Resistance: Burning Skies – Recensione


La lineup di videogiochi per PlayStation Vita si arricchisce del primo vero sparatutto in prima persona: Resistance, la serie Insomniac nota su PS3, approda sulla nuova portatile di Sony con un titolo che vede però un cambio di sviluppatore (Nihilistic Software). Già su PSP avevamo avuto modo di apprezzare Retribuition, che ai suoi tempi fece una bella figura, ma quest’ultima iterazione sarà riuscita a bissare la qualità di quella precedente? Lo scopriremo a breve con la nostra recensione.

I Chimera arrivano a New York

Cronologicamente parlando, Resistance: Burning Skies si posiziona ai tempi di Resistance 2, con la terribile minaccia dei Chimera che decide però di invadere gli Stati Uniti. Avremo modo di vedere quanto è successo con un prologo ben realizzato che ci introduce appieno nell’azione, e a questo punto verremo catapultati nei panni del nostro eroe, Tom Riley, un vigile del fuoco che sale sul camion per spegnere un incendio che sta distruggendo un magazzino. A un certo punto inizieremo a prendere confidenza con il fucile d’assalto bullseye che Riley imparerà a gestire senza alcun problema.

Tra Staten Island e i laboratori sotterranei del Suspension Bridge di New York, avremo modo di farci largo tra i nemici sin da subito, con l’obiettivo non solo di ritrovare e proteggere la nostra famiglia ma anche di scongiurare la terribile minaccia che si è abbattuta in città. Peccato che Riley non sia esattamente il personaggio più carismatico della serie: dopo Hale, James Grayson e Capelli, l’eroe di turno non riesce ben a condividere le proprie motivazioni e lo stato d’animo e su questo fronte c’è da dire che ci si immerge poco nel personaggio. Comunque, con il prosieguo dell’avventura vedremo alcuni compagni (NPC) che esporranno meglio la trama del gioco e Ellie è probabilmente quella che si distingue tra tutti sia a livello di carisma che per quanto riguarda la qualità delle sue animazioni.

Andiamo in guerra

I filmati in prima persona sono realizzati bene e ci introducono nell’atmosfera di una guerra scoppiata, virtualmente, negli anni ’50. Sul versante del gameplay, chiunque abbia giocato anche un solo capitolo della serie Insomniac sa bene di cosa stiamo per parlare: Burning Skies è il classico Resistance, non viene introdotto niente di nuovo ma la sua giocabilità è piuttosto buona, anche se sul piccolo schermo di PS Vita. È facile dimenticarsi che stiamo giocando su una portatile, infatti il sistema di controllo è sicuramente ben strutturato e non perde il suo appeal. Tra carabina, Bullseye, Marksman, fucile da cecchino, carabina, balestra e via dicendo, anche qui avremo a disposizione un vasto arsenale di armi che ci aiuteranno a sconfiggere i Chimera, le quali potranno anche essere potenziate accedendo all’apposito menu dopo aver trovato nei livelli di gioco rifornimenti di tecnologia grigia.

La novità che Burning Skies introduce a livello di gameplay è relativa all’uso del touchscreen di PlayStation Vita, anche se si deve sottolineare che di certo non aggiunge nessun plus ultra a questa iterazione: il pannello touch del retro serve a correre, mentre quello disponibile nel display principale ci aiuterà a indirizzare meglio granate e colpi secondari. Tutto qui.

Le possibilità di esplorare il mondo di gioco sono praticamente inesistenti se si escludono pochi punti, e anche per quanto riguarda la libertà tattica lo sviluppatore avrebbe potuto fare di meglio: le battaglie lasciano infatti uno spazio davvero esiguo alla libertà d’interpretazione e il level design è probabilmente il colpevole principale di questa mancanza. Per ogni gruppo di Chimera da fronteggiare, dovremo dunque seguire obbligatoriamente lo schema imposto dal developer, ovvero sempre quello di colpire da davanti e sfruttare un paio di coperture dalle quali sporgerci per scagliare contro di loro quanti più proiettili possibili. Dopo un po’ si sentirà il peso di un titolo un po’ piatto: i nemici infatti resteranno sempre riparati dietro le stesse coperture, non si muoveranno più di tanto qualunque sia la vostra “strategia”, seguendo appunto movimenti predefiniti dagli sviluppatori. Ne consegue che la intelligenza artificiale va a suscitare non meno di una perplessità, così come il sistema di copertura non proprio organizzato a dovere.

Tecnicismi

Abbiamo già parlato dei problemi principali di questo capitolo di Resistance, ovvero il level design piuttosto piatto e una IA decisamente da migliorare, ma Burning Skies offre comunque buoni spunti che come abbiamo già sottolineato ci faranno dimenticare di essere davanti a un piccolo schermo. La visuale in prima persona è ottima e offre un ottimo punto di vista su ciò che succede negli ambienti, questi ultimi ben strutturati e ricchi di poligoni così come i personaggi. A livello di prestazioni puramente tecniche, ci siamo: l’impatto generale è quello di un Resistance casalingo, sia nel caos su schermo che nella direzione artistica, nei colori e nei modelli poligonali. Buono anche il comparto sonoro (il doppiaggio è in italiano), che ci accompagnerà in una campagna principale che durerà purtroppo poco: più o meno 5 ore, al massimo 6 se ve la prenderete comoda. Comunque, seppur abbia qualche difetto di troppo, la resa generale del titolo è decisamente buona. Ci soffermiamo sulla campagna multigiocatore che riesce ad offrire uno sprint in più al gioco e, chiaramente, ad allungarne la longevità: il giocatore ha disposizione sei arene diverse per catapultarsi contro amici e altri utenti, ma c’è da dire che bisognerà vedere quanti utilizzeranno l’online nel breve periodo, dato che PS Vita è una console estremamente giovane e, almeno in Italia, ancora pochi hanno deciso di acquistarla.

Conclusioni

Quello che manca a Resistance: Burning Skies è una trama meglio sviluppata e un eroe che sappia immergerci appieno nell’atmosfera di una guerra contro la terribile minaccia dei Chimera, nonché qualche livello in più: la campagna principale dura sulle 5-6 ore, entro le quali avremo a disposizione un ottimo arsenale di armi che utilizzeremo, anche potenziandolo in-game, per scagliare quanti più proietti possibili contro i nemici. Questa famosa serie sbarca comunque per la prima volta su PS Vita portando un gioco che riproduce abbastanza fedelmente la saga Resistance vista su PS3, offrendo peraltro un comparto multigiocatore che propone sei diverse arene in cui sfidare amici e non. In definitiva, chi è appassionato del genere sparattutto apprezzerà probabilmente Burning Skies, dato che nonostante qualche pecca di troppo è comunque divertente e appagante. Peccato per la mancanza di innovazione: forse sfruttando le peculiarità di PS Vita si sarebbe potuto fare di più.


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Articolo a cura di Redazione Player.it

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