The Wonderful 101 – Recensione


Il sodalizio tra Nintendo e Platinum Games va oltre il solo Bayonetta 2, annuncio che di per sé è riuscito comunque a sorprendere gli appassionati. Quasi nel silenzio più assoluto, il popolare team giapponese ha lavorato sodo a The Wonderful 101, un action atipico che sembra nato in un’altra epoca con l’intenzione di voler urlare al mondo quanto Wii U possa dire la sua in un mercato, per la console Nintendo, sempre più difficile e ostico. Considerate le particolarità dell’ultimo nato di casa Platinum, difficilmente però potremo presto considerare The Wonderful 101 un successo commerciale su vasta scala, ma quella classica piccola perla che verrà ricordata anche negli anni a venire, e che continuerà a dividere per sempre appassionati e addetti ai lavori.
Cento(uno) per tutti, tutti per cento(uno)
Diretto dalla sapiente mente di Hideki Kamiya (per intenderci, il papà di Devil May Cry e Bayonetta tra gli altri), The Wonderful 101 è definito dallo stesso sviluppatore come un action di massa in cui il giocatore, sfruttando una visuale isometrica, ha il compito di guidare un gruppo di eroi impegnato a respingere una improvvisa e misteriosa invasione aliena. È passato poco tempo da Pikmin 3 ed è oggettivamente facile scambiarlo per un semplice clone dell’esclusiva firmata Nintendo. In realtà, con l’ottimo titolo strategico The Wonderful 101 condivide appunto giusto la visuale isometrica e, se vogliamo, una meccanica basata sull’arruolamento di nuovi eroi ad ogni livello per affrontare i nemici. Tuttavia, le similitudini si fermano qua non solo perché in fondo il titolo Platinum appartiene a un genere completamente diverso, ma soprattutto per il semplice fatto che The Wonderful 101 trasuda uno stile indiscutibilmente proprio e unico nel settore che, chissà se verrà imitato da altri esponenti in futuro.

Il gioco propone una progressione lineare, impostazione voluta per rispettare i ritmi elevati tipici di un classico action e che per fortuna vengono confermati anche in questa produzione. Fulcro del gameplay attorno a cui ruota l’intera esperienza ludica è rappresentato dalle Morfounioni, che permettono agli eroi in battaglia di unirsi in potenti accumuli con cui formare oggetti utili alla fase offensiva. Sfruttando il touchscreen dello schermo, o alternativamente la levetta analogica destra, il giocatore deve disegnare la corrispondente linea con cui formare la Morfounione di turno. Una linea retta trasformerà il gruppo in una possente spada, un cerchio darà vita a un potente pugno, una linea curva formerà una frusta e così via. È una soluzione apparentemente banale e superficiale sulle prime battute, ma che con il passare delle ore diventa sempre più particolareggiata, varia e profonda, specialmente con l’ingresso di altri protagonisti in grado di aggiungere alla salsa altre Morfounioni.
Non è facile prendere subito confidenza con il sistema di controllo. I ritmi elevati e la visuale isometrica non sono esattamente il connubio migliore a un primo impatto, ma con un po’ di pazienza si riesce a padroneggiare il tutto in maniera efficace e da qui partono inevitabilmente le sensazioni di gioco migliori offerte da The Wonderful 101. I combattimenti sono accompagnati da situazioni in cui bisogna sfruttare l’intelletto per andare avanti e avere un buon acume tattico per non soccombere. Brevi QTE, nemici che vanno affrontati in maniera specifica e un level design ispirato e geniale, permettono a The Wonderful 101 di offrire una campagna  dal livello sempre costante e mai stancante, che porta il giocatore ai titoli di coda in una ventina di ore mantenendo peraltro un altro tasso di rigiocabilità.
Ogni singolo scontro con i nemici viene infatti valutato con un punteggio finale che coinvolge danni subiti, tempo impiegato per superare gli avversari di turno e combo realizzato. Gli amanti dell’high score saranno naturalmente spinti a rigiocare spesso i livelli per cercare di ottenere il punteggio migliore possibile. Il tutto accompagnato da un livello di sfida medio-alto, che potrebbe scoraggiare il giocatore meno esperto, sebbene sia possibile sfruttare, al netto di un punteggio dimezzato, i classici “continue” per riprendere la battaglia dal punto in cui era stata interrotta con la barra vita completamente ristorata. 
The Wonderful 101 del resto non delude nemmeno dal punto di vista visivo. Lo stile colorato per le ambientazioni e deformed per i personaggi conferisce a questa produzione un design unico, di chiaro stampo nipponico, cosa che sarà particolarmente apprezzata dagli amanti del paese del sol levante. E aldilà dello stile, neanche tecnicamente sono da segnalare particolari problemi. Il gioco presenta un comparto tecnico massiccio accompagnato da una serie di effetti speciali di ottima fattura. L’ottimizzazione è poi eccellente, con un frame rate ancorato che non mostra mai incertezze, neanche nelle situazioni più concitate. Una buona colonna sonora e un doppiaggio di qualità (disponibile anche in giapponese), completano il quadro di un prodotto confezionato a puntino in ogni suo aspetto.
Commento finale
The Wonderful 101 è definitivamente la bella sorpresa dell’estate 2013. Lungo, divertente, altamente rigiocabile, ironico, spiazzante e mai banale, rappresenta l’ennesimo colpo di genio firmato Kamiya e quel piccolo capolavoro che nessuno si aspettava. Non è un gioco per tutti per innumerevoli ragioni, ma per questo si consiglia di provare la demo disponibile sul Nintendo eShop. Per quel che ci riguarda, nonostante qualche incertezza per la telecamera, si tratta di uno dei migliori action degli ultimi anni. E scusate se è poco.

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Articolo a cura di Redazione Player.it

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