che altro per la loro breve durata, nel caso vi blocchiate per molto tempo in un’area – cosa assai probabile – ma basta spostarsi in un’altro luogo della torre tramite fast travel per sentire quel senso di monotonia sparire e tornare ad apprezzare nuovamente il brano.

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Per quanto riguarda la grafica, vanno fatte due considerazioni. La prima, è che Ys Origin è un gioco rilasciato per la prima volta undici anni fa, secondo che viene riprodotto su un dispositivo portatile di potenza ovviamente inferiore alle console e ai PC di generazione corrente, per ovvi motivi. La grafica è volutamente tenuta sul semplice, con aree tridimensionali di dimensioni ridotte e modelli dei personaggi stilizzati in stile anime, con personaggi su schermo che ricordano un po’ certi modelli dei primi JRPG quando si passò dal 2D al 3D, con teste sproporzionate rispetto al corpo, e volti disegnati durante i dialoghi, come fosse un anime in tutto e per tutto. Questi in particolar modo sono molto belli da vedere, e lo schermo piccolo ma molto luminoso della Playstation Vita li valorizza. La risoluzione delle texture è adeguata per mantenere un buon rapporto qualità/framerate, che però tende a calare un tantino quando vi sono molti nemici su schermo. Il risultato finale è più che buono per la piccola portatile di Sony.

Come sempre però, nessun gioco è perfetto

Ys Origin soffre soprattutto per quanto riguarda i tempi e per certi punti poco intuitivi. Come già detto, mancano dialoghi doppiati, quindi tutta la parte narrativa è lasciata ai sottotitoli. Purtroppo, le fasi narrative tendono ad essere sproporzionatamente lunghe. Invece che avere più sequenze di narrazione ad intervallare le fasi di gioco, mantenendole di lunghezza massima di cinque o sei minuti, gli sviluppatori Nihon Falcom hanno voluto dare spazio a sessioni di gioco effettivo abbastanza lunghe, intervallate da interminabili sezioni narrative di anche trenta minuti, che passeremo a premere X in continuazione per far avanzare i dialoghi, che non avanzeranno da soli. Certo, questo è un problema a monte, non del porting, una scelta di sviluppo che rientra nei canoni del genere, resta però il fatto che il troppo stroppia, e passare mezze ore a premere X e leggere sottotitoli non è il massimo.

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C’è anche da considerare una certa ripetitività delle aree e certe scelte che sembrano poco intuitive. Certo, se siete abituè di questo genere, Ys Origin vi sembrerà un gioco abbastanza diretto, ma per qualcuno un po’ più giovane o che vuole provare ad approcciarsi a questa serie per la prima volta sfruttando questa nuova versione, sia essa quella per PS4 o per PS Vita, potrebbe trovare il level design oltremodo complesso, a volte inutilmente confusionario, e si rischia di rimanere bloccati molto spesso.

Durante la nostra prova abbiamo anche potuto notare un certo ritardo nella ricezione dei comandi. Usando la levetta analogica sinistra per il movimento va tutto bene, ma se siete tra le persone che preferiscono usare il D-Pad potrebbero sperimentare un po’ di lag, impercettibile in effetti se non vi trovate nella posizione di dover vedere anche il minimo difetto del gioco che state provando.

Tutto questo lo rende un gioco brutto?

No di certo. Sbilanciato è un termine che si addice molto di più a Ys Origin, con le lunghissime sessioni narrative che ti spingono quasi a forza a saltarle perchè arrivi al punto che ti sei stancato di premere X in modo forsennato. Oltretutto, la storia è abbastanza banale, i twist del plot abbastanza telefonati e i personaggi piuttosto stereotipati, quindi se non fosse per le importantissime istruzioni su come usare oggetti e power up vari. Certo, se vengono saltate possono essere recuperate, ma si rischia di girare in tondo parecchio, prima di avere l’idea di andare a cercare nel menù delle opzioni.

In ogni modo un porting ben riuscito, che si presenta molto bene sulla Playstation Vita e che, se siete appassionati di JRPG con elementi action e siete in possesso della piccola, bistrattata console portatile di Sony, questo è un titolo che non dovreste farvi scappare, anche per via del suo prezzo contenuto anche quando non scontato.

Ys Origin per Playstation Vita risulta essere un ottimo porting, per quanto non privo di difetti, di un gioco già buono all’origine, che riesce a fornire un’esperienza piacevole con un buon grado di sfida accessibile a tutti. Certe scelte di sviluppo possono essere opinabili, ma se inquadrate all’interno del genere JRPG sono più che comprensibili e giustificate.

Opinione Finale

Pro
+ Gameplay fluido e veloce
+ Belle boss fight
+ Disegni molto belli
+ Ottima colonna sonora

Contro
– Cali di framerate frequenti
– Trama dimenticabile
– Sezioni di gameplay e narrative sbilanciate

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Ringraziamo calorosamente DotEmu per la possibilità di recensire questo titolo.

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Articolo a cura di Eleonora Muzzi

Professionista del doppio senso, videogiocatrice da un quarto di secolo, scrittrice per hobby, geek da sempre. Alla ricerca di più posto per sistemare i fumetti e videogiochi. Gioco ad un po' di tutto, non ho un genere preferito in assoluto, ma tendo a prediligere FPS con elementi RPG e stealth, anche se di tanto in tanto potreste trovarmi in un tunnel chiamato Cities Skylines in cui mi rintano per settimane a volte, dimenticandomi che esistono altri tipi di gioco.

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