Table Manners | Recensione

Ve lo ricordate Surgeon Simulator? Quel gioco dove, con una mano impazzita, bisogna portare a termine complesse operazioni chirurgiche, che di solito vengono mandate in vacca?

Table Manners, sviluppato da Echo Chamber Games e pubblicato da Curve Digital, è il suo erede spirituale, creato per tutti quelli che preferiscono allenarsi prima di un’uscita galante e che vogliono essere certi di rendere la serata perfetta. Ma come ben saprete, non sempre le cene romantiche vanno per il verso giusto.

Ouch.

L’appuntamento perfetto, o forse no?

È San Valentino, volete portare fuori a cena la vostra dolce metà (o la persona che volete conquistare), ma solo dopo esservi seduti a tavola vi rendete conto che c’è qualcosa che non va con la vostra mano.

È controllata da una forza superiore, come se qualcosa di stupido e poco coordinato avesse preso le redini? Sembra un incubo, vero? Perché sarà quasi impossibile versarvi da bere senza demolire tutto quello che vi sta intorno…

Tutto dipende dalla vostra mano (e non è la prima volta, vero?). Su di essa grava un’enorme responsabilità: la buona riuscita della cena. Se andrà tutto bene, ci sarà un altro appuntamento, altrimenti toccherà alla vostra mano curare la vostra solitudine si ripete il livello fino a quando si otterrà un buon risultato.

Aaron non è contento del mio galateo

Portami a cena, ma ti tocca pure imboccarmi

Immaginate: dopo aver chattato per un pochino con una persona, ci uscite a cena e…. E tutto quello che farà sarà osservarvi e farvi fare tutto. Dall’ordinare, al versare da bere, a condire il loro cibo, a imboccarli con un brownie.

Questa situazione può piacere come no, sono gusti, ma fare tutte le azioni descritte in precedenza con una mano virtuale dai controlli ambigui… È dannatamente divertente.

È come ritrovarsi in uno di quei sogni confusi e ansiosi, in cui provi a fare qualcosa (come comporre un numero di telefono o altre mansioni semplici) ma non riesci, provi e riprovi ma le tue mani non funzionano come dovrebbero e ti arrendi, sprofondando nel panico. C’è solo una differenza: non è un sogno, ma realtà.

Usare le bacchette è difficile, okay?!

Table Manners ti fa vivere l’esperienza di come sarebbe trovarsi nel corpo del tuo compagno di squadra quando giochi online ed è allo stesso tempo estenuante e la cosa più bella di sempre.

Per quanto uno si possa impegnare, la mano combinerà qualche disastro. Per esempio, ho rovesciato del vino rosso al mio primo appuntamento con una bella bionda. Può succedere.

Facciamo i seri

Dal punto di vista tecnico, il gioco funziona bene. Non vi voglio parlare dei comandi perchè è nel cuore del gioco essere complicato sotto questo punto di vista.

  • Graficamente è un gioco che funziona: nel suo minimalismo, ha tutto quello che serve. È pulito, senza fronzoli ed è proprio questo che lo rende accativante. Table Manners non ha bisogno di grandi acrobazie grafiche per essere un bel gioco.
  • La musica mi ricorda quella che si sente alla spa, un dolce sottofondo di lounge jazz che ti coccola le orecchie. Non è forse quello che tutti vorremmo come colonna sonora del nostro primo appuntamento?
  • Man mano che si va avanti, i livelli diventano sempre più complessi. In base al tipo di ristorante in cui avrà luogo l’appuntamento, ci saranno diverse “avversità”. Per quanto ci si possa abituare ai comandi, non sarà mai facile ed è proprio questo uno degli aspetti che ho apprezzato di più.

Conclusioni

Table Manners mi ha fatta divertire. È un gioco semplice ma al contempo non lo è ed è proprio questo che lo rende perfetto per quando vuoi solo staccare il cervello e farti due risate. Lo rigiocherei all’infinito e sono sicura che con gli amici mi divertirò un sacco, considerato che condividiamo un solo neurone e lo possiamo usare a turni.

Articolo a cura di Tatiana Maniero

Creatura mitologica che da anni infesta i server di Dungeon&Dragons Online; la troverete facilmente a sfogare la sua grafomania su innocenti quaderni, macchiati per sempre dei suoi deliri. Nutre una profonda ossessione nei confronti di tutto ciò che riguarda Resident Evil sin dalla tenera età: quando tutte le amichette erano infatuate dei Blue, il suo fidanzato ideale era -e lo è tutt’ora- Leon S. Kennedy.

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