Chronos: Before the Ashes |Recensione (PS4): Colori da soulslike

Chronos: Before the Ashes è un mashup perfettamente riuscito tra le atmosfere di RPG occidentali come il primo Fable o un The Legend of Zelda e la difficoltà che solo un soulslike come questo può offrire.

Esso funge da prequel per Remnant: from the Ashes e da remastered di Chronos, titolo disponibile unicamente per Oculus Rift sviluppato dagli stessi Gunfire Games di Darksiders III.

Il tempo è cardine di questa avventura e con esso l’avanzare dell’età del protagonista: i tuoi anni saranno solo un numero o ti lascerai schiacciare dallo scorrere della clessidra?

Un viaggio nel tempo

Dopo aver scelto se iniziare la nostra avventura nei panni di un uomo o di una donna, saremo catapultati in quello che ha tutta l’aria di essere un ritrovo esoterico con una sciamana che, tra un’ombra cinese e l’altra, ci spiega un po’ il nostro destino e i nostri compiti futuri (niente di strano, giusto?).

Come è prevedibile all’interno di un videogioco soulslike, della trama capiremo ben poco nell’immediato, e la nostra avventura inizierà in riva ad una spiaggia.
Ben presto alla sabbia si sostituirà il metallo, dandoci un benvenuto silenzioso in quella che ha tutta l’aria di essere una base militare in rovina.

La cosa che salta subito all’occhio è la differenza quasi disturbante tra i nostri abiti, molto più simili a quelli di Link che a quelli di un militare, con l’ambiente circostante metallica e fatiscente. L’inizio è un po’ incerto ma lascia presto spazio alla possibilità di viaggiare in diversi mondi e realtà: tutte sono minacciate da un Drago (nel gioco definito “The Dragon”) e solo noi sembriamo le uniche anime vive intenzionate a contrastarlo. Per capire un po’ meglio cosa sta succedendo troveremo stralci di trama in libri disseminati lungo le varie aree esplorabili. Nonostante l’iniziale confusione, grazie all’aiuto di alcuni NPC, riusciremo a unire i puntini e a seguire la trama.

Sul finale ci sarà un risvolto interessante che renderà la trama del titolo, fino ad ora nebulosa, chiara e avvincente.

Tra legno e metallo

La parte forte di questo titolo è sicuramente la grafica e la cura risposta nella sua realizzazione. Ognuno dei 4 mondi esplorabili presenta peculiarità e stili ben contraddistinti. I mostri, di livello in livello, hanno una lore ed una storyline ben precisa, che viene approfondita dal gioco attraverso l’utilizzo di libri di testo, sparsi per le aree di gioco come se fossero collezionabili.

Abbiamo già parlato di tempo e di età: questi hanno sicuramente un impatto sul gameplay ma anche a livello grafico questa meccanica è gestita in maniera impeccabile: noteremo un invecchiamento graduale, impercettibile in alcuni casi, niente di improvviso o decisamente fake.

Parole d’ordine: parry, schivate e shortcut

Se queste parole vi dicono qualcosa è perché questo soulslike ha davvero moltissimi punti in comune con i “papà” coi quali condivide la categoria. Il game design del titolo è ben fatto, ispirato ai padri putativi del genere e funzionale a più riprese, molto interessante anche il level design che ci delizia sempre attraverso la presenza di shortcuts per muoversi di livello in livello. Questi ultimi sono navigabili in comodità anche senza una mappa vera e propria, fattore molto gradito per il genere degli action in terza persona.

I poteri che potremmo utilizzare per far fronte ai vari mostri (e ai loro pattern di mosse, davvero ostici a volte!) sono ben gestiti e classici per un GDR.

Nel gioco sono anche integrati molti enigmi. Questi sono parte della trama e serviranno per avanzare nel gioco: non sono quindi una parte opzionale ma veri e propri tasselli necessari per proseguire. I gradi di difficoltà offerti sono vari e si passa da semplici combinazioni di oggetti alla risoluzione di interi labirinti: una bella sfida per la logica e l’ingegno!

Proprio riguardo questo, il gioco ha tre livelli di difficoltà possibili: il primo livello, il “casual”, permetterà anche ai giocatori meno esperti di Souls di godere di questa avventura e della sua trama.

Le boss fight e il sistema di avanzamento livello ricordano sotto moltissimi punti di vista quelli di Dark Souls, con i loro pregi e difetti.

La vera particolarità è nel sistema dell’età: in questo gioco, alla nostra morte, passerà ben un anno prima di poter fare ritorno alla nostra avventura. In questo tempo il nostro protagonista sarà invecchiato, i mostri respawnati (maledetti…) e tutto sarà tornato come se non avessimo affrontato il livello (salvo i progressi materiali, quelli vengono mantenuti).

Con l’avanzare degli anni il nostro personaggio sarà più abile ad apprendere skill di magia, a discapito dei punti in velocità o forza. Morire, come in ogni Souls che si rispetti, è davvero facile, ma forse in questo titolo nella morte si cela una risorsa utilissima!

Una piccola epica

Il nostro viaggio si snoderà per un tempo di circa 10 ore, regalandoci scenari da sogno perfettamente abbinati con musiche suggestive. La cura per ogni ambientazione si può notare dalle semplici decorazioni in ogni scenario, passando per la caratterizzazione dei nemici e del loro aspetto.

Le parti video, realizzate nella stessa grafica del gioco, sono ben integrate con quelle di gameplay attivo. Ogni ambiente è caratterizzato da una sua palette cromatica e da un sapiente uso della luce, così al verde cupo della foresta faranno da contraltare la luce abbagliante e il nero monolitico delle rovine sospese. La telecamera di gioco segue il protagonista in maniera fluida e sono davvero poche le occasioni in cui la visuale crea angoli ciechi e conseguenti difficoltà nel combattimento. Nota di merito al comparto audio, con una colonna sonora che varia dalle note dell’epica durante gli scontri con i boss, a quelle più rilassate dedicate all’esplorazione.

Conclusione

Chronos: Before the Ashes è un titolo che regala una grande sfida. A differenza di un Souls le atmosfere sono più colorate. Peccato per la storia, promettente ma non sviluppata al massimo del suo potenziale. Il titolo merita assolutamente di essere giocato, specialmente per apprezzare il lavoro di game design eccelso. Non vi resta che imbracciare la vostra spada, o la vostra ascia se preferite, e immergervi in questa avventura alla scoperta del tempo e di sé stessi.

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Articolo a cura di Marta Caliò

🏖 Siciliana di nascita, ho scelto Bologna come seconda casa prima per studio, poi per lavoro! Nella vita di tutti i giorni sono una Content Creator, nel tempo libero (e di notte!) sono una videogiocatrice seriale.

🦆 Il primo gioco a cui ho giocato è stato Duck Hunt e avevo davvero troppi pochi anni per ricordarlo, poi da lì in poi è stata tutta una discesa.

🕹 Ho alcuni giochi nel cuore ma non so ancora scegliere il mio preferito. Sicuramente hanno un posto speciale The Legend of Zelda: Oracle of Ages, Dragon Age Origins e la saga di Ace Attorney.

⭐️ Cosa mi piace? I videogiochi, il cinema, le polpette di mia madre e i cani, in particolar modo i bassotti.

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