WRC 6 – Recensione


Articolo a cura di Samuele Zaboi


Il mondo del motorsport è molto più variopinto ed eterogeneo di quanto si possa pensare. Non esiste solo la Formula 1 & Co. Un’importante fetta di questo settore è occupata infatti dal mondo del rally che naturalmente vede, con costanza, una controparte videoludica. La scena è sostanzialmente occupata da due contenti, un po’ come accade per i titoli calcistici, DiRT Rally e WRC. Quest’ultima seria negli ultimi anni è stata curata dalle mani e dalle menti di Kylotonn, lo studio sviluppatore che ha curato anche la realizzazione di WRC 6. Vediamo insieme come è andata.


Asfalto, terra, neve e pioggia

WRC 6 è un titolo dai forti contrasti e che, per certi versi, lascia spiazzati. Gli sviluppatori, nonostante siano in possesso di tutte le licenze ufficiali per il mondo del rally, pare non siano riusciti a dare vita a un titolo degno di questo sport. I motivi sono molteplici e tra questi spicca, primo tra tutti, il fatto che WRC 6 sembra essere una sorta di aggiornamento rispetto al capitolo dello scorso anno. Certo, sono state aggiunte delle novità e delle migliorie (sarebbe molto grave il contrario, ndr) ma queste sembrano essere solo una sorta di update di WRC 5, lasciando alcuni difetti immutati.

Se nel passato i fan si erano lamentati del tracciato “piatto”, ossia del fatto che non si riuscisse a percepire la differenza tra asfalto, sterrato o terranno bagnato, anche quest’anno i giocatori resteranno delusi. La sensazione, pad alla mano, è leggermente migliorata ma persiste la possibilità di andare veloci sulla neve come sull’asfalto greco. E purtroppo, aggiungiamo noi, i difetti non terminano qui. Come già menzionato qualche riga sopra, WRC 6 dispone delle licenze ufficiali del rally ma questo non comporta la presenza automatica di TUTTO il mondo rallystico. Le tappe per ogni casa saranno circa un quarto di quelle reali mentre non è presente la Colin’s Creast nel rally di Svezia. Onestamente ci resta difficile capire il perché di questa decisione, forse segno di un disimpegno degli sviluppatori e del produttore, probabilmente non disponibili a investire eccessivo tempo e denaro per una serie che sembra soffrire lil “rivale” DiRT Rally.

Si sale in macchina

WRC 6 non delude solo dal punto di vista della gestione delle licenze ma presenta qualche perplessità anche dal punto di vista tecnico, grafico e di gameplay. La tenuta delle auto sul tracciato, ribadiamo, è a tratti poco credibile così come la realizzazione delle piste. Gli elementi di contorno infatti sembrano essere stati presi e incollati dall’edizione passata senza apportare alcun miglioramento; discorso diverso invece per quanto riguarda la vera e propria pista che ha fatto un passo in avanti rispetto a WRC 5. Qualche difetto permane anche nel secondo pilota che difficilmente riesce a essere puntuale e coinvolgente nelle segnalazioni. Discreto invece il livello grafico del gioco anche se, ancora una volta, dobbiamo ribadire come in realtà sia stato fatto solo un piccolo passi in avanti, decisamente inferiore di quanto ci si potesse aspettare.
Graditissima invece la presenza dello split-screen, feature che sta lentamente sparendo dai titoli automobilistici (e non solo) in favore di una competizione online. Restando in termini di rete, in WRC 6 non manca naturalmente la componente multigiocatore online come le classiche modalità di gioco tra cui spicca quella Carriera. Questa prova ci ha lasciato l’impressione che WRC 6 sia la prova di un cambiamento in atto per la serie, sempre più indirizzata verso un pubblico casual e forse più distante da un prodotto che cerca nella simulazione la propria eccellenza.

Commenti finali

WRC 6 è un titolo spaziante che difficilmente ci sentiamo di consigliare, specialmente a prezzo pieno. Il gioco infatti non si discosta molto da quanto già visto con WRC 5 e sembra pagare pegno a DiRT Rally di Codemasters, nonostante questa non possegga tutte le licenze ufficiale, come accade invece per il gioco sviluppato da Kylotonn. La speranza è che i piccoli miglioramenti visti quest’anno, che sono comunque presenti, diventino passi importanti per dare un nuovo lustro a una licenza che deve tenere alto il nome che porta.


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