Projection: First Light – Recensione PS4

recensione projection first light per ps4

Limbo ha fatto proseliti, ma non sempre basta inserire le meccaniche, seppur semplici, di un capolavoro nel proprio prodotto per fare un capolavoro. Projection: First Light, sviluppato da Shadowplay Studios e Sweaty Chair e pubblicato da Blowfish Studios, si propone come sfiziosa variante del titolo Playdead; dapprima disponibile su Apple Arcade, sbarca anche su console.

Il Teatro delle ombre

La storia di Projection fin da subito vuole mostrarsi come una sorta di racconto di formazione, proponendo gli stilemi classici della fiaba che, stando alla morfologia di Vladimir Propp, segue lo schema: equilibrio iniziale, allontanamento (volontario o involontario) dalla propria casa, peripezie dell’eroe e ritorno a casa dopo un cambiamento di status.

In Projection, infatti, la protagonista, la piccola Greta, mostra un carattere vivace che la porta a compiere delle marachelle che causano l’ira degli abitanti della città in cui vive. I genitori. a seguito di pressanti lamentele, la puniscono chiudendola nella sua stanza, ma qui, grazie a un meraviglioso essere di luce, una farfalla che si illumina come una lucciola, scopre un passaggio segreto.

Entrata, la bambina si trova a compiere un viaggio in giro per il mondo durante il quale verrà a contatto con civiltà straordinarie e il folklore di paesi esotici, come l’Indonesia e la Cina.

Nonostante i rimandi alla letteratura siano molteplici (Oliver Twist di Charles Dickens, Le avventure di Tom Sawyer di Mark Twain e Il viaggio in Occidente di Wú Chéng’ēn), la trama di Projection non riesce mai a decollare veramente, mancando di guizzi e trovate davvero originali.

È chiaro che lo sviluppatore non abbia voluto appositamente proporre l’incubo narrativo di Limbo o la distopia di Inside, mantenendosi su un percorso più tranquillo, con soli pochi attimi di malinconia e pathos.

Un puzzle game di luci e ombre

Projection è un puzzle game con elementi platform. Abbiamo parlato della farfalla di luce, ebbene rappresenta proprio il punto focale dell’esperienza di gioco. I comandi eseguibili sono pochi e basilari con un tasto per il salto e uno per spingere casse e tirare leve.

Con la levetta sinistra si controlla Greta, con la destra è possibile far muovere la farfalla in modo molto simile all’esperienza di Child of Light. Muovendoci in scenari in due dimensioni, il nostro compito è tracciare una strada che sia di facile percorrenza per la bambina; per farlo dovremo muovere la farfalla in modo da proiettare le ombre di oggetti di scena e piattaforme a prima vista irraggiungibili.

In base all’angolazione in cui si trova la farfalla, le ombre avranno diversa forma e lunghezza. Il più delle volte, sarà necessario creare scalini e aumentare la lunghezza di un bordo per consentire un salto agevole. Qualche variazione sul tema è rappresentata dalla presenza di leve e vasi con cui interagire o dalla possibilità di veicolare massi in caduta per farli atterrare su pedane collegate a cancelli chiusi.

Per tutta la durata dell’avventura (6 ore circa), saranno pochi i momenti di impasse perché è palese la natura più soft degli enigmi rispetto a quelli presenti in altri titoli del genere maggiormente legati al trial & error. A dire il vero qualche ostacolo più ostico c’è, ma è dovuto a piccoli fastidiosi bug e ai controlli che, in alcuni frangenti, rendono frustrante la risoluzione del problema.

Projection fa trasparire un’anima da gioco mobile trasferita su console, con un level design facilmente interpretabile in poche occhiate. Sul gameplay c’è poco altro da dire perché le situazioni proposte si ripetono in maniera abbastanza ridondante, senza lampi di genio improvvisi.

Dal punto di vista tecnico, Projection è un prodotto essenziale, senza tanti bizantinismi e artifici. Sono molto carini gli sfondi, in linea con il folklore del paese che Greta si trova a dover esplorare, ed è interessante che la scenografia e i personaggi diano l’impressione al giocatore di fare da puppet master di un teatro delle marionette.

Commento finale

Projection: First Light è un puzzle game gradevole da giocare, ma che non punta certo all’eccellenza o a diventare un punto di riferimento del genere. Projection ha una storia semplice e facile da seguire, un gameplay immediato e con poche variazioni sul tema, scenari simpatici e piacevoli da guardare, ma anche tanti piccoli fastidiosi bug, controlli non sempre all’altezza e una costante sensazione generale di essere davanti a un titolo solo abbozzato a grandi linee.

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Articolo a cura di Michele Longobardi

Laureato in Lettere moderne, scopro la passione per il giornalismo quasi per caso. I videogiochi sono il mio più grande amore e così decido di coniugare le due cose. Il giornalismo videoludico diventa la mia forma finale.

Per me i videogiochi sono una forma d'arte e guai a dirmi il contrario.

Appassionato di tutto ciò da cui sgorga sangue: cinema horror (registi preferiti Argento e Romero), letteratura gialla e dell'orrore (autori preferiti Christie, Poe e Lovecraft) e ovviamente i videogiochi del genere (Silent Hill e Resident Evil sopra ogni cosa).

Il mio videogioco preferito di sempre è Fahrenheit che ho finito un numero non precisato di volte, da lì scaturisce la mia ammirazione per tutti i lavori di David Cage.

La mia "carriera" videoludica è segnata da un marchio da cui non sono mai riuscito a staccarmi: PlayStation! In circa 20 anni di gaming, ho completato più di 600 titoli.

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