Recensione Abyss: The Wraths of Eden

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Artifex Mundi porta su PlayStation 4 uno dei suoi puzzle game, largamente noti tra la comunità di giocatori PC e mobile. In questo caso si tratta di Abyss: The Wraiths of Eden, un’avventura breve ma intensa dai toni distopici. Proseguite nella lettura per scoprire cosa ne pensiamo!

Io scelgo Rapture Eden!

Nel filmato iniziale ci ritroveremo a bordo di un’imbarcazione nel bel mezzo del mare, in piena tempesta. Alcune scene dopo, capiremo che l’equipaggio della nave è stato inviato alla ricerca del noto esploratore Robert Marceau, scomparso in circostanze misteriose da qualche giorno. Le ricerche, fino a quel momento, sono risultate inconcludenti, e l’unica persona ancora certa di poter salvare Marceau è la sua compagna, nonché protagonista dell’avventura. La ragazza, in barba alle opinioni della squadra, decide di indossare maschera e bombola e di scendere sott’acqua alla ricerca di una traccia. Con un po’ di fortuna, riuscirà a trovare una pista nei pressi di un relitto, sul fondo dell’oceano.

Dopo un breve tutorial, che ci illustrerà le meccaniche di base del gioco, giungeremo all’entrata di una città sottomarina. Eden, che richiama fortemente la più nota Rapture di BioShock, è all’apparenza disabitata, e il nostro compito è scoprire i segreti che si celano dietro ai vuoti e pomposi corridoi al fine di salvare Robert.

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Dovremo scrutare una schermata più di una volta per notare tutti gli oggetti presenti.

Chi cerca, trova

All’inizio del gioco, Abyss: The Wraiths of Eden ci chiederà di scegliere tra uno dei due livelli di difficoltà disponibili. Se non siete nuovi dei titoli dello sviluppatore polacco, saprete già in linea di massima cosa vi aspetta: saremo chiamati a risolvere diversi tipi di puzzle, che possiamo raggruppare in tre categorie. I puzzle principali, che saranno ovviamente i più diffusi all’interno del gioco, vi richiederanno di connettere cavi al fine di avviare apparecchiature o posizionare correttamente dei frammenti in un dipinto su una parete.

Alcuni di questi richiamano – almeno a livello concettuale – alcuni puzzle già visti in altri titoli della stessa casa, “reinventati” sotto un altro aspetto grafico, e per questo motivo possono risultare un po’ semplici ai veterani. Altri enigmi sono completamente inediti e generalmente più difficili, ma mai ostici o frustranti.

La seconda categoria di puzzle consiste nel trovare tutti gli oggetti di una lista che sono nascosti in una schermata statica. Sebbene sembri facile sulla carta, nella pratica le schermate in questione saranno così piene di oggetti e dettagli che a volte spenderemo diversi minuti a trovare alcuni degli oggetti – di nuovo, niente di estremamente difficile, e il gioco ci fornirà la possibilità di saltare questa prova e affrontare una partita di domino, con delle regole particolari.

Avremo soltanto tre tessere a disposizione ad ogni turno, e senza limiti di tempo, dovremo combinare saggiamente le figure sulla scacchiera. Questa opzione sarà però disponibile temporaneamente, e prima di poterla usare nuovamente dovremo attendere un cooldown che sarà maggiore al livello di difficoltà più alto.

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Quanto vi ci vuole per trovarli tutti?

L’ultima categoria di enigmi è quella più interattiva: gli indovinelli in questo caso richiederanno al giocatore di utilizzare gli oggetti raccolti in precedenza negli scenari attuali: dovremo ad esempio inserire in un terminale di blocco di una porta delle batterie che avremo trovato qualche minuto prima su una scrivania. Le batterie in questo caso erano nascoste sotto ad un foglio di carta, e non le avremmo potute raccogliere prima di sollevare quest’ultimo.

Un altro indovinello richiedeva, al fine di proseguire nella schermata, di disconnettere due cavi elettrificati: non avremmo potuto farlo, se non avessimo precedentemente raccolto dei guanti di gomma, nascosti a loro volta dietro una grata accessibile solo dopo aver utilizzato una chiave sulle viti che la fissavano. Spesso sarete costretti a proseguire senza aver sbloccato tutti gli oggetti, e successivamente a tornare indietro per recuperarli.

Underwater, no one can hear you solving puzzles

Seppur non stiamo parlando di una produzione tripla A, l’esperienza maturata dagli sviluppatori garantisce un certo livello qualitativo, non facilmente riscontrabile in titoli del genere, considerando anche che Abyss: The Wraiths of Eden è, su PlayStation 4, un porting della versione PC e mobile. Tutte le ambientazioni sono sapientemente disegnate a mano e ricche di dettagli, e Artifex Mundi non bada a spese anche per quanto riguarda le animazioni, che caratterizzano praticamente ogni elemento vivente dello scenario o soggetto a qualche tipo di fisica. La trama è complessivamente ben articolata, con un finale convincente ma realizzato un po’ frettolosamente.

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Se ambite al platino, sarete costretti a terminare la storia senza usare il sottogioco del “domino” ed a ricominciarla usandolo ad ogni occasione possibile.

L’accompagnamento musicale non è invasivo durante il gioco, ma aumenta di intensità durante i filmati, senza risultare mai fastidioso. Il doppiaggio, in genere carente in questo tipo di produzioni, è molto soddisfacente, con dialoghi espressivi e convincenti nella maggior parte dei contesti. La durata media del titolo si ferma sotto le 4 ore, con meno di un’ora di gioco bonus offerta dal capitolo prequel bonus disponibile al termine del gioco. I cacciatori di trofei saranno però costretti a completare nuovamente l’avventura principale al fine di ottenere il Platino. Infine, come già anticipato, il livello di sfida rende il titolo accessibile anche ai giocatori meno familiari a questo tipo di avventura, ma purtroppo la possibilità di limitare gli aiuti selezionando il livello di difficoltà maggiore non è sufficiente per soddisfare anche i giocatori più esperti.

Se siete amanti dei puzzle game, e non avete avuto l’occasione di gustarvi Abyss: The Wraiths of Eden su PC o smartphone, Artifex Mundi vi offre un’altra opportunità per farlo su PlayStation 4. Il livello di difficoltà limitato e lo rende godibile anche per chi voglia avvicinarsi al genere, e gli sviluppatori vi garantiscono un livello qualitativo difficilmente riscontrabile tra i titoli simili.

Articolo a cura di Gianvito Abbruzzese

Alcuni mi danno del "nerd", ma non mi piacciono i supereroi. Ho il nervoso facile, la memoria corta e sono vegetariano. Adoro i cani e i gatti, il bluetooth e la pizza. Odio la Apple, le religioni e Carl di The Walking Dead. Il mio sogno nel cassetto è... In quale cassetto l'avevo messo?

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