Aquanox: Deep Descent | Recensione (PC)

aquanox deep descent

C’era una volta il franchise di Aquanox, un blob fatto di poligoni, dialoghi sottomarini e atmosfera come se piovesse. Il primissimo capitolo della saga, chiamato Archimedean Dynasty, era uno sparatutto su navetta (come Forsaken, Descent o molti altri) caratterizzato da una ambientazione sottomarina che aiuto il nome Aquanox ad ottenere lo status di serie di culto.

Da Massive Developement si fa un salto in avanti di oltre dieci anni.
Nel 2013 arriva la software house serba Digital Arrow che attraverso un Kickstarter riesce a dare i natali ad Aquanox Deep Descent, un ibrido prequel reboot che riprende i concept messi in piedi da Massive e li aggiorna ad una più “interessante” attualità.

Avrà funzionato questo esperimento?
Vediamolo insieme

In fondo al mar è tutto mar.

Dicevamo.
Digital Arrow mette in piedi un Kickstarter, THQ Nordic guarda al progetto e decide di patrocinarlo. Aquanox Deep Descent alla fine, dopo uno sviluppo abbastanza travagliato, prende forma e diventa un videogioco a tutti gli effetti.

La narrativa è quella incontrata in questo genere di proposte: una catastrofe termonucleare tra le avide potenze dell’umanità ha trasformato la terra in un luogo molto diverso da quello che conosciamo oggi. L’umanità, per poter continuare a sopravvivere, si è trasferita sotto la superficie dell’oceano che, grazie anche allo scioglimento dei ghiacci, è finito per ricoprire tutto il globo.

Di terra quindi ormai non si parla più; il nome del nuovo mondo nato dopo questa serie di avvenimenti è Aqua ed è il palcoscenico dove si muove la narrativa del gioco. In un futuro lontano da quello del conflitto che tutto ha fatto cominciare si svegliano i protagonisti di cui noi faremo parte: quattro membri di un misterioso progetto (nome in codice Nammu), improvvisamente svegliati da un sonno criogenico senza memoria di quale fosse il loro scopo.

Aquanox Deep Descent cassa

Il giocatore si ritroverà molto rapidamente leader di questo gruppo di scapestrati, con a disposizione un mondo aperto. Le mappe di Aquanox sono labirintiche come solo gli abissi marini sanno essere, caratterizzate da cunicoli, caverne, rovine e zone popolate da pericolosi materiali radioattivi in grado di danneggiare il nostro veicolo. La campagna di gioco, della durata di una quindicina di ore, ci farà esplorare in lungo e in largo il pianeta Aqua attraverso una serie di missioni lineari, mai particolarmente eccitanti per natura e incapaci di alzare verso l’alto asticella.

Aquanox: Deep Descent, purtroppo, fin da subito fallisce nel caratterizzare il suo mondo aperto a causa della grave mancanza di attività, magari nel rispetto della lore di gioco. Il titolo possiede una campagna da seguire, una serie di incarichi secondari e qualche loot da ritrovare tra le alghe o tra gli le alte rocce di una formazione abissale; niente che faccia saltare sulla sedia per l’eccitazione e niente che avvicini il titolo ad un open world più moderno per concezione.

La narrativa purtroppo non aiuta a tenere alta l’attenzione a causa di una scrittura non particolarmente ispirata, con personaggi non esattamente interessanti e niente di davvero memorabile che possa far presa sul cuoricino del giocatore. Fortunatamente a fare da (quasi) contraltare arriva un comparto ludico degno di descrizione.

Sei gradi di libertà.

Aquanox Deep Descent gameplay

Come dicevamo nella nostra anteprima, Aquanox Deep Descent è un 6DS, ovvero uno sparatutto in prima persona con sei gradi di libertà. Il titolo è composto principalmente da combattimenti tra il veicolo del giocatore e quelli degli avversari. Il feeling dei combattimenti ridà perfettamente l’idea di subacqueo grazie ad una generale lentezza che bene si traduce nell’idea di essere sotto decine di milioni di metri cubi d’acqua. Con mouse e tastiera il titolo si lascia giocare piuttosto con garbo e nel giro di qualche ora finisce anche per esprimersi nella sua accessibilità.

Il nostro veicolo, dotato di uno splendido abitacolo che genera una sensazione di immersività gradevole. Il veicolo (che nel corso dell’avventura può venir cambiato in altro) è dotato di diverse armi, diversi accessori che vanno dalle utilities ad oggetti di supporto e una altri serie di componenti applicabili che ne modificano le caratteristiche di manovrabilità, velocità e generale resistenza.

La personalizzazione del veicolo avviene pagando una data cifra in risorse e crediti. Questa azione, insieme a tutte le altre caratteristiche non-action del titolo, vanno eseguite all’interno dei porti in cui si attracca. Questi fungono da hub per trovare missioni, conoscere i personaggi del mondo di gioco o commerciare con il computer in risorse per ottenere crediti ma non aggiungono moltissimo al gioco, risultando accozzaglie di menu navigabili con semplicità.

Aquanox Deep Descent storyline

Il gameplay in sostanza è solido e diverte, dove Aquanox risulta meno curato è nell’intelligenza artificiale degli avversari e dei compagni. Mentre i secondi tendono ad essere i classici comprimari scemi sul campo di battaglia che aggiungono nulla al gioco, i primi finiscono per essere macchine di morte nel caso si finisce per essere in inferiorità numerica. Questo perché gli avversari tendono a non sbagliare un singolo colpo con le loro armi, finendo per trasformare le sfide in fughe alla ricerca di pertugi ove affrontare gli avversari uno alla volta. Questa caratteristica dell’IA avversaria di fatto nullifica l’utilità della schivata.

Questo genere di problematica può venir mitigata dalla possibilità di giocare la campagna principale del gioco in cooperativa con altri tre giocatori ma questa non è stata un esperienza che abbiamo potuto materialmente fare. Aquanox Deep Descent presenta anche una modalità multigiocatore competitiva; purtroppo anche questa non è stata da noi sperimentabile a causa dell’assenza di giocatori nei server, complice anche la giovanissima età del titolo.

Nulla da dire dal fronte tecnico al titolo di Digital Arrow. Aquanox Deep Descent, da noi provato su PC, è un videogioco dall’ottimo colpo d’occhio con un sacco di bei colori e di scorci niente male. Ci sono un buon numero di poligoni a schermo e fortuna vuole che essi vengano usati per il meglio. Senza ne infamia ne lode il sonoro, tra musiche scialbe ed effetti sonori on point.

Segnaliamo anche una cosa: la recensione è uscita con qualche giorno di ritardo a causa di un odioso crash che ci ha fatto perdere i salvataggi. Chiaramente la cosa sembra essere accaduta soltanto a noi nel globo quindi siamo disposti a chiudere un occhio sulla questione.

Aquanox Deep Descent è un videogioco che meritava un po’ più di cura per sbocciare a pieno. Il titolo possiede un gameplay che, al netto di qualche problemino, funziona e diverte. La sensazione di pilotare un oggetto immerso in abissi insormontabili c’è e regala le giuste sensazioni; a peccare è il contorno che non funge da traino. La narrativa del titolo non risulta particolarmente efficace, così come non risultano efficaci i personaggi o i dialoghi. Il risultato finale è quindi agrodolce, con un titolo che poteva offrire molto di più con una razionalizzazione diversa di ciò che ruota intorno al gameplay.

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Articolo a cura di Graziano Salini

Essere umano dotato di infinito nozionismo su cose di dubbia utilità, interagisce con il mondo dei videogiochi da quando ritiene di avere coscienza di sé. I punti forti del suo curriculum sono le oltre seimila ore passate sui moba, gli infiniti titoli conosciuti (e giocati) esplorando i meandri più reconditi della rete e l'indubbia capacità nel "flammare" con gentilezza il giocatore che ha davanti nella sua lingua natia.

Dopo aver preso coscienza dell'esorbitante numero di ore passate su giochi in grado di danneggiare gli organi interni, il tizio raffigurato in foto ha deciso di comprarsi un computer normale e di tenersi aggiornato con le console dando frutto a lunghe sessioni di blasfemie e coccole davanti all'action adventure o al gioco di ruolo di turno, impazzendo davanti a enigmi dalle soluzioni lapalissiane o superando con scioltezza nemici dalla difficoltà aberrante.

Nemico pubblico della punteggiatura e del bel scrivere, può vantare un lessico forbito da completo autistico derivato dai quintali di fumetti Disney letti in tenera età. Al momento sta aspirando alla santità aiutando tutto e tutti in missioni dalla dubbia utilità; aggiorna costantemente i suoi amici facebook sulla musica che ascolta (bella sopra ogni buon senso) e sui giochi che conclude, giusto per dare un senso ad account vecchi lustri.

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