Proporre al pubblico un titolo motociclistico non è mai un’impresa semplice. Vuoi perché il pubblico delle moto è un pubblico enormemente esigente, vuoi perché, proprio a livello simulativo, praticamente non esisono periferiche in grado di restituire il feedback unico di una moto (tolti alcuni cabinati molto ingombranti degli anni ’90). Questo ambizioso TT Isle of Man: Ride on The Edge, si è posto come obiettivo quello di restituire l’emozione unica di una delle corse più iconiche e pericole del mondo, il Turist Trophy. Scopriamo insieme se l’obiettivo è stato centrato.

Isola di Man. Snaefell Mountain Course. 60,720 Chilometri di stradine, alberi, pali della luce e marciapiedi. Ribattezzato 38 miles of terror. Oltre 250 persone decedute dal 1907 ad oggi, tra piloti, giudici e pubblico. Una delle corse più dure e pericolose di tutti i tempi. Questa è la sfida lanciata dai ragazzi di Kylotonn ed edita da Bigben interactive, regalare a tutti gli appassionati la possibilità di cimentarsi in una classica senza tempo, il famoso Turist Trophy. Il primissimo impatto con il gioco avviene grazie ad un fondamentale tutorial. Già dalle prime battute risulta chiara la scelta di semplificare i comandi. A differenza di quanto visto con la concorrenza, qui non occorre gestire la posizione del pilota sulla moto, ma abbiamo la possibilità di differenziare l’uso dei freni anteriori e posteriori.

Questa scelta non deriva da una mancanza di profondità del titolo, ma dalla volontà di offrire un titolo che altrimenti sarebbe stato adatto unicamente ad una nicchia davvero troppo esigua di appassionati. Se infatti i comandi non sono troppo “complessi” ci pensano i vari tracciati a regalarci una sfida tra le più difficili in assoluto viste in un simulatore motociclistico. Dimenticatevi i cordoli, le larghe piste, i punti di staccata e quant’altro. Sia che decidiate di correre sui sessanta e rotti chilometri del tracciato principale, che su una delle altre nove piste disponibili, esse sapranno mettere a dura prova le vostre abilità di piloti.

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Un dettaglio di una delle moto del Turist Trophy

I TRACCIATI, I VERI PROTAGONISTI

Inutile girarci intorno, nonostante la modularità degli aiuti di guida aiuti a personalizzare il livello di sfida sia per gli utenti più esperti che per i neofiti, una scelta volutamente semi-arcade finisce per far risaltare molto più i tracciati che non l’aspetto di guida. Da questo punto di vista il lavoro fatto dagli sviluppatori è impeccabile. Le stradine dell’Isola di Man o delle altre piste sparse tra Scozia, Galles e Irlanda, riprodotte grazie ad una tecnica di laser-scan, sono sempre anguste, strette, piene di avvallamenti, marciapiedi, case e muretti come nella realtà. Quando apriamo il gas della nostra moto, il veder sfilare accanto a noi gli elementi cittadini o gli alberi, crea un senso di velocità davvero assoluto.

I giochi di luce, le ombre, i riflessi sulle finestre creano un’ambientazione davvero notevole. L’unica pecca è rappresentata da qualche sporadico calo di frame riscontrato con una Playstation 4 non Pro. A completare il tutto c’è la possibilità di scegliere tra quattro diverse videocamere. Una a campo largo dietro al pilota, una più vicina, una in prima persona dal cupolino e una naked sull’asfalto. In un primo momento ero convinto che la telecamera sul cupolino fosse la migliore in assoluto per giocare, ma ho capito che, per padroneggiare al meglio le piste è bene usare più inquadrature. I primi giri con la telecamera larga infatti aiutano a prendere confidenza con le insidie dei vari percorsi, con i punti di staccata e le traiettorie. Una volta ottenuta la dovuta confidenza si può cercare il tempo spingendo il gas a martello in prima persona.

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I giochi di luce sui tracciati sono meravigliosi

IMPARARE SESSANTA CHILOMETRI DI TRACCIATO, UN’IMPRESA EPICA

La vera sfida di questo TT Isle of Man: Ride on The Edge è rappresentata dalla simulazione del Turist Trophy. Imparare tutti i sessanta chilometri del tracciato è impresa quasi impossibile. Per renderla più fattibile gli sviluppatori hanno introdotto la possibilità di dividere la pista in vari settori, dando la possibilità di cimentarsi in ognuno di essi indipendentemente dagli altri. Vi basti pensare che il record sul giro completo è vicino ai 17 minuti, che possono diventare facilmente 30 per il pilota che si affaccia per la prima volta su queste tortuose stradine.

Per quanto riguarda le moto, essere sono divise in due categorie, Supersport o Superbike. Le prime sono meno performanti in termini assoluti, ma più “facili” da guidare all’inizio. Le Superbike sono dei veri e propri mostri che metteranno a dura prova le abilità dei piloti più esperti. Le livree sono state curate nei minimi dettagli e si passa dalla Honda CBR di John McGuinness, a Triumph, Yamaha e tutte le altre. Ogni moto ha una classificazione che comprende accelerazione, frenata e controllo.

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Ancora un dettaglio di questo TT Isle of Man

MODALITA’ E DIFETTI

Il gioco dispone di tre differenti modalità. La gara singola, dove saremo noi a decidere le condizioni della gara. La prova a tempo, classica, con il nostro “fantasma” che ci darà i riferimenti giro dopo giro e infine la modalità carriera, dove dovremo creare il nostro pilota e sbloccare moto man mano più potenti e veloci, fino a diventare delle vere e proprie leggende del Turist Trophy.

Per quanto riguarda i difetti, oltre ai già citati sporadici cali di frame, è stata la fisica delle moto a non sembrarci sempre convincente al 100%. Capita in alcuni momenti di perdere il controllo della moto che si intraversa e ci disarciona. Il problema più grande è trovare il feeling con il mezzo meccanico, del quale non è sempre semplice capire limiti e finezze. Questo piccolo problema, unito alla difficoltà di tracciati fatti di strette stradine, di lunghi rettilinei che terminano con restringimenti pronti a punire ogni sbavatura, di buche, avvallamenti, di marciapiedi e muretti contro i quali saremmo morti almeno una ventina di volte nelle prime ore di gioco, possono rendere l’esperienza di gioco leggermente frustrante nelle primissime fasi. Nulla però che possa scoraggiare i puristi di un genere che meritava un titolo dedicato.

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TT Isle of Man: Ride on The Edge

IL GIUDIZIO FINALE

TT Isle of Man: Ride on The Edge è un titolo ambizioso che prova a trasportarci direttamente in una delle classiche più iconiche e dure di tutto il motociclismo. La scelta di un’impostazione di guida semi-arcade è sembrata il compromesso necessario per permettere a tutti di cimentarsi con percorsi estremamente lunghi e complessi, fatti di strade strette, curve a gomito, muretti, alberi e case. Prendere confidenza con questo titolo non è una cosa facile e potrebbe scoraggiare qualche utente meno esperto. Il lavoro grafico, nonostante qualche sporadico calo di frame è stato davvero notevole, sopratutto nella realizzazione delle luci e della sensazione di velocità. Un titolo consigliato a tutti gli appassionati che non si fanno scoraggiare dai sessanta e rotti chilometri di pista pronti ad attenderli.

PRO:

  • Sensazione di velocità incredibile
  • Fedele riproduzione di oltre sessanta chilometri di tracciato
  • Ampia personalizzazione degli aiuti di guida in grado di calibrare l’esperienza

 

CONTRO:

  • Impostazione di guida semi-arcade che potrebbe non piacere ai puristi
  • Sfida non banale nel dover imparare un tracciato da 20 minuti al giro
  • Sporadici cali di Frame dovuti alla ricchezza di dettagli grafici
Recensione TT Isle of Man
7,2 Voto del redattore
8.5 Voto degli utenti (1 voto)
Gameplay
Grafica
Sonoro
Longevità
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Versione provata su PS4, grazie alla copia omaggio per la stampa fornita da: Bigben interactive

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Collaboratore presso Lineadiretta.it e Player.it. Appassionato di libri, cinema, serie Tv e videogiochi. Nerd da quando non era di moda esserlo. Coach di basket e istruttore di minibasket accreditato presso la FIP.