Skully, pietre rotolanti, ma nessuna lingua di fuori – Recensione (PS4)

Abbiamo provato Skully il particolare platform sviluppato da Finish Line Games e pubblicato da Modus Games; abbiamo rotolato, saltato e assistito ad una lite tra fratelli in questo titolo frenetico e fuori di testa che mischia azione e rompicapo. Se anche voi ne siete rimasti incuriositi, come noi la prima volta che lo abbiamo visto, non dovete fare altro che continuare al leggere la nostra recensione.

Fratelli in disputa

In Skully interpreteremo, ehm… Skully, un piccolo teschio riportato in vita grazie al potere dell’argilla incantata da Terry. Terry è il maggiore di quattro fratelli, divinità protettrici dei quattro elementi, la cui rivalità rischia di mettere a repentaglio l’isola su cui vivono ed il mondo intero; il nostro compito sarà proprio quello di accompagnare Terry e aiutarlo a porre fine alla faida tra in quattro fratelli. Per farlo dovremo attraversare l’isola attraversando percorsi tortuosi, rotolando, saltellando e schivando i nemici e gli ostacoli che ci si porranno lungo il percorso, il tutto condito da delle fasi rompicapo che dovremo risolvere facendo ricorso a tutte le nostre abilità.

They see me rollin’…

Le abilità di Skully sono in principio molto semplici, possiamo rotolare, saltare… e basta, in fin dei conti siamo un teschio pieno di argilla, cos’altro avremmo potuto fare? Progredendo nel gioco ci viene però concessa la possibilità di immergerci in speciali pozze per cospargerci di argilla e creare dei golemini, che possiamo utilizzare come delle sorte di esoscheletri, entrandovi e uscendovi a piacimento.

Le varie forme che Skully può assumere


I golemini assumono 3 differenti forme, ognuna con le sue particolari qualità, avremo una forma forzuta, per distruggere pareti e nemici, una forma agile per scattare e compiere lunghi balzi e una forma salterina che può compiere un secondo balzo a mezz’aria, queste ultime due forme possono anche utilizzare la magia per sollevare e spostare massi da utilizzare come piattaforme, che saranno fondamentali per la risoluzione dei vari rompicapi e il proseguo del gioco.
Il tutto sarà ambientato sull’isola che dobbiamo attraversare, in cui si susseguiranno una moltitudine di biomi, dalla riva di una spiaggia ad un acquitrino, da una foresta ai meandri di un vulcano, il tutto condito da una colonna sonora coinvolgente e molto piacevole.

…They hatin’

Ma non è tutto favolette e saltelli, la varietà del gioco è anche fonte delle sue pecche, troppo spesso ci si trova ad alternare un ritmo frenetico, in cui controlliamo Skully nella sua versione sferica, a situazioni praticamente statiche in cui dobbiamo fermarci ad analizzare la situazione per poter risolvere il rompicapo di turno che ci si pone davanti, risultando in una mancanza di focus sull’una o sull’altra situazione di gioco.

Una delle fasi in cui dobbiamo usare la magia per risolvere un rompicapo


I livelli sono poi cosparsi di una moltitudine di boccioli che possono essere raccolti per sbloccare degli extra nel menu principale, quali bozzetti o artwork, il problema è che si tratta di centinaia di boccioli in ciascun livello, spesso posizionati in posti poco raggiungibili, che rallentano veramente troppo il ritmo, soprattutto perché la maggior parte di essi è posta nelle fasi di “rotolamento”, generando una situazione simile a quella dei videogiochi di Sonic the Hedgehog in cui bisogna scegliere se farsi coinvolgere dalla frenesia e sfrecciare verso il traguardo o essere completisti e raccogliere ogni singolo anello presente a schermo. 

Una delle fasi di Platforming


Le cutscenes sono poi gestite in un modo particolare, sono un misto tra una serie di fotogrammi ed un filmato in stop motion, ma il complesso non è convincente, risultando in quello che sembra un filmato a 10fps, con di fondo un doppiaggio che è tutto sommato anche molto carino.
Ma la vera pecca del gioco sta nella sua TELECAMERA.
Veramente troppe volte questa si pone dietro ad una parete impedendo completamente la visione della scena, poiché la parete non diventa trasparente, costringendo ad effettuare certi salti, che richiedono anche una certa precisione, da un’angolazione scomoda e che rende l’azione più complicata di quello che dovrebbe essere.

Commento finale

Skully si presenta con un’idea di base sicuramente non rivoluzionaria, ma sicuramente divertente. Le sue pecche sono dovute principalmente a componenti non fondamentali del gameplay, ma che sanno comunque infastidire. Se il team di sviluppo si fosse concentrato meno su questi aspetti di contorno, riusciti discretamente, e più sul core ne sarebbe sicuramente uscito un titolo più godibile e longevo.

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