The Great Ace Attorney Chronicles – Recensione (PS4)

the great ace attorney chronicles debutta in occidente

Se c’è un franchise che è davvero mancato sulle console di (ormai) vecchia generazione è proprio quello dedicato alla visual novel ambientata nel mondo giudiziario: Ace Attorney. Spesso, per ragioni di mercato a noi non molto chiare, alcuni titoli di serie più o meno famose nel paese del sole nascente non arrivano quasi mai in Occidente.

Per fortuna, grazie alla costante popolarità delle avventure di Phoenix Wright, complice anche la recente collection (trovate qui la nostra recensione) Capcom ha deciso di pubblicare, per i vent’anni della saga, la collezione dei due capitoli dedicati all’avo dell’avvocato con i capelli a punta, The Great Ace Attorney Chronicles.

Se avete letto già la nostra anteprima del titolo – ringraziamo Capcom per la bella opportunità – questa recensione non è altro che l’entusiasmante conferma di quanto è incredibile Ace Attorney e quanto sono mancati sui nostri schermi, grandi e piccoli, le sue avventure ai limiti del paradossale.

Entriamo in queste stravaganti aule di tribunale e lasciamoci trasportare dalla pungente ironia e dai personaggi iconici che lasciano il segno.

Think outside the… court!

La sensazione che ci ha dato il nuovo titolo dedicato a Ryunosuke Naruhodo è proprio quella che ci aveva lasciato più di dieci anni fa il primo capitolo su Nintendo DS, ovvero la necessità di pensare “outside the box“: considerare tutte le variabili possibili, le sfumature, i dialoghi e persino il dettaglio più insignificante di una fotografia di bassa qualità.

The Great Ace Attorney Chronicles comprende due capitoli usciti solo in Giappone rispettivamente nel 2015 e 2017 e illustrano le gesta di Ryunosuke Naruhodo, antenato di Phoenix Wright. Il ragazzo, un giovane studente in erba, sarà alle prese con il suo primo caso in Tribunale, sicuramente non facile, soprattutto perché l’unico indiziato è proprio lui.

Il ragazzo, grazie al suo talento e anche ad un pizzico di fortuna del principiante, riuscirà a cavarsela e successivamente vincerà una sorta di borsa di studio a Londra, il fulcro dell’espansione economica e coloniale del tempo.
Naruhodo è un giovane giapponese della capitale, Tokyo, in cui si respira un’aria di rinnovata “giovinezza”, infatti il Giappone è in piena Restaurazione Meiji, periodo segnato da grandi stravolgimenti socio-culturali in cui anche le scienze giuridiche sono state riviste ed ampliate seguendo un modello occidentale.

Per per farsi “le ossa” in un aula di tribunale molto più ostica, il giovane Naruhodo, accompagnato dalla sua fidata assistente Susato Mikotoba, si ritroverà tra i banchi dell’old bailey, antico tribunale britannico, e si scontrerà con nuovi personaggi stravaganti.
Tra questi, il procuratore distrettuale Barone Van Zieks, conosciuto anche come “Il Mietitore”. Poco male per un tirocinante!

Dalla sbarra alle stelle

Come negli altri titoli della serie, The Great Ace Attorney Chronicles aggiunge poco alla formula vincente del titolo creato da Shu Takumi.

Osservare ogni minimo aspetto delle prove nel registro processuale, incalzare gli imputati a suon di “Obiezione!” sono azioni riproposte in questi due capitoli.
Tuttavia, come già detto nell’anteprima, The Great Ace Attorney Chronicles è più di un more of the same, grazie all’introduzione della Summation Examination e della Dance of Deduction, in cui aiutiamo il celebre Herlock Sholmes, rivisitazione in chiave steampunk del celebre personaggio nato dalla mente di Sir Arthur Conan Doyle.

Oltre al lui un sottobosco di personaggi secondari indimenticabili tra cui spicca Iris Wilson, bambina prodigio e figlia del braccio destro di Herlock.

Le storie saranno divise tra fase investigativa e battaglia in tribunale; nelle investigazioni la Dance of Deduction è quanto mai importante per correggere gli errori dello sbadato Herlock il quale manca un po’ di acume. L’ambiente di gioco sarà completamente osservabile, grazie alla telecamera che ci aiuterà a cambiare punto di vista. Infatti, gli indizi che mancano sono spesso nascosti oppure sono un dettaglio di qualcosa che, a prima vista, ci appare insignificante ai fini della ricerca alla verità.

Questo spezza sicuramente la monotonia che spesso contraddistingue le fasi di investigazione, fatta di molti dialoghi. Sicuramente lo stesso non si può dire delle fasi in tribunale, sempre ricche di pathos e colpi di scena.
La Summation Examination permette a Naruhodo di esaminare le dichiarazioni di ogni giurato. Questo sarà possibile farlo soltanto nel tribunale londinese in quanto il sistema giudiziario del paese prevede, per il verdetto, la decisione unanime di una giuria. Nel gioco, saranno presenti ben sei giurati, ognuno più stravagante dell’altro, pronti a portare alla sbarra le loro idee sui generis.

Terza e ultima novità sta nel fatto che avremo più testimoni alla sbarra che dovremo interrogare (il massimo è quattro); nel momento in cui, durante una testimonianza, un altro testimone assume atteggiamenti a dir poco contraddittori, sta a noi fermare la cross-examination di un altro imputato al fine di pressarlo per avere più informazioni.
Insomma, occhio anche al body language.

Spesso però, per quanto i casi possano essere geniali, si ha un po’ il senso di non sapere dove si sta andando a parare, non nascondiamo che a volte ci siamo lasciati trasportare da tentativi trial-and-error, una pecca che la saga si porta dietro da tempo ma che non intacca il valore alto dell’opera, che consigliamo a tutti di provare.

Infine, ambientazioni e personaggi sono finemente tratteggiati e ispirati, con bellissime sequenze anime come cutscenes il che ci fa sperare in una futura trasposizione anime dei capitoli dedicati a Ryunosuke Naruhodo e compagni.

Un’arringa da non perdere

The Great Ace Attorney Chronicles è un’ottima collection dedicata sia ai fan che ai neofiti della saga, i quali possono partire con la visual novel dedicata al mondo giuridico proprio dalle gesta di Naruhodo, in quanto prequel della saga.

A livello tecnico, The Great Ace Attorney Chronicles si presenta un ottimo titolo da giocare sia su console ibrida portatile (Nintendo Switch) che su console casalinghe e PC.

Il nostro provato, su PS4, è stato ottimo, senza sbavature di alcun tipo, con una grafica ripulita e migliorata rispetto alle controparti uscite su Nintendo 3DS. Sia i modelli poligonali che i fondali sono in alta definizione e ricchi di particolari. Per il resto, l’UX/UI del titolo sono gradevoli e le features sono rimaste invariate rispetto ai capitoli usciti sulle console a doppio schermo della casa di Kyoto.

Il sonoro è come sempre ad alti livelli, c’è una colonna sonora per ogni momento che vivremo alla sbarra e soprattutto per ogni personaggio presente nella pletora di nuove facce che popoleranno sia Adventures che Resolve.

Una parte delle opzioni sarà dedicata ad artwork, soundtrack, illustrazioni esclusive sbloccabili solo se finite le due storie e poi, nuovi costumi per i personaggi (customizzabili solo in Resolve) e delle accolades.

221B Baker Street, it rings a bell?

L’unica cosa che ci fa storcere un po’ il naso è la mancata localizzazione in italiano, questo può essere motivo di esclusione – per i videogiocatori italiani – del titolo di Capcom il quale presenta una massiccia mole di testi per via del suo genere, il visual novel, che tipicamente non attrae una larga fetta di consumatori.

Occasione mancata?
A parte qualche slang da parte dei londoners, non è un inglese così incomprensibile, anzi, però sarebbe stato sicuramente più appealing una localizzazione in italiano sul nostro territorio.
Per il resto, The Great Ace Attorney Chronicles si conferma un capolavoro su più fronti.

Considerazioni finali

The Great Ace Attorney Chronicles è stata una chimera per anni per il fandom della più irriverente visual novel dedicata al mondo della giurisprudenza. Tuttavia, l’arrivo di ben dieci nuovi casi (più otto “escapades“, ovvero mini-casi aggiuntivi) vi lascerà un bel po’ di ore in compagnia di avvocati e procuratori distrettuali. Abbiamo deciso, per questa recensione, di non descrivere nessun caso nello specifico, in quanto – essendo alcuni irrimediabilmente collegati – è facile incappare nello spoiler. Una cosa è certa, ci sono casi più entusiasmanti di altri (spesso si ha il sentore che questi siano dei filler) ma ciò non significa che non vi stupiranno, anzi. Il carisma dei personaggi vi trascinerà per una manciata di ore fino a rimanere incollati sullo schermo, come se fosse una serie TV lynchiana, che ci farà esclamare: “e dopo questo cos’altro mai potrà succedere?“.
Citando un celebre classico del cinema, la parola ai giurati!

The Great Ace Attorney Chronicles include i due titoli Adventure e Resolve usciti su Nintendo 3DS e arriva in versione remasterizzata su Nintendo Switch, PS4 e PC (Steam).

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Articolo a cura di Pia Colucci

Barese born & raised, sono nata a pane e videogiochi. Il mio battesimo è stata l'Amiga 500 di mia sorella, con l'arrivo di Playstation non ho mai più lasciato il joypad.

Sono una psicologa e mi occupo di divulgazione in materia di psicologia, videogiochi e digital media. Non ho molte passioni a parte i gatti rossi, le birre e il Giappone.

I miei videogiochi preferiti? Sicuramente troppi, ma spero sempre in un remake di Xenogears. Lo ribadisco almeno una volta all'anno e su qualsiasi mia bio presente in rete.

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