Lara Croft and the Temple of Osiris – Recensione


Articolo a cura di Samuele Zaboi


C’è Lara Croft e c’è Tomb Raider. Sì, questa affermazione potrebbe apparire senza senso per chiunque abbia masticato un minimo della pluriennale vita della famosa archeologa ma in realtà non è così. Se da un lato infatti esiste la serie videoludica Tomb Raider, di cui c’è stato di recente un apprezzato reboot, dall’altro c’è lo spin-off Lara Croft, giunto al secondo capitolo con Lara Croft and the Temple of Osiris (Il tempio di Osiride in italiano). Questo titolo segue le fortune del primo episodio, Lara Croft e il guardiano della luce, che seppe sorprendere anche i giocatori più scettici.

Meglio soli che in compagnia? Questa volta no grazie…

Come si può facilmente evincere dal titolo, Lara Croft and the Temple of Osiris trasporterà i giocatori in Egitto, dove sarà possibile vivere un’avventura tra antichità e modernità. L’archeologa, in compagnia di Carter Bell, dovrà cercare di porre fine a una maledizione del malvagio dio Seth. Ma come si può sconfiggere un dio? Con altre divinità, ed è per questo che i due personaggi saranno affiancati da Isis e Horus, che si uniranno in questa battaglia. Al di là della trama, la caratteristica principale del gioco è senza dubbio rintracciabile nel gemeplay e nella sua esperienza fruibile con la modalità co-op. Lara Croft and the Temple of Osiris è un titolo studiato per essere giocato in compagnia ed è qui che esprime il proprio massimo valore. Sia in locale che offline, il titolo, se vi prendono parte più giocatori (fino a un massimo di quattro) diventa molto divertente, con enigmi che potranno essere risolti solo grazie alla piena partecipazione di tutti i componenti del team.

Detto questo però, ogni giocatore potrà decidere di guidare Lara alla termine di questa avventura anche in solitario: una delle qualità migliori di Lara Croft and the Temple of Osiris è infatti il suo trasformismo. Giocarlo in single player è molto diverso che farlo in compagnia di tre amici, dando addirittura l’impressione di avere tra le mani due prodotti differenti, con enigmi che diventano sempre più complessi, stimolanti e coinvolgenti con l’aumentare degli utenti attivi.

Tesori, tombe e divinità

Lara Croft and the Temple of Osiris ripropone la visuale isometrica conosciuta con il primo capitolo di questo spin-off e allo stesso modo riproponi i comandi in dual stick, con la levetta sinistra che permette ai personaggi di muoversi mentre quella destra è fondamentale per prendere la mira; per far fuoco ci si può avvalere invece dell’uso dell’apposito tasto grilletto. Ogni personaggio, Lara, Cartel, Horus e Isis, è dotato di particolari abilità che potranno essere potenziate nel corso dell’avventura. Naturalmente le due divinità sono in possesso di armi e abilità differenti da quelle dei due umani e la giusta combinazione di questi elementi può garantire la giusta risoluzione dei diversi enigmi che si frappongono tra un’orda di nemici e l’altra.

La scelta delle caratteristiche da migliorare è molto importante e costringere il giocatore a non scegliere a casaccio: gran parte dei potenziamenti infatti non comporteranno solamente un bonus, ma anche un malus che quindi andrà a peggiorare alcune abilità del personaggio in questione; compito dell’utente è quindi quello di fare le giuste scelte cercando di mantenere il giusto equilibrio.


Un breve tuffo nell’antichità

Come già menzionato nelle in precedenza, il fiore all’occhiello di Lara Croft and the Temple of Osiris è senza dubbio il multiplayer anche per le marcate differenze che si possono incontrare rispetto a un’esperienza in singolo. In quest’ultimo caso infatti il livello di difficoltà subisce un livellamento verso il basso così come la longevità del gioco, che può essere così concluso in una manciata di ore qualora si decidesse di correre spediti verso la fine senza soffermarsi sulle quest secondarie. Dando invece pieno sfogo alla curiosità dell’archeologo nascosto in ogni giocatore, il titolo può offrire fino a un massimo di circa 8 ore di gioco. Per gli amanti del collezionismo, sarà possibile, una volta terminata la campagna principale, esplorare nuovamente le ambientazioni egiziane e scovare così tutti i segreti e i tesori che sono sfuggiti al primo passaggio.

Conclusioni

Lara Croft and The Temple of Osiris è il degno seguito del primo e fortunato capitolo dello spin-off dedicata alla celebre archeologa. L’esperienza multiplayer è il vero gioiello di questo titolo, capace di adattarsi al numero dei giocatori presenti e in grado di offrire diverse ore di divertimento se giocato in compagnia di amici. D’altro canto la longevità non eccelle qualora un utente decidesse di affrontare l’intera storia in solitario. Non va dimenticato però il prezzo ridotto con cui Lara Croft and The Temple of Osiris giunge negli scaffali, una mossa giusta e onesta che arricchisce ulteriormente il valore di questo prodotto.

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Articolo a cura di Redazione Player.it

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