Gears of War Ultimate Edition – Recensione


Era il lontano 2006 e le locuste si preparavano ad attaccare la prima generazione HD, cambiando per sempre gli ingranaggi dello sparatutto tradizionale. Oggi quelle stesse locuste tornano fameliche a reclamare il posto che gli spetta nella nostra generazione e sembrano non essere invecchiate nemmeno di un giorno!

recensione e video comparazione a cura di Simone Alvaro “Guybrush89” Segatori


E’ IL GIORNO DELL’EMERSIONE…DI NUOVO!



Gears of War è un monumento alla storia moderna degli sparatutto
: osannato dalla critica e dai videogiocatori, all’epoca del suo rilascio fece scalpore sia per un gameplay innovativo, all’interno delle meccaniche TPS, sia per quanto riguarda l’altissimo livello grafico allora basato sulle prime tecnologie HD.
Con l’imminente arrivo di Gears 4, esclusiva Xbox e PC presentata allo scorso E3, e il clima di remastered che sembra ormai caratterizzare la next-gen, Microsoft ha pensato bene di riportare in vita il primo capitolo della saga affidando quest’opera di restauro al team The Coaliton. Gears of War perde quindi i suoi “genitori” originali, Epic Games, ma non lo spirito con cui era stato forgiato una decina di anni fa che torna in questa Ultimate Edition lontana dai canoni del semplice remastered e molto più vicina a quelli del remake. Gli sviluppatori hanno riadattato completamente il gioco alle attuali tecnologie inserendo nuove texture e un comparto luci totalmente rielaborato. Hanno distrutto e ricostruito da zero, o quasi, ogni fotogramma del GOW originale trasformandolo in un vero e proprio figlio della current-gen.

Il potente lavoro di restyling non ha risparmiato nemmeno la narrazione della trama, arricchita da scene emotivamente più profonde che aumentano l’impatto della storyline principale:

L’umanità ricorda con tristezza quel periodo di felicità e armonia spezzato dal triste avvenimento noto come Giorno dell’Emersione in cui migliaia di Locuste sono sbucate dal sottosuolo spazzando via la civiltà conosciuta. Gli esseri umani, o quello che resta di loro, si è trincerato su un altopiano granitico in cui le Locuste non possono scavare, nella speranza di poter tornare un giorno alla vita ormai dimenticata.
La guerra è la nuova realtà del pianeta e proprio un figlio della guerra è destinato a diventare l’ingranaggio fondamentale per la salvezza del genere umano. Liberato da una prigione militare, Marcus Fenix dovrà guidare la sua nuova squadra nel sottosuolo affrontando eserciti di Locuste per piazzare l’arma nota come il Risonatore, l’unico dispositivo in grado di mappare i tunnel sotterranei dei nemici e distruggerli una volta per tutte.

GLI INGRANAGGI DELLA TECNICA



Come dicevo poco sopra, questa Ultimate Edition è un gioco totalmente nuovo, ricostruito da zero dove rimane solo l’idea e il gameplay del gioco originale mentre il resto viene presentato in una veste grafica a 1080p in grado di mostrare dettagli e animazioni neanche lontanamente immaginabili per un gioco di 10 anni fa.
L’odierno GOW arriva a 30 fotogrammi al secondo durante la campagna offline mentre raggiunge i 60 nelle modalità multigiocatore online. La bellezza della distruzione, filosofia adottata da Epic Games per mostrare un mondo in rovina in balia della natura e della guerra, viene ripresa all’ennesima potenza e caratterizzata da particolari che rendono ancora più impressionanti i monumentali edifici distrutti, gli immensi complessi industriali o le città in rovina. I giochi di luce ed ombra sono una vera gioia per gli occhi ed è possibile ammirare il lavoro certosino degli sviluppatori durante il capitolo ambientato di notte, dove per proseguire è necessario far esplodere dei barilotti di carburante. I fuochi bruciano vividi illuminando l’oscurità, e le ombre dei personaggi vengono proiettate nelle zone adiacenti alla fiamma perdendo di grandezza e spessore all’aumentare della distanza da quest’ultima. Anche i colori vengono resi brillanti e vivi a differenza dell’originale in cui vi era una predominanza di palette a scale di verdi.
Dietro tutta questa bellezza c’è naturalmente l’Unreal Engine 4 che muove il mondo di gioco e le imprese della squadra Alpha con un realismo ai massimi livelli. Tra le varie migliorie spiccano le textures definitissime ed una cura maniacale nella ricostruzione dei personaggi con corpi animati perfettamente, meno legati e legnosi che in passato, e corazze consunte e sporche proprio come i volti dei protagonisti che risultano porosi e vivi, lontani migliaia di pixel dall’aspetto molto più squadrato che avevano un tempo. Infine anche il sangue e gli smembramenti sono stati resi più fluidi e densi aumentando soprattutto l’impatto scenico della fedele motosega equipaggiata sotto i Lancer degli eroi. Infine anche il comparto audio è stato rimasterizzato e gode ora del 7.1 Dolby Surround.

UNO SPARATUTTO DEL PASSATO



La veste grafica del gioco ha subito una trasformazione a dir poco radicale ma l’anima di GOW è sempre la stessa presentando uno sparatutto a 360 gradi, una grande guerra di trincea che vede diverse sezioni sparatutto alternarsi ad alcune fasi di esplorazione, mai troppo impegnative, e un paio di intermezzi con un veicolo, poco riusciti all’epoca e poco riusciti anche ora. Il titolo presentava un gameplay innovativo per il tempo, semplificando le meccaniche TPS per creare un grande nascondino bellico, in cui vince chi riesce a sfruttare al meglio i ripari e le coperture. Le mappe ben congeniate evitavano che la noia potesse prendere il sopravvento nelle lunghe battaglie contro le locuste garantendo sempre un esperienza di alto livello.
Oggi però il TPS tradizionale si è evoluto ed è cambiato molto da quello che poteva essere nel 2006 introducendo di volta in volta un qualcosa in più del semplice andare da un punto A ad un punto B eliminando qualsiasi cosa si trovi nel mezzo. Anche il comparto armi rimane quello di un tempo e pur apprezzando la comodità di avere una motosega sotto al fucile, il resto delle armi rimane relegato ad un idea di sparatutto oramai lontana che ha fatto sicuramente la gloria di un tempo ma che ora richiede un altri livelli di varietà. Inoltre, proprio come per l’originale, la campagna principale fatica ad arrivare alle 10 ore, specie giocata da chi la saga di GOW l’ha divorata dal primo all’ultimo capitolo. Fortunatamente gli sviluppatori hanno pensato di inserire, per la prima volta su console, i 5 capitoli extra usciti esclusivamente su PC ambientati nella stazione di Timgad aumentando così di qualche ora la longevità totale. Rimane anche la raccolta dell’unico collezionabile del gioco, le Piastrine COG che questa volta, oltre all’obiettivo correlato, sbloccano anche i fumetti di Gears usciti in questi ultimi anni, peccato però che non sia presente una traduzione nel nostro idioma.
Ad affiancare la campagna principale troviamo le modalità multigiocatore che oltre a permettere di affrontare la storyline in compagnia, offrono diverse modalità di svago con qualche novità rispetto al passato: oltre le classiche modalità disponibili come la Zona di Guerra, deathmatch a squadre, Esecuzione, variante deathmatch in cui i giocatori vanno eliminati con alcune mosse finali prima che si rianimino da soli, l’Assassinio, in cui bisogna eliminare il leader avversario per prenderne il posto e la modalità Annex, un conquista e difendi in cui mantenere il controllo di una certa zona per un determinato periodo di tempo, sono state inserite 3 nuove modalità ovvero il Team Deathmatch, variante del deathmatch che si sviluppa con più team, il Re della Collina classico e la modalità 2V2, tanto attesa dai fan, che vede coppie di giocatori sfidarsi in un deathmatch in cui l’unica arma a disposizione e il fucile a pompa Gnasher. Purtroppo i server, prima dell’uscita, erano deserti e non abbiamo potuto testare il multiplayer online ma se anche questo riprende appieno dal capitolo originale avremo senz’altro un matchmaking impeccabile e partite prive di lag. Ad impreziosire la modalità multigiocatore c’è inoltre la possibilità di sbloccare skin per le armi, nuovi personaggi e nuove mappe attraverso il classico sistema di progressione online.

COMMENTO FINALE



Gears of War Ultimate Edition è l’esempio perfetto di come andrebbero sviluppati i remake
dove non c’è solo la volonta di ricreare ma anche quella di aggiungere e sperimentare senza però intaccare l’esperienza originaria. L’eccellente lavoro tecnico svolto sulla grafica e la qualità del titolo, pur proponendo un gameplay oramai datato, rendono questa Ultimate Edition un vero e proprio titolo che sembra nato originariamente per Xbox One. Grazie alla nuova difficoltà Casual inserita per i neofiti della saga il gioco potrà far divertire chiunque e soprattutto far gioire gli appassionati che potranno ammirare gli ingranaggi della guerra girare con la potenza dei motori di nuova generazione. Le sorprese però non finiscono qui: tutti coloro che acquisteranno Gow Ultimate Edition nel 2015 potranno scaricare i precedenti episodi e giocarli su Xbox One grazie alla retrocompatibilità che verrà aggiunta a Novembre. L’acquisto del gioco fornisce inoltre l’accesso all’esclusiva beta di Gears 4, che si aprirà nel corso del 2016. E per finire il titolo viene venduto ad un prezzo di 39,90, una cifra molto ridotta rispetto al prezzo odierno di un videogame nuovo. Un’offerta da non lasciarsi scappare per il ritorno di una grande saga.

Articolo a cura di Simone Alvaro "Guybrush89" Segatori

Ritrovato in tenera età su una spiaggia pixelata le sue prime parole sono state "Voglio fare il pirata!"

In mancanza di un vero galeone è partito all'arrembaggio del mare della rete depredando le conoscenze di ogni isola su cui è approdato: Ha scritto per Games, VGN, Adventure's Planet, Badgames, FlopTV, Cinefilia Ritrovata, Ridble e creato qualche video per la ciurma di Game Series Network.

Nel mentre la taglia sulla sua testa è aumentata e dopo che l'Università di Viterbo lo ha ritenuto un pericoloso "Capitano della Comunicazione", l'Alma Mater Studiorum di Bologna lo ha classificato come "Minaccia Pirata esperta di Cinema, Televisione e Produzione Multimediale".

Per circa un anno è quindi rimasto nascosto nella Cineteca di Bologna, gestendo dall'ombra l'Archivio Videoludico e organizzando anche un ritrovo piratesco conosciuto come Svilupparty.

Dopo qualche tempo passato in mare tra cinema, fumetti, serie tv, libri, aspirapolvere e videogiochi, senza mai una vera casa, mette l'ancora alla fonda nella baia videoludica di Player.it, dove passa le giornate in compagnia di scimmie, balene e altri animali. Va spesso ad ubriacarsi nella taverna di Tom's Hardware, inoltre va all'arrembaggio di libri e fumetti su Frasix, di gadget e serie TV su Nospoiler e Cinematographe e svolge ricerche su antichi manufatti per conto di Ivipro.

Il richiamo dell'oceano però lo trascina continuamente tra le onde e anche se non sa dove lo porterà il vento quello che conta davvero è il viaggio.

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