Baldur’s Gate 3 (PC): Una recensione arrivata “giusto in tempo”

Copertina recensione Baldur's Gate 3

Sono molti i motivi che mi hanno portato a parlare di questo gioco dopo così tanto tempo, ma finalmente lo si fa e con uno stile nuovo. Non ci inoltreremo in un viaggio lungo mille milioni di parole, bensì in esperienze più piccole e mirate.

Baldur’s Gate 3 è un gioco atipico. Per tanto tempo il gioco di ruolo isometrico è stato un genere che molti hanno considerato di nicchia e caratterizzato da molto tempo dedicato alla lettura e comprensione delle numerose meccaniche. La quinta edizione di Dungeons & Dragons prodotta da Wizards of the Coast, anche tramite la proliferazione di contenuti online dedicati alla divulgazione del gioco di ruolo, è stata capace di espandere moltissimo il bacino di utenti interessati. Larian Studios ha tentato di creare un’opera che potesse offrire la stessa possibilità e credo proprio che questo tentativo si sia concluso con enorme successo.

Baldur's Gate 3 insieme ad altri giocatori

Baldur’s Gate 3 è un titolo in grado di offrire anche alla persona maggiormente a digiuno di gioco di ruolo la possibilità di inoltrarsi nel magico mondo dei Reami Dimenticati o, ad essere precisi, della Costa della Spada. Il neofita non viene immediatamente sommerso dai tecnicismi e da quello che, per certi manuali cartacei, corrisponderebbe alla necessità di leggere tutto il regolamento prima di poter iniziare a giocare. Al contrario, c’è la possibilità di immergersi immediatamente nei lati più peculiari dell’ambientazione e del gioco.

Benché ci sia stata la forte necessità di sistemare il lato tecnico delle parti più avanzate, Baldur’s Gate 3 è un titolo che esprime eccellenza in pressoché ogni suo lato. Il mondo è estremamente interattivo, capace di rispondere efficacemente alle idee del novizio tanto quanto a quelle del veterano che sa già come “tirare la corda” delle meccaniche.

Underdark in Baldur's Gate 3

In più, c’è una cosa che voglio sottolineare di questo aspetto, ossia l’imprevedibilità. Rispetto ad altri titoli, Baldur’s Gate 3 non ti “imbocca” certe possibilità di gameplay. Ciò non vuol dire che si impegni per non renderti le cose facili, anche perché trovo che complessivamente Baldur’s Gate 3 sia tutt’altro che un gioco mediamente difficile, però non veniamo costantemente accompagnati verso lo spettro delle nostre possibilità. Ci sono molte scelte od opportunità che non verranno scoperte prima di confrontarsi con altri giocatori e devo dire che tutto questo mi ha fatto un po’ tornare a quei tempi in cui parlavi con gli amici e la tua testa esplodeva quando ti chiedevano “Ma sai che se fai X succede Y?” e magari tu non avevi nemmeno pensato a X perché quella cosa poteva essere logica nella realtà, ma nulla ti aveva suggerito la sua fattibilità nel gioco.

Creazione dell'Oscura Pulsione in Baldur's Gate 3

C’è tuttavia un aspetto che secondo me non viene particolarmente premiato, ossia scegliere di giocare un personaggio che non sia la Pulsione Oscura. Quest’ultima offre una storia profondamente legata ai titoli precedenti della saga ed essenzialmente cementa il motivo per cui questo sia davvero Baldur’s Gate 3 e non il primo titolo di una serie differente. Anche confrontandomi con altre persone, ho percepito un’assenza di storia dedicata al Tav (appellativo dato al personaggio “generico”), occasionalmente tamponata tramite qualche scelta di dialogo legata al background o alla classe. Se da una parte posso comprendere l’idea di avere la Pulsione Oscura opzionale, dall’altra trovo un peccato che da questa libertà il Tav ne esca fuori come un personaggio tutto sommato vuoto che raramente ha modo di attraversare un’evoluzione personale anche solo vagamente paragonabile a quella vivibile dai compagni d’avventura.

Nel complesso, Baldur’s Gate è un titolo che premia spesso il pensiero laterale e che ha saputo mettere in scena stupendamente il gioco di ruolo più famoso del mondo, offrendolo a pressoché qualunque genere di pubblico. Insieme a una colonna sonora che rimane nel cuore e una grafica che ha permesso di sfondare la barriera degli isometrici che raramente usano altri tipi di telecamera, si tratta di un’esperienza incredibile che non si fa abbattere da alcuni difetti o ingenuità.

PRO

  • Estrema varietà di scelte
  • Altrettanta varietà negli approcci al gameplay
  • Interpretazione memorabile dei doppiatori
  • Grafica mozzafiato per un titolo prevalentemente isometrico
  • Una colonna sonora che riascolteremo per anni
  • Una tale varietà da volerlo ricominciare subito dopo averlo finito

CONTRO

  • I difetti tecnici aumentano man mano che ci si avvicina alle sezioni finali del gioco
  • Un personaggio non-Pulsione Oscura risulta più passeggero che protagonista
  • La personalizzazione estetica nella creazione del personaggio è un po' limitata

Se hai letto tutta la recensione (e l'hai letta per davvero tutta senza imbrogliare) puoi cliccare qui sotto per scoprire il voto:

9.5

Storia - 9 / 10

Grafica - 9 / 10

Longevità - 10 / 10

Gameplay - 10 / 10

Sonoro - 9 / 10

Pulsioni Oscure - 9 / 10