Hyrule Warriors Legends – Recensione


Recensione di Gianluca “DottorKillex”Arena

Hyrule Warriors Legends è la versione per la famiglia di console 3DS di uno dei musou meglio accolti da pubblico e critica negli ultimi anni: la collaborazione tra Nintendo e Koei Tecmo ha portato diverse novità tanto nella saga di Zelda, per cui questo titolo ha rappresentato un unicum, quanto per la formula classica che Omega Force reitera, ormai da diversi anni, nei suoi picchiaduro campali.
Come se già far entrare nella cartuccia per console portatile un titolo originariamente in alta definizione non fosse una sfida abbastanza ardua, i due team hanno pensato di includere quasi tutti i contenuti rilasciati come DLC e di aggiungerne di inediti.
Eccovi, quindi, la nostra recensione.


Un mondo parallelo

Nella Hyrule che fu, secoli addietro, un’entità maligna fu sigillata in quattro frammenti diversi, di cui tre sparsi per il tempo ed uno incastonato nella Spada Suprema: questo, come tradizione vuole, non sancì, però, la fine dell’entità, quanto piuttosto accrebbe il suo desiderio di vendetta, che, di lì a qualche millennio, sembra finalmente aver trovato uno sbocco nella persona di Cia, maga a protezione dell’equilibrio della Triforza.
Sfruttando i sentimenti di questa per l’eroe della Leggenda, che poi si rivelerà essere Link, l’entità corrompe l’animo di Cia, la quale apre, improvvidamente, la Porta delle Anime, un passaggio spaziotemporale che consente a migliaia di demoni di riversarsi nelle verdi piane di Hyrule.
E così, in un giorno soleggiato in cui le reclute si allenano nel castello, osservate da una compiaciuta principessa Zelda, un esercito di demoni si scaglia, senza preavviso, contro le mura, mettendo in allerta i soldati: uno di questi, dagli occhi vispi e le orecchie a punta, non esita, nonostante l’inesperienza, a lanciarsi nella mischia spada in pugno, dimostrando subito di che pasta è fatto.
La storia dietro Hyrule Warriors Legends parte così, con motivazioni vaghe, personaggi noti ridotti a macchiette e una linearità sconosciuta ai migliori episodi della saga regolare ideata da Shigeru Miyamoto, ma, in quanto spin off a tema musou, ambientato al di fuori della timeline principale della serie, è facile perdonare le ingenuità narrative e la piattezza del plot.
Piuttosto, gli incentivi a riprendere in mano l’avventura, per chi l’avesse già affrontata su console casalinga, sono i cinque nuovi personaggi selezionabili (Skull Kid, la new entry Linkle, dotata di due balestre, Re Daphnes, Toon Link e Tetra), i nove nuovi capitoli inseriti, quattro dedicati a Wind Waker e cinque utili a presentare Linkle al pubblico, e una serie di piccole accortezze volte a semplificare e snellire l’esperienza di gioco.
Se questo basti o meno, sta solo a voi lettori deciderlo: sappiate che, tramite un codice riscattabile nello shop digitale di Wii U, questi contenuti saranno resi disponibili, gratuitamente, anche per chi ha acquistato la versione originaria del titolo.

Contorni gustosi ad un piatto stantio

Non è sulle spalle di Hyrule Warriors Legends che dovrebbe ricadere la responsabilità di dare una svecchiata al monotono gameplay tipico dei musou, visto che stiamo parlando di un adattamento portatile di un titolo già uscito altrove, eppure, proprio come su Wii U un anno e mezzo or sono, l’impressione è che si sia persa una buona occasione per ravvivare dinamiche di gioco che, dopo anni di onorata carriera, iniziano davvero a mostrare la corda.
Nonostante il sapore della pietanza principale risulti stantio, con le consuete legioni di nemici da affettare pressando furiosamente sui due tasti di attacco, i contorni alla portata sono gustosi, tanto a livello di modalità, con il ritorno dell’Adventure e del Challenge Mode, quanto con l’aggiunta della modalità My Fairy.
Se il primo richiama le avventure a otto bit dei primi Zelda, con un utilizzo della grafica primordiale del NES che farà scorrere non poche lacrime ai meno giovani, il secondo sfida il giocatore a collezionare più rupie possibili, da spendere poi a piacimento nel negozio interno del gioco, ma è la modalità My Fairy la novità di questa versione 3DS, con la possibilità di crescere una fatina, nutrendola, scegliendone l’outfit e favorendo la sua crescita, alla quale corrisponderanno diverse abilità e poteri extra sul campo di battaglia.
L’utilità di questi poteri, intercambiabili a seconda del vestito indossato ed evocabili in battaglia dal giocatore, è pero dubbia, perché, anche senza farne uso, ci si sbarazza dei nemici con estrema facilità: l’idea in sé, quindi, è apprezzabile, ma il suo effettivo peso nell’economia di gioco è trascurabile.
Omega Force ha fatto invece un buon lavoro per quanto concerne l’usabilità del prodotto e l’adattamento a tempi e modalità di gioco diversi da quelli casalinghi: la possibilità di cambiare personaggio al volo semplicemente utilizzando lo schermo tattile, quella di poter salvare anche a missione in corso e l’introduzione del teletrasporto si rivelano novità apparentemente superficiali, ma in realtà assai utili per garantire un ritmo di gioco sostenuto anche per sessioni brevi.
Siccome uno dei problemi principali di tanti dei musou che si sono alternati sul mercato è rappresentato proprio dal tedio conseguente al doversi spostare continuamente da un versante all’altro della mappa, spero vivamente di rivedere, anche per gli episodi su console casalinghe, l’implementazione del teletrasporto e di soluzioni che mirino a snellire e velocizzare l’esperienza di gioco.
Il discorso fatto per tanti prodotti Omega Force, quindi, si applica anche a Hyrule Warriors Legends: nonostante aggiunte intelligenti e una grande quantità di contenuti, qui non troverete nulla che possa convincervi della bontà di un modello, quello dei musou, che ha sempre stentato ad imporsi in occidente come invece fa sul suolo natio.

Di necessità virtù

Giocato su New Nintendo 3DS, Hyrule Warriors Legends stupisce per fluidità e godibilità dell’azione a schermo, con i sessanta frame per secondo stabili nella stragrande maggioranza dei casi e un compromesso più che accettabile con lo slider 3D attivato, quando si scende a trenta.
Se a questo si aggiungono modelli poligonali ovviamente semplificati ma mai troppo banalizzati, una palette cromatica assai ricca e cutscene della stessa qualità di quelle viste su Wii U (fatta eccezione per la definizione, ovviamente), c’è da fare i complimenti tanto a Koei Tecmo quanto a Nintendo, per aver ottimizzato le risorse a disposizione e dato vita ad una conversione tecnica che in molti non ritenevano nemmeno possibile.
Il discorso, però, cambia se non siete in possesso dell’ultima revisione hardware della console a due schermi della grande N: sui 3DS originari, infatti, i cali di framerate sono decisamente più frequenti e i sessanta fps rimangono un miraggio.
Considerando l’età e la potenza dell’hardware ospite, la cosa non stupisce quanto, piuttosto, la scelta di Nintendo di non rendere il titolo esclusivamente fruibile sull’ultimo modello della sua console.
Non che il titolo sia ingiocabile, sia chiaro, ma se non possedete che un vecchio modello di 3DS dovrete essere meno pretenziosi e più disposti a scendere a compromessi se volete avventuravi tra le lande di Hyrule e macellare migliaia di nemici.
Infine, la perdita della modalità coop vista su home console era da mettere in conto, ed è un prezzo da pagare più che ragionevole se confrontato alla strabordante quantità di contenuti e alle numerose aggiunte di questa versione rispetto a quella per Wii U.

Commento finale

Hyrule Warriors Legends è un porting tecnicamente ineccepibile di un titolo che,
dopo Dragon Quest Heroes, pubblicato qualche mese fa su Playstation 4, rappresenta, probabilmente, la migliore contaminazione tra il genere musou e un brand che con le lotte tra samurai ha ben poco a che fare.
Su New Nintendo 3DS il titolo è godibile, ricco di contenuti e perfettamente fruibile anche per sessioni di gioco brevi, ma rimane pur sempre un rappresentante di una categoria che fa della ripetizione ossessiva e del button mashing due capisaldi.
Se, invece, possedete un vecchio modello di 3DS, dovrete accettare qualche compromesso in più se vorrete portare sempre con voi un musou in piena regola: a voi la scelta.


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Articolo a cura di Redazione Player.it

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