Hydro Thunder Hurricane: Recensione


Recensione di Fabiano “Deimos” Zaino

Wrooommm, wrooooooooooooooommmm, whoooshhh, sbashhh, clink clink, whoooommm, whoom, whashhhhh, whis…sbraaaang, sdrang, whoooshhh…wrooooooommmm, ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh, struuuuuushhhhhh, swramm, swoooosh, swishhh, sbummmm… Tutto chiaro? Bene.


   

DATEMI UN MOTOSCAFO
Hydro Thunder Hurricane è il seguito ufficiale di un gioco uscito molto tempo fa per Paystation 2 e che appunto si chiamava Hydro Thunder. Il titolo in questione altro non è che un arcade dove si corre a bordo di potenti motoscafi, in piste mozzafiato dislocate in varie parti del mondo. Il gioco, come ogni arcade in circolazione, ci permetterà di partecipare ad una serie di eventi che ne sbloccheranno di conseguenza di nuovi, fino ad avere la bellezza di 8 piste tutte abbastanza belle e dettagliate.
Per quanto riguarda i motoscafi, sappiate che il gameplay alla base del gioco è davvero semplice: si corre, si prendono dei piccoli potenziamenti per il turno e il salto e si attivano delle vie secondarie andando a collezionare delle parti di motore che fluttuano sulla pista. Non ci sono armi o power up di sorta, come è successo per i recenti giochi lanciati sul mercato. Arrivare fra le prime tre posizioni ci porta a collezionare dei punti che servono a sbloccare nuove gare, nuovi eventi torneo o nuovi mezzi. Questi ultimi sono vari e ben assortiti: si parte dal motoscafo tradizionale per arrivare a quello più veloce, più manovrabile o più potente. Fra i modelli, chi ha già avuto modo di giocare al primo capitolo, si ricorderà l’Hydro Thunder (che fa da nome al gioco), il Razorback, il Tagliagole, il Rad Hazard, il Cutthroat e qualche altro modello preso dal precedente gioco – ovviamente saranno tutti forniti di nuove livree che andranno anch’esse sbloccate nel corso del gioco trovando dei bollini nascosti nelle varie ambientazioni. Fra i nuovi mezzi, segnalo la barca a forma di Vascello vichingo, un motoscafo della polizia, uno a forma di aereo della Seconda Guerra Mondiale e anche uno curioso a forma di UFO. Purtroppo però, oltre al punto di vista estetico, devo dire che le prestazioni dei vari modelli non sono troppo distaccate e si nota poca differenza anche per la velocità di alcuni o la maneggevolezza di altri – anche se i primi modelli disponibili sono davvero lenti…almeno quello.

Fra le altre modalità di gioco, segnalo a gran voce la possibilità di giocare in split screen fino a quattro giocatori e della presenza del multiplayer fino a otto giocatori. Parlando delle piste invece, posso dire che la struttura di alcune è molto varia mentre altre sono fin troppo ripetitive. Avremo modo però di provare dei tracciati che vanno dal punto A al B, mentre in altri ci saranno delle sessioni a giro (con tracciati da tre o cinque giri).

SBUFFO D’ACQUA SULLO SCHERMO
E passiamo ora alla arte grafica del gioco: Hurricane è un titolo discretamente realizzato senza eccellere davvero in nulla se non per la parte “acquatica”. L’elemento liquido è difatti realizzato davvero bene sia per quanto riguarda le scie dei mezzi che la fisica. Atterrare in acqua dopo un salto di diversi metri o andare a sbattere contro un muro, provocherà delle onde dinamiche che faranno sentire la loro forza contro il mezzo. Correre contro corrente ad esempio, non è facile e si sentirà l’attrito costante delle onde sulla prua dei motoscafi. Buoni anche gli schizzi e spruzzi che andranno a bagnare la visuale dello schermo.  


         


Purtroppo, oltre all’acqua, devo dire che le piste mi hanno lasciato un pochino perplesso, con pochi alti e parecchi bassi. Per fare un esempio, posso dire che il livello dedicato all’Isola dei Mostri è davvero bello, con texture rigogliose e una sintassi del colore eccellente, brillante e corposa. Anche le animazioni o gli oggetti di contorno come una creatura che nuota sotto di noi, delle zanzare enormi o un mostro preistorico che spunta in una caverna, sono eccellenti eppure si passa da uno schema del genere per poi correre in alcune piste davvero tristi e poco riuscite come i canali di Parigi o la pista della grande diga Americana. Abbiamo poi due livelli crucci ma con quasi zero animazione: una sorta di livello indiano davvero povero di dettagli se non per le grosse costruzioni ad esterno pista e una pista che poteva essere la più bella, ambientata in un mondo alieno rigoglioso di vegetazione ma poco articolato. Segnalo anche qualche elemento distruggibile ma sto parlando proprio di qualche ramo, pezzi di ghiaccio o piccole costruzioni fatte in legno. Davvero un peccato che le piste siano cosi poco creative perché qualcosa di più ambizioso, avrebbe potuto esaltare un gioco che rimane assai divertente e godibile – peccato anche che gli schizzi d’acqua non siano reali (che ci volete fare…) visto che con il caldo dell’Estate, poteva essere un elemento di rilievo in più per comprare il gioco.

VOLARE SULL’ACQUA
Hydro Thunder Hurricane è un titolo modestamente passabile ma che aggiunge davvero poco al panorama degli arcade corsaioli. Certo, governare un motoscafo è diverso dalle quattro ruote ma il gioco si perde forse in una semplicità davvero troppo eccessiva anche per il giocatore alle prime armi. Portare a termine il titolo richiede davvero poca fatica e anche sbloccare piste e mezzi ci porterà via due o tre giorni di gioco “tranquillo”. Va comunque detto che la possibilità di svolgere le gare multiplayer o con lo screen diviso non è da mettere da parte e anzi, potrebbe essere una freccia in più da giocare dopo aver completato tutta la parte per il single player. Veri e propri elementi per comprare il gioco non ce ne sono se non che il titolo resta comunque molto gradevole e divertente per le persone che impazziscono dietro ad ogni arcade sulla faccia della Terra. Per tutti gli altri, consiglio di ponderare la spesa anche se correre con un “motoscafo” a forma di UFO, devo dire che qualche soddisfazione riesce a darla.        

Votazione: 65/10

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Articolo a cura di Redazione Player.it

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