Halo Combat Evolved Anniversary: Recensione


Recensione di Fabiano “Deimos” Zaino

Fra la storia dei videogiochi che hanno cambiato radicalmente il mercato dei videogiocatori e delle software house di rilievo, credo che la serie di Halo, abbia un posto in primo piano. Mi ricordo ancora di quando presi in mano il primo capitolo e non sapendo assolutamente a che cosa stavo andando incontro, mi ritrovai con un gioco spettacolare e dalla grassa portata. Marchio che negli anni si è evoluto e ha portato all’estremo il concetto di FPS giocato su console. Non me ne vogliano gli appassionati della serie di Call of Duty o giochi affini ma se non ci fosse stato Halo, dubito che il gaming su console per quanto riguarda gli FPS, sarebbe arrivato a certi livelli. Oggi, dopo la bellezza di 10 anni dall’esordio del primo capitolo, rimetto mano alla versione remake del gioco, abbellita questa volta con una nuova veste grafica al pari dei tempi che corrono.   



    
OPERAZIONE NOSTALGIA
Halo Combat Evolved viene rimasterizzato e venduto con una veste del tutto nuova che però dubito non porterà i giocatori più scafati a rimembrare scontri di lontana memoria. La storia alla base del gioco ci vedrà vestire i panni del famoso (oggi lo sappiamo) Masterchief che lotterà per la sua sopravvivenza in una guerra universale dalle proporzioni bibliche…anche qui, credo che anche i sassi sappiano gli eventi narrati nella saga di Halo. Fatta piccola precisazione sulla storia passiamo alle novità della campagna single player che per gli onori di casa, ci permetterà di essere giocata anche con un amico in co-op online o nel classico split screen. Non aspettatevi però cambiamenti nella struttura del gioco e degli schemi visto che sempre di un remake si tratta, modernizzato per i tempi che corrono: tutto il level design è rimasto praticamente identico. Fra le aggiunte, segnalo invece dei curiosi terminali dislocati per le mappe di gioco che ci butteranno in un approfondimento della storia di Halo tramite filmati specifici.

Anche sul fronte del gameplay c’è poco da dire: se da una parte non abbiamo tutto quello che gli ultimi capitoli della saga hanno implementato, dall’altra ci dobbiamo ricordare che si tratta sempre di un remake ben definito che tende a modernizzare poche cose a schermo e non a stravolgere l’esperienza base. Non avremo ad esempio la possibilità di mettere mano a due armi in contemporanea cosi come risultano statici sia i combattimenti corpo a corpo che la guida dei mezzi che era ancora acerba. Idem per la fisica degli elementi con i nemici che in punto i morte sembrano essere fatti di gomma visto quanto rimbalzano da una parte all’altra. Tirando le somme, Halo Anniversary non delude ma preclude tutte quelle prelibatezze a cui siamo abituati tutt’ora con l’ultimo gioco della saga. Detto questo però, si tratta sempre di un titolo che ha fatto scuola e difficilmente rimarrete delusi dall’esperienza di gioco: grazie a un sapiente level design, scontri frenetici e una intelligenza artificiale che ancora oggi ha da fare scuola – notevoli ad esempio i nemici che ci distraggono per poi accerchiarci o stanarci cosi come notevoli sono alcune schivate che eseguono durante i combattimenti.

OPERAZIONE MULTIPLAYER
In HCA ci saranno la bellezza di 7 mappe multi giocatore completamente compatibili con Reach. Questo comporta a due stili di gioco, quello classico e quello attuale. Nel classico potremo sfidarci tramite i classici power up della serie, nel modo attuale, avremo a disposizione tutte le prelibatezze dei poteri attuali (invisibilità e il jetpack) e dei teschi che modificano non di poco le giocate online. Per quanto concerne le mappe, avremo modo di sbizzarrirci sia con spazi aperti che chiusi.

High Noon ad esempio è una mappa semi chiusa dove gli scontri incessanti segnano un ritmo vertiginoso. Breakneck è invece una mappa aperta che riprende la mappa chiamata Headlong vista in Halo 2. Qui è essenziale mettere subito le mani su Warthog di modo da confezionare letali mordi e fuggi sugli avversari. Solitary è invece un remake di Prisoner, schema a più livelli utile per appostamenti con fucile da cecchino: usando la modernizzazione diventa davvero molto divertente saltare da un livello all’altro tramite i jetpack. Ridgeline è un’altra mappa di Halo che riprende un design aperto ricco di vegetazione e alberi. Come gameplay, grazie agli spazi aperti, è consigliato prendere subito posizione sui mezzi per piccoli mordi e fuggi serrati. Battle Canyon è la terza apparizione della Battle Creek apparsa in Halo e relativo seguito e si differenzia per due basi poste simmetricamente l’una dall’altra che diverte molto ne capture the flag. Domination è simile a Prisoner e va affrontata assolutamente con i jetpack benchè in modalità classica regala non poche soddisfazioni in modalità deathmatch. In ultimo abbiamo Installation 04 che si fa ben ammirare sia nel capture the flag che in deathmatch e riprende la modalità già vista in ODST in cui i soldati alleati venivano controllati dall’IA del gioco. Il grado di sfida in queste mappe dipende sempre dagli avversari ma devo ammettere che come level design si sente il peso degli anni e alcune non ci hanno convinto per davvero affrontate anche con la modalità moderna che sempre stringere la morsa del giocato più che migliorarla.           


OPERAZIONE GRAFICA
Halo Combat Evolved Anniversary può essere giocato con due grafiche ben distinte, quella originale e quella moderna: basta premere il tasto back per scoprire le differenze. Il balzo generazionale è comunque evidente ma stranamente sembra che quello che si muova a schermo non sia del tutto simile a quello visto in Reach. La resa grafica generale è una via di mezzo fra vecchio e nuovo che non convince troppo. Evidentemente risultava davvero difficile sostituire al 100% tutte le texture e i modelli poligonali delle strutture cosi come convincono poco soldati e mezzi. Buonissimi invece gli effetti luminosi e il restyling grafico degli ambienti sterni che ora risultano più ricchi di dettagli e di poligoni. Peccano alcuni problemi di compatibilità e sporcizia tecnica come modelli salterini in punto di morte, gente che si blocca nei muri o che passa nel mezzo delle colonne come se fossero trasparenti. Abbiamo anche qualche glitch nelle texture e variegati scatti di sequenza nei video.

Buono anche l’audio che non si distacca di una virgola dalle attuali produzioni Microsoft per quanto riguarda la serie di Halo. Segnalo comunque che la colonna sonora è stata completamente rimasterizzata garantendo il suono di allora con le tecnologie audio di adesso. Anche il doppiaggio nella nostra lingua si conferma fra i migliori dei videogiochi attuali.

OPERAZIONE PULIZIA
Rimettere le mani su un capolavoro come il primo Halo è davvero un colpo al cuore perché fa tornare alla mente tanti piccoli ricordi sopiti nel tempo. Il gioco è assolutamente consigliato ai milioni di fan della saga e anche a chi si sta avvicinando per la prima volta a questo magnifico universo. Peccano purtroppo alcune cose che in 10 anni sono state riviste e corrette e che qui influiscono per forza con il voto finale. Halo Combat Evolved Anniversary resta ancora dannatamente divertente da giocare e gustare con calma, grazie al gameplay che stupisce per pulizia e meccaniche. Non esalta ma non delude nemmeno il comparto tecnico che però ha delle riserve del tutto inaspettate se confrontate all’ultimo capitolo della saga. Diciamo che l’operazione nostalgia è riuscita appieno.
 
Votazione: 8/10

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Articolo a cura di Redazione Player.it

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