ArcaniA Gothic 4: Recensione


Recensione di Fabiano “Deimos” Zaino

Con un certo ritardo, mi appresto a completare la campagna di un titolo che ha avuto la forza di arrivare al quarto capitolo: sto parlando di Arcania Gothic 4, che segna un cambio di sviluppatore dai Piranha a Spellbound. Purtroppo, la prima cosa che si nota per davvero del gioco, oltre ad una veste grafica di tutto rispetto, è un gameplay semplificato e ben lontano dall’RPG puro che ci aveva sorpreso fino al terzo capitolo. Qui sembra che il gioco abbia voluto prendere una direzione e se consideriamo che è il primo capitolo ad uscire anche per console, capiremo bene il perché di questo cambio di rotta.   



   
UN PASTORE EROE
Il gameplay di Gothic 4 ricalca alla perfezione quello dei capitoli precedenti: abbiamo un eroe (dicesi pastore) controllabile in terza persona che vaga all’interno di un mondo davvero grande per risolvere varie missioni. L’inizio del gioco funge come sempre da tutorial e ci vedrà impegnati in piccole quest utili a liberare la nostra isola dall’infezione del male. Qui si può già constatare il cambio di direzione dall’RPG classico all’hack’n slash meno ricercato: sconfiggere piccole o grandi creature diventa un fattore di velocità nel ciccare il mouse con frequenza. Certo, si potranno affrontare i combattimenti con un minimo di tattica ma sembra che prevalga la forza bruta all’intelligenza. Questo è il primo vero tassello che mi ha intimorito del gioco ma andiamo avanti.

Purtroppo, anche lo sviluppo del personaggio, diventa semplificato all’inverosimile: le caratteristiche principali migliorano automaticamente e potremo influire sul livello del personaggio solamente andando a differire nei vari rami dedicati al combattimento, alle arti furtive o alla magia. Abbiamo poi la sezione dedicata al crafting delle piante sparse per l’isola, anche qui risulta tutto molto semplice e credo che creare pozioni o affini, sia di una banalità estrema visto che non servirà possedere nessuna abilità specifica per lavorarci. E siamo a due.

Terzo è ultimo fattore di preoccupazione, riguarda la struttura delle missioni legate ovviamente agli scontri. Quello che contraddistingueva i primi Gothic era un mondo totalmente esplorabile fin dal primo momento di gioco – questo fattore comportava però il dover combattere contro creature anche molto più forti di noi e nell’80% dei casi giungere prematuramente a una brutta dipartita. Ecco, la questione principale è che nei primi Gothic, si sentiva una voglia costante di crescita del personaggio; qui in Gothic 4 purtroppo le aree di gioco saranno suddivise in isole e potremo affrontare solo le creature di quegli spazi. Va da se che i combattimenti risultano semplificati e mai ostici. Si è dunque persa quella voglia o sensazione di scontrarsi con il mostro più forte e magari riuscire a sconfiggerlo grazie a delle tattiche concrete usate durante il combattimento.


PANORAMI DA CARTOLINA
Siamo arrivati dunque alla sezione da sbavo sul monitor.
Tagliando subito la testa al Toro, sappiate che per veder girare Gothic 4 al massimo delle prestazione, ci vuole una macchina pompata al massimo: si parla dunque di almeno quattro processori e 4GB di ram con una scheda video da 1GB buono. Se sotto il cofano del vostro fidato computer avete tale hardware, state tranquilli che i panorami di Gothic 4 vi lasceranno davvero senza fiato fra colline piene di vegetazione, montagne innevate in lontananza, eventi atmosferici dinamici e chi più ne ha più ne metta. Anche l’illuminazione dinamica fra la notte e il giorno è magistrale, vedere l’alba sulla spiaggia e osservare come quest’ultima non è una semplice texture buttata li ma un territorio modellato alla perfezione fra dune di sabbia e anfratti, è davvero difficile da descrivere. Peccato che manchino gli odori o la brezza in volto, per essere presenti davvero all’interno del gioco.
Purtroppo, tutta questa magnificenza, come dicevo precedentemente, è limitata dal fattore “piccole zone” della mappa – dunque, se non si risolvono i compiti precedentemente assegnati, non si può esplorare liberamente. Oltre ai panorami però, segnalo di come i modelli poligonali dei personaggi sembrino un filino troppo rigidi o legnosi non solo nei movimenti ma anche nella realizzazione generale. Certo, si ha una estetica generale davvero ispirata per quanto riguarda creature o affini benché chi ha già messo mano ai precedenti capitoli, riconoscerà sicuramente.
Per quanto riguarda bug estetici o di programmazione (che affliggevano i precedenti giochi) qui ne ho trovati davvero pochi e tutti abbastanza passabili: qualche momento di bad clipping davvero fastidioso e la sempre dannata compenetrazione di poligoni che è il vero male di tutti i giochi nel settore.

Ottime come sempre le musiche, davvero evocative sotto il profilo stilistico e inerenti alle ambientazioni. Vi è anche l’audio dinamico che cambia dunque a seconda delle situazioni di gioco. Per fortuna, potremo godere anche del parlato in italiano, mossa davvero azzeccata visto la grande quantità di materiale che da sempre innalza la qualità dei vari Gothic.

RIDUZIONE DI GAMEPLAY
La vera bruttura del gioco riguarda fondamentalmente un gameplay ridotto all’osso e ben lontano dalle dinamiche che avevano accompagnato i capitoli precedenti. Anche come ore di gioco siamo molto più scarsi e si dovrebbero vedere i titoli di coda in una quarantina di ore se non meno per i giocatori più esperti. Gothic 4 viene inoltre rovinato dalle micro-aree di gioco che ne aboliscono completamente la bellezza stilistica generale che risulta maestosa a patto di avere sottobanco una macchina potente: se si scende di prestazioni si rischia comunque di finire in bocca ad un titolo mal ottimizzato. Su console il discorso cambia ma si nota un bad clipping davvero troppo esagerato, con intere sezioni di gioco che compaiono gradualmente mentre si cammina. Gothic 4 non è dunque un fallimento totale ma siamo davvero ben lontani dagli standard qualitativi dei precedenti capitoli.


Votazione: 7/10


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Articolo a cura di Redazione Player.it

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