Remothered: Broken Porcelain | Recensione (PC)

Abbiamo dedicato al seguito di Remothered: Tormented Fathers una corposa anteprima. Corposa anteprima che, al netto di qualche dubbio, lasciava sperare per il meglio.
Purtroppo la prova sul lungo termine ha lasciato in noi ben altri sentori, affibbiando a Remothered: Broken Porcelain l’etichetta di titolo riuscito a metà.

Questo perché, nonostante una presentazione visivamente gradevole, un sonoro efficace per i suoi scopi ed una serie di idee intelligenti il titolo di Stormind Games dopo aver giocato le sue carte si ritrova ad inciampare molto spesso, questo a causa di problemi tecnici dovuti (plausibilmente) ad un ciclo di sviluppo aveva bisogno di più tempo.

Halloween purtroppo non poteva aspettare.

C’era una volta lo spavento.

Remothered: Broken Porcelain

Breve recappone per tutti quelli che non sanno ciò di cui stiamo parlando:

Remothered: Tormented Fathers è un horror game di creazione italiana che fece molto parlare di sé nel 2017, tra narrativa efficace, giusto senso di nostalgia e atmosfera a pacchi. Il titolo, ispirato dallo stile di videogiochi come Clock Tower o Haunting Grounds, si è ritagliato uno spazietto niente male nel cuore di molti appassionati, incastrandosi in quella nuova wave di videogiochi horrorifici che non hanno i valori produttivi dei tripla A più blasonati.

Broken Porcelain, annunciato durante il 2019, si inseriva all’interno del franchise come un sequel/prequel dalla narrativa multipla, seguendo più personaggi in vicende in qualche modo legate al capitolo originale. Al netto del nostro playthrough possiamo dire che, senza fare spoiler, chi ha apprezzato la narrativa del primo sicuramente troverà elementi interessanti anche in Broken Porcelain.

Questo nuovo Remothered segue le vicende di Jennifer, quindici anni sul groppone e già dotata di una notevole capacità di creare guai. Questi ultimi si sommano talmente in fretta da dare inizio alla storyline, con Jennifer cacciata da un collegio e costretta a lavorare come inserviente all’interno dell’ Hotel Ashmann (o Ashmann Inn) che dir si voglia. Come è plausibile pensare la presenza della giovane nel maniero è tutto fuorché casuale ed il vero motivo si scoprirà soltanto più in là, con il dipanarsi di una storyline che fa avanti e indietro tra differenti piani temporali.

Bello e intrecciato.

Ritorna direttamente dal precedente capitolo il Phenoxyl,anche qui molto importante narrativamente parlando. Il medicinale in questione, utilizzato come cura per la sindrome da stress post traumatico, genera gravi problemi mnemonici, da qui il concetto di memoria di porcellana. Sempre dal passato ritorna anche il personaggio di Rosemary. Tutto questo per dire che il titolo può venir pienamente compreso solo da chi ben conosce Tormented Fathers.

Nelle otto ore in cui si dipana la storia c’è da dire che la storia, nonostante qualche cutscene non particolarmente riuscita, risulta interessante, specie se si conosce il precedente capitolo a menadito. La narrazione non lineare ad alcuni potrà risultare piuttosto confusionaria ma lascia un piacevole effetto puzzle che ben si adatta alla atmosfere misteriose e alle tematiche trattate nel titolo, risultando un elemento di pregio. Da sottolineare anche la scrittura dei personaggi, abbastanza efficace, che trova il suo culmine nel duo Jennifer / Lynn con scene sinceramente emozionanti.

Tutto questo ben di dio è però incastrato all’interno di un comparto ludico che zoppica spesso e che, a causa di evidenti problemi tecnici, collassa su sé stesso più e più volte.

Inciampi.

Remothered: Broken Porcelain

Remothered: Broken Porcelain ha più o meno lo stesso gameplay del predecessore: si è indifesi e per questo motivo fuggire è meglio che combattere. Esattamente come nella saga di Clock Tower il giocatore si ritroverà più a fuggire dai suoi avversari che a combatterli perché, sostanzialmente, incapace di eliminarli in modo definitivo.

A differenza del predecessore il titolo presenta un basilare sistema di crafting con cui è possibile creare oggetti in grado di danneggiare/stordire/bloccare maggiormente gli avversari.

Questa scelta dona un velo di profondità extra al gameplay che però finisce pesantemente penalizzata da un sistema di controllo che, al netto delle scelte consapevoli di lentezza e scarsa reattività, risulta incredibilmente legnoso anche quando non c’è da aumentare il senso di ansia-
A ciò vanno aggiunti diversi bachi tecnici che non fanno comparire a schermo i trigger per interagire con lo scenario o che non ci permettono di aprire le porte.

A questo va aggiunto lo sbilanciamento degli avversari, capaci di percepire la nostra povera protagonista con rumori inesistenti o in posizioni al di fuori dal campo visivo. Questo rende la progressione rallentata da continue fughe, nonostante non sia difficile affrontare tali creature una volta messe le mani su delle risorse. Queste problematiche si potrebbero risolvere semplicemente con delle patch di bilanciamento che, se accorpate a patch per la risoluzione dei problemi tecnici sopra descritti, alzerebbero di molto la valutazione del gioco.

Spaventi agrodolci.

Remothered: Broken Porcelain

Si, perché a conti fatti Remothered: Broken Porcelain è un titolo che merita grazie ad atmosfere e setting. L’Ashmann Inn, forte dei suoi vibes da Shining, è un luogo che conterrà un sacco di fugaci brividi e che saprà regalare scorci pieni di sensazioni sgradeoli.

Anche i personaggi di Remothered sanno il fatto loro, difendendosi grazie a dialoghi ben scritti e ad un doppiaggio in inglese di ottima fattura. Questo ci fa tranquillamente chiudere un occhio sulla recitazione digitale, non sempre sul pezzo. Ultima nota, leggermente agrodolce, sulla meccanica della trasmigrazione che ci permette di prendere il controllo di una falena per il ritrovamento di oggetti: il sistema di controllo è tutto fuorché funzionale allo scopo e rende questo genere di sezioni una scocciatura.

Remothered: Broken Porcelain è un videogioco uscito un po’ troppo in fretta che, senza dubbio, meritava del tempo in più per essere cesellato. Il titolo presenza un’atmosfera solida, con personaggi ben scritti ed una narrativa di grande qualità, pronta per soddisfare tutti quelli che col titolo precedente ci avevano lasciato il cuore. Purtroppo una pletora di (speriamo risolvibili) problemi tecnici minano la fruizione gioiosa del titolo e rendono l’esperienza tutt’altro che godibile. Al momento ci sentiamo di consigliarne l’acquisto anche immediatamente (visto anche il prezzo budget) a patto di giocarlo solo fra qualche mese.

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