Il regime comunista è tutt’oggi un’ombra nella mente della popolazione est-europea, ancora così presente, sebbene non ufficialmente, che anche a distanza di ormai circa 3 decenni dall’iconica caduta del Muro è facile imbattersi in opere che ne descrivono gli avvenimenti. Nel mondo videoludico, i romeni Sand Sailor Studio lanciano sui nostri schermi la loro critica ad ogni forma di regime autoritario o totalitario, palese o celato (sul loro sito web fanno riferimenti a moderne tecnologie di uso comune come CCTV e GPS): Black The Fall esordisce in digitale su PC e console dopo uno sviluppo soggetto a diverse revisioni, terminato con la pubblicazione di Square Enix attraverso il programma Collective.

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Finire sotto l’occhio di una telecamera o di un energumeno nemico equivale a morte istantanea

Assumiamo il controllo di Black: non è chiaro chi sia, né perché si trovi in quell’ascensore all’inizio della nostra avventura. Chiaro invece è che lui, come tutti i suoi colleghi, ha questa “antenna” sulla schiena, con una lampadina rossa in cima. Ora, se la nostra esperienza da videogiocatori ci ha insegnato qualcosa, il fatto che quella luce sia rossa e non verde, o gialla, o bianca, significa che qualcosa non va. Basteranno pochi secondi per capire che si tratta di persone assoggettate a qualche sistema di controllo mentale che offusca il loro libero arbitrio. Il nostro protagonista però, dopo pochi passi, vede in una porta aperta l’occasione per fuggire: dopo averla attraversata, la luce sulla sua schiena diventa improvvisamente bianca e il sistema di sicurezza dell’edificio va in allarme. Ma da quella porta alla libertà la strada è ancora lunga, e incroceremo telecamere, bruti e grossi automi bipedi dallo stile vagamente dieselpunk che non esiteranno a scaricarci piombo addosso.

Black The Fall è un platform sidescroller 3D: sebbene il nostro protagonista possa muoversi soltanto verso destra o verso sinistra, un buon lavoro di level design fa sì che le ambientazioni, con adeguate rotazioni della telecamera, risultino tridimensionali. Artisticamente, il gioco è fortemente ispirato ai lavori PlayDead: soprattutto la prima parte del titolo Sand Sailor, con ambienti bui o comunque caratterizzati da una palette di colori quasi completamente priva colori brillanti, richiama il recente Inside.

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Ci sarebbe piaciuto se gli enigmi avessero sfruttato di più il laser, vista la possibilità di direzionarlo tridimensionalmente sullo schermo.

Meccanica interessante, sebbene non sfruttata appieno, è offerta dal puntatore laser: poco dopo l’inizio dell’avventura, il protagonista entrerà in possesso di un “guanto” che proietterà un raggio di luce nella direzione che indicheremo con lo stick destro del pad. Alcuni dei puzzle da risolvere nel corso dell’avventura richiederanno l’utilizzo del laser per colpire sensori luminosi a chiusura di porte o per indicare ai compagni d’avventura le azioni da compiere. I controlli forniscono la possibilità di indicare esattamente dove indicare con il laser nell’ambiente, in senso tridimensionale: soltanto un enigma, nel corso dell’intera avventura, fa uso di questa feature, che a parer nostro andava approfondita.

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Qualcosa mi fa supporre che quei bestioni non siano tanto amichevoli…

Le interazioni necessarie per portare a termine le sfide proposte sono quasi sempre rese disponibili al giocatore nell’ordine in cui devono essere compiute, creando un senso di linearità nell’esecuzione. Gli oggetti interagibili inoltre, sono evidenziati in maniera vistosa da colori e luci brillanti, che ad un rapido colpo d’occhio spiccano tra i toni tetri dell’ambientazione. Pochissimi gli enigmi che richiedono un determinato tempismo per essere completati, caratteristica invece dei rompicapo offerti da Limbo dei già citati PlayDead, ad esempio. L’intero percorso è infine letteralmente disseminato di checkpoint posti prima di ogni ostacolo o addirittura nel bel mezzo di essi, che privano il giocatore di qualunque sensazione di soddisfazione e distruggono il trial-and-error. Risultato di tutto ciò è che il livello di difficoltà offerto da Black The Fall stenta a decollare, anche nelle fasi avanzate dell’avventura.

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Gli oggetti da utilizzare per superare gli enigmi sono vistosamente evidenziati con colori brillanti

Il gioco è costruito sulle solide fondamenta del motore Unity, con modelli non troppo scevri di dettagli ed animazioni complessivamente buone, soltanto a volte un po’ legnose. Il sonoro offerto dall’esperienza è caratterizzato da effetti di buona qualità ma musiche anonime accompagnano malamente gli avvenimenti su schermo.

Un titolo d’esordio di un piccolo studio indie, che dimostra di avere tutto il potenziale per creare dei giochi di buona qualità. Purtroppo non questa volta: enigmi poco ispirati e troppo guidati rendono Black The Fall semplice e poco longevo. Non una bocciatura per Sand Sailor Studio, ma solo un rinvio alla prossima avventura.

Pro:
+Setting e filosofia di base
+Effetti sonori
+Alcune meccaniche interessanti…

Contro:
-…ma non sfruttate del tutto
-Puzzle semplici e telecomandati
-Musiche inconsistenti

Black The Fall
5 Voto del redattore
4.1 Voto degli utenti (1 voto)
Gameplay
Storia
Sonoro
Longevità
Grafica
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