Deus Ex: Mankind Divided – Recensione


Articolo a cura di Samuele Zaboi


Il progresso tecnologico fa bene, sarà la salvezza e il futuro dell’umanità. O così si pensava, sbagliando, senza tener conto di quella irrazionale e innata paura del genere umano per tutto quello che è diverso, per tutto ciò che è sconosciuto e che i nostri occhi non riescono a vedere come “uguale a noi”. Il tema del razzismo è sicuramente qualcosa di delicato; difficile parlarne, soprattutto in un ambiente come quello videoludico, dove sviluppatori e publisher hanno preferito, spesso ma non sempre, restare al sicuro, lontano da temi scottanti. Non è questo il caso di Eidos Montreal, non è questo il caso di Deus Ex: Mankind Divided.


La fine è solo il principio

Collocato dopo gli eventi di Human Revolution, un filmato introduttivo vi permetterà un breve recap nel caso foste dei novizi per gli inizi, Mankind Divided vi pone di fronte alla peggior situazione che si possa mai immaginare: dopo l’Aug Incident, quando le persone potenziate persero il controllo delle proprie parti meccaniche causando milioni di morti, la paura e il razzismo nei confronti dei potenziati sono dilagati creando un vero e proprio Apartheid e relegando le persone “non normali” in ghetti di nazista memoria. In questo contesto, cupo e tremendamente fragile, appeso a un filo sottile, fa il suo ritorno Adam Jensen, membro della Task Force 29, unità antiterroristica che opera in un mondo dopo sospetti e guardi torvi pullulano lungo le strade nei confronti di chiunque sia “diverso”. Dopo una missione introduttiva che funge da tutorial, ambientata in quel di Dubai, il nostro Adam si risveglierà nella città di Praga, cardine nevralgico delle vicende di Mankind Divided, dovendo affrontare uno scottante caso di terrorismo, dove un’esplosione alla metropolita causa nuove vittime e nuovi disordine. Qui partirà la vostra avventura, cercando di far luce sugli eventi senza fermarsi all’apparenza per scoprire i veri burattinai di tutto. Eidos Montreal non mancherà di farvi calare nel pieno della storia e delle tematiche già citate in precedenza, anche grazie alla grande libertà di azione offerta ai giocatori, liberi di scegliere e di agire.

L’agente perfetto

In un mondo caratterizzato dal profondo progresso tecnologico, non potevano mancare importanti novità per quanto riguarda l’equipaggiamento di Adam. In Mankind Divided faranno il loro debutto nuove strumentazioni in grado di aiutare il protagonista: si va dalla scansione termica per individuare il nemico oltre le pareti fino allo scudo TITAN senza dimenticare la possibilità di utilizzare degli armi elettriche direttamente dal dorso delle mani. Tutte queste componenti vanno ad aggiungersi a quanto già visto in Human Revolution dando ai giocatori un arsenale senza precedenti e degno di un vero agente speciale. Fatte queste doverose premesse, anche sullo stesso Adam, non resta che una sola scelta. Come affrontare Mankind Divided?
Già, Eidos Montreal vi lascia liberi di scegliere tra un approccio più furtivo, volto a privilegiare la fase e le abilità stealth del protagonista, e uno più aggressivo, dove non esiste il timore di essere individuati da parte dei nemici. Affrontando la campagna del gioco, pare evidente come sotto traccia la software house tenda a privilegiare la prima componente tra le due opzioni anche se terminare il Mankind Divided senza sparare un colpo, per quanto possibile, resta estremamente complicato. Il fatto che il gioco tenda a premiare l’approccio meno diretto resta evidente anche nella possibilità di “sconfiggere” i boss solo attraverso i dialoghi e le capacità interlocutorie del buon Adam. Proprio attraverso lo scambio di parole è possibile addentarsi in alcuni meandri del gioco che altrimenti resteranno inevitabilmente nascosti e mai celati, in caso si scelga di premiare l’approccio più offensivo. Va detto inoltre che al primo colpo di proiettile sparato e al primo rumore effettuato, l’ambiente attorno a voi, nel caso siano presenti dei nemici per sorvegliare l’area, diventerà ben presto un vero campo di battaglia con colpi sparati a destra e a manca: meglio la prudenza.
Occorre sottolineare infine un’intelligenza artificiale non sempre eccelsa. Spesso infatti vi capiterà di restare ignoti alla vista dei nemici nonostante siate totalmente scoperti: questo si registra perché secondo l’IA siete fuori il “campo visivo” dei vostri avversari quando in realtà non è affatto così. Una componente, questa, che ancora una volta sembra voler privilegiare l’approccio stealth. A parte questo elemento, l’IA si differenzia, nel corso del gioco, per l’arsenale a proprio disposizione non tanto per un diverso approccio nei confronti di Adam.

Il futuro è adesso

Dal punto di vista tecnico e qualitativo il lavoro svolto da Eidos Montreal è di primo livello. La realizzazione della città di Praga è senza dubbio eccellente e sarete in grado di muovervi in piena libertà nella capitale ceca, scambiando dialoghi e parole con i passanti e scoprendo, magari, nuovi dettagli per le missioni da affrontare. Il mondo di Mankind Divided è un mondo vivo e voi sarete al suo interno: non è un ambiente plasmato su di voi, sul giocatore, ma è un universo nel quale dovrete essere bravi a inserirvi, sfruttando le pieghe di una società che naviga a vista tra sospetti e paura. Purtroppo non manca qualche imperfezione, a livello tecnico, come per esempio qualche lieve calo di frame evidente, ma questi dettagli non vanno comunque a rovinare l’intero lavoro della direzione artistica e tecnica, decisamente al di sopra della media.
Anche dal punto di vista dei contenuti, Mankind Divided prova a non far mancare nulla. Oltre alla storia principale che, per quanto di base riproponga con costanza il dover affrontare aree sorvegliate, riesce a garantire una quantità spropositata di ore di gioco (in base al vostro approccio) non mancano le missioni secondarie, vere e proprie “indagini” che riescono a spezzare il ritmo e a dare quella giusta varietà. Ma non è tutto.


Breccia nel cuore?

Mankind Divided offre anche una nuova modalità, Breach, nella quale dovrete violare i server della Palisade. Qui potrete ritrovare tutte le meccaniche presenti nel gioco principale in partite dalla breve durata e dalla struttura estremamente semplificata: dovrete accedere in un server, recuperare un frammento e tornare al punto di partenza prima che scada il tempo. Non mancheranno sentinelle e ostacoli pronti e complicare il vostro tentativo che potrebbe tramutarsi in breve tempo in un susseguirsi di tentativi fino a trovare la giusta chiave di volta. Breach offre anche la possibilità di acquistare pacchetti aggiuntivi per ottenere potenziamenti e armi da utilizzare in questa particolare modalità. Il gameplay in questo caso è più frenetico rispetto a Mankind Divided anche perché c’è l’aspetto tempo che pende come una spada di Damocle sul vostro collo. Nel complesso l’esperienza ci è apparsa gradevole anche se meno coinvolgente rispetto al gioco principale.

Commenti finali

Deus Ex: Mankind Divided è un ottimo titolo che eccelle per narrativa e componente tecnica e artista. Capace di trattare di argomenti tutt’altro che scontati, il gioco offre un gameplay gradevole che vi permette di scegliere l’approccio che meglio preferite, il tutto condito di potenziamenti di cui è dotato Adam, protagonista di questa avventura con il giocatore stesso. Non c’è dubbio che il lavoro svolto dai ragazzi di Eidos Montreal sia di pregevole fattura, capaci di dare vita a un titolo che ben onora la fama della serie.

Articolo a cura di Redazione Player.it

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