SD Gundam Battle Alliance | A Storia di Gundam | Recensione (PS5)

Gundam
Macchina da guerra!
Gundam Wing
Go to fight a war!
Gundam
Imbattibili robot

Ora… Ci sono due tipi di lettori: chi ha letto il testo qui su cantando con la voce di Giorgio Vanni e chi no.

Se rientrate nel primo caso bene, avete avuto un’infanzia mechatronica; per gli altri beh, magari è giunto il momento di ripassare qualcosa!

Gundam ha una lunga storia videoludica, ma la maggior parte dei titoli recenti del Franchise non è che un mediocre tentativo di vendere un prodotto sfruttando il Marchio creato da Yoshiyuki Tomino e Hajime Yatate nel 1979 per lo studio Sunrise.

Ogni tanto dal vasto calderone videoludico spunta fuori un titolo anime su licenza che va oltre le aspettative. Non solo una ode al materiale di partenza, ma anche un gioco finemente realizzato. SD Gundam Battle Alliance è questo. In parole spiccie un gioco di ruolo d’azione che può diventare pericolosamente coinvolgente e che i fan del franchise dei robottoni adoreranno, e che offre un’esperienza che sembra una enorme lezione di storia Gundam. Spiegataci però da un professore che al contempo frantuma tutte le sue action figures ed emette suoni di esplosioni con la bocca.

Un nuovo universo

Battle Alliance è un mashup di quasi tutte le serie Gundam esistenti. La nostra avventura ci vede nei panni del Comandante Alka Adonisnome personalizzabile a piacimento – che, alla guida dello Squadrone Gatheroad, ha il compito di raccogliere dati utili alle migliorie delle unità GM durante la Guerra di Un Anno. Improvvisamente, però, prima ancora di poter festeggiare con lo squadrone la corretta riuscita di una missione, il nostro comandante viene strappato dalla sua linea temporale e portato in un luogo chiamato Universo-G, nel quale si intrecciano diverse linee temporali “storiche” del franchise.
Qual’è il motivo di questo apparente rapimento? Beh, le linee temporali si sono danneggiate e si stanno verificando delle anomalie e toccherà a noi viaggiare tra la storia delle produzioni animate di Gundam e sistemarle.

Questo significa mettere a ferro e fuoco migliaia di Mobile Suit diversi a colpi di Beam Saber.

La storia in sè è per gran parte dimenticabile e piena di termini fantascientifici un pò traballanti che non significano nulla, ma funge da veicolo per traghettare il giocatore attraverso le varie missioni e, in un certo senso, fa il verso a tutto l’universo Gundam nel suo complesso.

Sebbene non si tratti di nulla di rivoluzionario ci sono alcuni colpi di scena nella trama ed una tonnellata di commenti che prendono in giro i tropi che il Franchise di Gundam usa costantemente. Qualcuno, ad esempio, dice “non fidatevi mai delle persone mascherate” mentre, in un certo momento del gioco, viene sottolineata l’eccessiva “spigolosità” del cattivo.

Nulla di troppo serio ma di sicuro aiuta a collegare l’aspetto del gioco che meglio è riuscito: il gameplay, un mix di battaglie “bite-size“, scontri con Boss ed il piacere di collezionare e potenziare un ampio catalogo di Mobile Suite giocabili.

Avanzare a colpi di Chibi Beam Saber

Se si è appassionati di Gundam si prova un vero e proprio brivido nel vedere quali piloti spunteranno proseguendo lungo la serie di missioni proposte.

La già citata corruzione fa sì che personaggi di universi lontani possano scontrarsi, dando vita a battaglie particolarmente interessanti e veri colpi di scena. Una volta ripristinata l’anomalia si sbloccano le missioni vere e proprie in cui è possibile rievocare lo scenario canonico della battaglia, con dialoghi dei personaggi accuratissimi.

Il gioco ricrea persino le scene chiave dei vari Anime, rafforzando ulteriormente la sensazione che si tratti di un vero e proprio l’avoro d’amore da parte dello sviluppatore Artdink.

Il combattimento è semplice solo a livello superficiale. Per fare un paragone è qualcosa che si avvicina allo stile di Kingdom Hearts, con tutti i dovuti paragoni: ogni MS ha una combo da mischia a singolo tasto, un attacco pesante e tre mosse speciali basate nella maggior parte dei casi su armi a distanza e soggette a cooldown. Non mancano poi la possibilità di effettuare un superattaccopeculiare per ogni Mobile Suit – così come le schivate difensive e la parata fisica.

Cose semplici, assolutamente, ma c’è un discreto grado di profondità nel cercare la combinazione migliore di attacchi da apportare al nemico, nelle schivate e nelle combo aeree eseguite con il giusto tempismo; soprattutto durante gli scontri con i boss che hanno a disposizione più barre vita e scudo mobile.

Affrontare i Mecha nemici standard è, infatti, piuttosto semplice e forse anche un pò ripetitivo dopo aver investito già una decina di ore nel gioco, ma tagliare a metà un Gundam avversario non ha prezzo e non stanca mai!
La stragrande maggioranza delle missioni si conclude con uno scontro letale con un MS Gundam nemico dotato di una corposa barra vitale ed attacchi ininterrotti: questi scontri, oltre che portare un livello di sfida più elevato, si basano sulla pazienza, sullo studio del terreno e sull’abilità di saper gestire parate e contrattacchi nel momento ideale.

Pensate a Monster Hunter, ma con dei Chibi-Gundam.


Piccolo aiutino

Gli scontri con i Boss possono essere particolarmente ostici se affrontati da soli – anche se il gioco ha un livello di difficoltà settato davvero alla perfezione – per questo si dovranno ringraziare i compagni gestiti dalla IA. Durante le missioni è possibile portare con se due alleati e, sebbene quest’ultimi possano essere un pò stupidi, i Boss possono concentrarsi su un solo bersaglio alla volta; per questo motivo gli scontri finali sembrano progettati per il gioco di squadra con meccaniche come l’aumento dei danni degli attacchi alle spalle (fondamentali per assestare più danni possibili alle enormi riserve di salute nemiche) e la rianimazione dei compagni di squadra. Finché almeno un membro del team è ancora in piedi è possibile rianimare gli alleati riparando le loro Unità da Combattimento.


Veniamo al punto un pò dolente del gameplay di SD Gundam Battle Alliance: la ripetitività!

La domanda da porsi è quindi: si ma, cosa ci guadagno da combattimenti sostanzialmente tutti uguali?

La fatica di dover ripetere e ripetere lo stesso modus operandi – il classico grinding alla fine – è ripagata dal poter mettere le mani sui progetti di nuovi Gundam di qualità, anche se l’eccitazione data dallo sblocco di un nuovo MS è spesso mitigata dalla consapevolezza che sarà necessario un ulteriore grinding per portare la nuova unità ad un livello utile per combattere nelle missioni a seguire.

Il gioco in cooperativa, tuttavia, può contribuire ad alleviare la noia. È possibile, infatti, creare la propria lobby online o entrare in una lobby aperta tramite il menu principale e giocare con amici riportando tutti i progressi compiuti nella campagna per giocatore singolo, compreso lo sblocco di nuove missioni.
Com’è facilmente immaginabile il gioco coop permette di attuare nuove strategie – avendo compagni non gestiti dalla IA – e se si fa squadra con un paio di piloti abili è anche più facile, oltre che rapido, completare missioni.

Siete lupi solitari ma volete comunque qualcosa di più abbordabile? Potete sempre utilizzare la modalità facile del gioco che rende le missioni molto meno impegnative, a discapito di un minore loot di parti, ovvero oggetti equipaggiabili che migliorano le statistiche del nostro Gundam.

SD non sta per Standard Definition

Il titolo del paragrafo è autoesplicativo. Tutti quelli che si aspettano un titolo raffazzonato dal punto di vista grafico rimarranno piacevolmente sorpresi.

La prestazione audiovisiva, con i suoi alti e bassi, è molto buona. A volte si ha l’impressione che l’ambiente sia un pò spoglio – ed in alcune missioni da svolgere tra lande desolate effettivamente è così – ma i modelli SD dei nostri Mecha offrono una sorprendente quantità di dettagli come ad esempio lo sporco e la sporcizia spalmati sul metallo della scocca. Il tutto fruibile in 4K a 60 FPS, che la nostra console permette di barattare in cambio del Ray Tracing. Scelta che, personalmente, ho scelto di fare perché a discapito di un frame rate più basso – e comunque sempre stabilissimo – a guadagnarne è stato l’impatto visivo dei Gundam sul campo di battaglia.

Il tutto è condito, ed accompagnato, da musiche classiche del franchise e chiedetevi se c’è qualcosa di meglio che difendere la White Base sulle note degli Anime classici degli anni ’80. Ecco, vi siete risposti da soli.

Conclusioni

Sebbene la maggior parte delle missioni si riduca a sconfiggere ondate di nemici, Battle Alliance fa un buon lavoro per movimentare le cose con battaglie contro i Boss e, nonostante la scarsa intelligenza dei compagni IA, il tutto è giocabile in cooperativa – cosa che consiglio vivamente.
Dopo anni di arena fighter e sequel poco brillanti, come New Gundam Breaker, questo SD Gundam Battle Alliance sembra la boccata d’aria fresca di cui il franchise aveva bisogno nei videogiochi. È chiaramente una lettera d’amore ad uno dei Franchise Anime più prolifici in circolazione e, anche se non siete fan di Gundam, avete davanti un buon Action-RPG. Con una storia tanto strana, quanto originale ed i suoi combattimenti dinamici Battle Alliance si pone assolutamente come un punto di riferimento nell’affollato mercato dei giochi Anime-Based.

Ti è piaciuto l'articolo o hai perplessità?
Entra nel nostro gruppo Facebook o sul gruppo Telegram!
the last of us parte I recensione ps5

The Last of Us: Parte I | Recensione (PS5) | Un (in)atteso ritorno

Ooblets

Ooblets | Recensione (NSW) | Pokémon e Stardew Valley si incontrano a passi di danza