Medal of Honor: Recensione


Recensione di Fabiano “Deimos” Zaino

La stagione 2010 è ormai prossima a chiudersi ma volgendo indietro lo sguardo, non possiamo certo lamentarci di tutte le primizie uscite nei mesi precedenti cosi come non ci si può certo lamentare dell’uscita del nuovo capitolo della serie di Medal of Honor. EA si ributta nella mischia dei giochi a sfondo bellico, proponendoci una sua visione della guerra moderna che recentemente è stata a lungo dominata da un gioco chiamato Modern Warfare 2 della saga rivale di Call of Duty. Ma, benché mi piacerebbe molto fare delle comparazioni approfondite fra i due giochi, voglio invece trattare quest’ultimo nato di casa EA nel modo meno rivale possibile visto che ci si trova per le mani un prodotto davvero ottimo sotto molti aspetti e mediamente buono sotto altri.    


SOLO MEZZO POMERIGGIO?
Vorrei parlare subito di quello che mi ha colpito meno nel gioco ovvero la tempistica che occorre per finire la campagna principale: cinque ore scarse in modalità normale e un’oretta in più se sceglieremo (consigliato) il livello difficile. Davvero poche (me ne sarei aspettato una decina) per una delle storie più belle che mi sia capitato di affrontare in un gioco di guerra – sceneggiata ottimamente con dei discorsi finalmente maturi e con dei personaggi che riescono a bilanciarsi perfettamente fra il lato militare e quello umano. Le missioni sono dunque pensate ad oc per realizzare una sorta di film puntato non tanto sulla guerra in se stessa ma sul lato sociale della questione tant’è che EA ha avuto la bella idea di non farci vivere una guerra (ancora in corso) su larga scala come visto in altri prodotti ma ci ha portato a giocare lungo una campagna di piccole missioni cruciali ai fini del conflitto.
Anche le scene di contorno che arricchiscono la trama principale, sono delle vere perle di scelta non solo stilistica ma anche coinvolgenti al fine della narrazione generale. In ultimo, nel gioco non saremo mai da soli, non esiste il guerriero supremo ma è presente una squadra ben addestrata e affiatata che combatte spalla a spalla: e forse anche questa buona dose di realizzazione dell’IA incrementa la facilità (quindi in senso buono ma con un retrogusto leggermente amarognolo) dell’intero gioco visto che in determinate situazioni, il lavoro sporco lo fanno i compagni di squadra

SITUAZIONI PERFETTE
Una delle questioni principali che mi portano a innalzare questo Medal of Honor come uno dei giochi perfetti per quanto riguarda le missioni del gameplay sono le situazioni praticamente ottime che ci capiterà di affrontare durante tutta la campagna principale. Quello che si differenzia fondamentalmente da altre produzioni è che qui si sente davvero il peso di essere un militare impegnato in vere situazioni belliche. Non avremo dunque solamente delle “armi” differenti utili a massacrare ogni cosa che si muove ma potremo utilizzare varie apparecchiature belliche di sicuro impatto. Ed ecco dunque che le missioni di copertura o di salvataggio non sono mai banali, cosi come non risultano scontate quelle in cui si passa da una azione silenziosa a una di fuoco pesante o ancora, missioni in cui bisogna usare il fucile da cecchino e allo stesso tempo, fermare dei blindati diretti alla nostra posizione. In pochissime parole, direi che Medal of Honor ha un bilanciamento delle missioni praticamente perfetto. Purtroppo, l’unica pecca del gioco rimane sempre la lunghezza e la totale assenza di scelte da parte del giocatore; tutto si muove all’interno del solito canalone invisibile.

Sempre per quanto riguarda il singleplayer, segnalo un modalità chiamata Tier 1, che in sostanza ripropone i medesimi schemi della campagna ma sotto forma di sfide a tempo: l’idea non è assolutamente malvagia e soprattutto risulta ancora una volta essere bilanciata perfettamente. Terminare le sequenze proposte entro un certo limite di tempo ci porterà a sbloccare determinate medaglie o riconoscimenti ma la vera differenza con la campagna è che qui dovremo osare e portare a termine le missioni entro un tempo limite.


La vera forza di questo Medal of Honor, lo sottolineo ancora una volta, è che si discosta prepotentemente da quello che abbiamo visto in altri prodotti sul mercato. Non viviamo una esperienza adrenalinica ma poco realistica alla Modern Warfare 2 ma non siamo neanche dalle parte di un grande conflitto bellico come poteva essere BBC2 (sempre di casa EA). Qui si ragiona su alcune piccole situazioni di guerra ma allo stesso tempo si sente il peso di un nemico invisibile che può raggiungerci con una pallottola e ammazzarci quando meno ce lo aspettiamo. Questo fattore si riscontra soprattutto nella modalità multiplayer, dove entrare in gioco a testa bassa sparando come dei forsennati, non è assolutamente la scelta più saggia. A seconda della mappa, dovremo infatti agire coordinati con la squadra e mai come dei Rambo troppo zelanti di uccisioni. Il nemico deve sempre essere aggirato e mai preso di petto, sfruttando alla perfezione tutto quello che può offrire un riparo dal fuoco avversario. Anche qui però ho trovato una pecca che poteva benissimo essere sistemata ovvero la distruzione generale delle mappe (anche nel singleplayer). Credo che difficilmente, se si spara ad un muretto di mattoni a secco colpito di netto con un RPG, quest’ultimo resti integro e invece (purtroppo) succede questo. Addio al realismo ricercato ad ogni costo. Sul piano delle prestazioni del giocatore invece, anche qui nulla di nuovo, man mano che si faranno uccisioni si salirà di livello e potremo scegliere di migliorare esponenzialmente l’arsenale (caricatori più capienti, munizioni ad alto calibro, mirini telescopici e via di questo passo) a propria disposizione.

COMPARTO TECNICO
Analizzando a fondo quello che offre oggi il mercato, devo segnalare alcuni piccoli problemi che affliggono questo Medal of Honor nella versione PC. Prima di tutto mi sono stancato di vedere Texture che si caricano man mano che si muove la telecamera: possibile che questo problema, legato da sempre all’Unreal Engine, non sia stato ancora sistemato? Aspettatevi mappe che mostrano i vari strati delle Texture di gioco oppure alcuni modelli che stranamente risultano bicolore per poi far apparire magicamente le superfici di gioco. Anche gli effetti particellari sulle esplosioni o il fumo, non mi hanno convinto troppo e in circolazione ho visto di meglio (sempre con l’UE). Colpisce invece l’uso della luce (HDR) negli ambienti di gioco con scenografie che a volte raggiungono davvero il fotorealismo – soprattutto nel passaggio frenetico fra luoghi chiusi e spazi aperti. Di altri piccoli problemi, mi sarei aspettato dei modelli poligonali più curati per quanto riguarda i compagni di squadra ma anche gli ambienti cittadini che sembrano forse un filino troppo poveri (anche se siamo in Afghanistan). Stupendi invece i mezzi e le ambientazioni interne degli edifici…qui si vede la ricercatezza da parte dei grafici sia per modelli 3D che per le Texture generali. Segnalo anche alcuni occasionali rallentamenti nelle fasi in cui esplode praticamente ogni cosa davanti a noi e dei problemi di tearing (slittamento dell’immagine) per quanto riguarda l’orizzonte. Il tutto per quanto riguarda la versione PC e che con buona pace, non affliggerà le risoluzioni più basse delle console.


Sul fronte audio, non fatevi ingannare da qualche foto a corredo, tutto il gioco è stato tradotto nella nostra lingua madre e devo dire che musiche ed effetti audio sono davvero ricercatissimi. Il suono delle armi o il rumore dei mezzi in gioco è qualcosa di fenomenale cosi come la colonna sonora è capace di innalzare ulteriormente il colpo su un prodotto davvero eccellente.

ONORE E GLORIA
Medal of Honor è un gioco epico, maturo e realistico ma anche ricercato e divertente. Pecca nelle sue ore di gioco e si finisce facilmente in un pomeriggio serrato. Certo, poi si deve pensare al multiplayer che però da prime impressioni risulta più ragionato di Modern Warfare 2 (ecco, ho fatto il confronto) e forse un filino più tedioso per quanto riguarda le situazioni di gioco. Tecnicamente buono diventa eccellente in alcune parti (audio in primis) ma delude in altre. Consiglio comunque ad occhi chiusi la spesa del gioco perché ci troviamo per le mani il ritorno in grande stile di un titolo di guerra che non ha assolutamente sofferto della serializzazione annuale. Chi ha orecchie per intendere, intenda.

Votazione finale: 8,7/10

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Articolo a cura di Redazione Player.it

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