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Il Regno di Ga’Hoole – La Leggenda dei Guardiani – Recensione


il-regno-di-ga-hoole-la-leggenda-dei-guardiani-coverDopo aver acquistato i diritti cinematografici nel 2005 della serie letteraria dei Guardiani di Ga’Hoole, Warner Bros ha solo ultimamente puntato sull’opera di Kathryn Lasky realizzando il film di animazione “Il Regno di Ga’Hoole – La Leggenda dei Guardiani”. Come è ovvio che accada con titoli di questo tipo, al film è stato immediatamente legato un videogioco omonimo realizzato dalla Krome Studios, un gruppo di sviluppatori australiani specializzati in tie-in e conversioni di titoli maggiori per console PSP e Wii (in primis il primo capitolo di Star Wars: The Force Unleashed).

FLY ME TO GA’HOOLE


Come avviene in buona parte dei tie-in di ultimissima realizzazione, nel gioco non affronteremo la stessa avventura mostrata ai cinema, ma una storia alternativa in cui indosseremo le penne di Shard, un barbagianni il cui padre venne erroneamente accusato di tradimento dalla popolazione di Great Tree. Il nostro compito sarà quello di rimettere le cose in ordine affrontando i Puri e riportando il giusto valore alla memoria del padre, ma nonostante sia necessario vedere il film prima di giocare per comprendere appieno la storia, nell’avventura di Shard non incontreremo mai i personaggi o le vicende raccontate dal film della Warner – tranne piccoli cammei. Avviare dall’inizio l’avventura e concluderla sarà un lavoro che non ci richiederà più di tre ore, qualcosa in meno se siamo già abili con la console e un po’ di più se affronteremo nuovamente l’avventura per completare dei livelli aggiuntivi sbloccabili.

ll Regno di Ga’Hoole: La Leggenda dei Guardiani: Video su GamesVideoTV

A livello di gameplay, Il Regno di Ga’Hoole – La Leggenda dei Guardiani non è altro che un gioco di simulazione aerea con molta poca simulazione e parecchio arcade. I contenuti effettivi del gioco si traducono poi in tre tipologie di lavori da eseguire: salvare alcuni volatili, aiutarne degli altri o sconfiggere i Puri e solo raramente gli sviluppatori hanno inserito delle fasi alternative che si traducono in inseguimenti, fughe o corse attraverso checkpoint. Ma fondamentalmente è tutto qui. Per tutto il tempo del gioco ci troveremo sempre in aria con la possibilità di attaccare i nemici attraverso due differenti colpi, uno di base ed un secondo molto più potente che ci consente di difendere o sfondare l’armatura dei nemici. Maggiore è la quantità di colpi e schivate eseguite, maggiori le mosse che potremo compiere, tra cui la richiesta ad un compagno di avventura di attaccare uno specifico nemico, effettuare una schivata in volo a 180° o un rapido scatto in avanti che ci consentirà di raggiungere uno specifico nemico in meno della metà del tempo. Il livello effettivo della difficoltà di gioco è decisamente bassa, non ci troveremo praticamente mai in difficoltà o morti a terra, anche perché il combattimento consiste in non altro che l’individuazione del nemico e la pressione di un tasto. Alla lunga questa monotonia comincia a stancare fin troppo e la noia arriva ben prima delle tre necessarie per concludere l’avventura.   

Ultimata la storia, che non richiederà più di tre ore circa di gioco, il titolo non sarà esattamente concluso, potremo infatti riprenderlo per affrontare l’avventura nei panni di uno dei quattro baggiani sbloccati durante la storia, o giocare dei livelli nascosti che sbloccheremo solo realizzando specifiche azioni in specifici livelli – nulla di eccezionale comunque, anche questi livelli aggiuntivi sfruttano le medesime meccaniche della storia.

UN BUON TIE-IN, MA NULLA DI PIU’

L’impatto tecnico e grafico dell’opera di Krome non è assolutamente malvagio, il gioco infatti dispone di una grafica e di una gestione degli effetti convincente con ambientazioni e personaggi sempre ben realizzati. I difetti cominciano ad essere visibili quando il giocatore si avvicina eccessivamente al terreno, qui infatti le texture si mostrano per ciò che realmente sono, ossia semplici fondali ad alta risoluzione. Appena sufficiente il comparto audio che presenta un completo doppiaggio in italiano, seppur poco ispirato – cosa particolarmente utile visto che il target medio di questo gioco è lo stesso di quello dei libri e del film, ossia bambini e pre-adolescenti. Diversamente la soundtrack risulta essere di buon livello, con poco meno di venti brani che ci accompagnano in specifici momenti di gioco – gli effetti sonori invece sembrano decisamente simili a quelli del film.


CONCLUSIONE

Il Regno di Ga’Hoole – La Leggenda dei Guardiani si offre come il più tipico dei tie-in: breve, non più che sufficiente sotto l’aspetto tecnico e pesantemente legato alla sua licenza. Non è certamente un titolo da demonizzare a priori per la sua natura, ma per coglierne la vera bellezza è necessario aver visto il film ed essersene innamorati. Il gioco sfrutta interessanti spunti che, se meglio gestiti, avrebbero permesso al titolo di risultare decisamente più divertente e soprattutto molto più lungo, cosa che ne avrebbe giustificato l’alto costo.

Il gioco è disponile su piattaforme PS3, Xbox 360, Wii e DS.

VOTO: 6 su 10

Articolo a cura di Redazione Player.it

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