Just Cause 2: Recensione


Recensione di Fabiano “Deimos” Zaino

Il gioco è disponibile per PC, XBOX360° e PS3, la versione testata è quella per PC

Che cosa pensereste di un uomo che è capace di buttarsi da altezze folli e di non aprire il suo paracadute fintanto che non arriva a pochi metri da terra? E se quello stesso uomo, non lo aprisse proprio il suo paracadute e dopo una discesa folle, usasse un rampino per attaccarsi ad un aereo o ad un elicottero di passaggio? E se dopo aver rubato l’aereo di passaggio si mettesse a fare il ganzo sorvolando una piccola cittadina piena di soldati che gli sparano contro? E se iniziasse ad andare su nel cielo solamente per andare in stallo con il mezzo aereo? E se alla fine si buttasse contro una cisterna di gasolio con l’aereo per far esplodere tutto? Un pazzo? No, è Scorpio e di lui si dice che sia il migliore.


 
SEMINARE BOMBE PER RACCOGLIERE DETRITI
Just Cause 2 è finalmente arrivato, portandosi con se una valanga di azione, adrenalina, inseguimenti mozzafiato a bordo di qualsiasi mezzo possa camminare-volare-navigare. Si porta dietro esplosioni folli e salti nel vuoto da altezze inimmaginabili. Si porta dietro di se incredibili tamarrate di uno dei personaggio meno riusciti del mondo dei videogames, stereotipato come pochi ma incredibilmente simpatico per la sua faccia da schiaffi. Ebbene si, avete letto bene, a me Rico Rodriguez sta abbastanza sulle scatole perché è un personaggio dal carisma insopportabile, piatto come un foglio di carta. Ma non è questo l’importante, la vera cosa bella di Just Cause 2 non è il personaggio carismatico ne tantomeno la storia alla base del gioco (un governo da sovvertire, sai che novità), quello che colpisce è sostanzialmente che Avalanche ha voluto portare al massimo il concetto di gioco scanzonato e fuori dagli schemi, dove tutto (o quasi) è possibile, cosi come buttarsi da altezze folli e atterrare al suolo con una capriola. Il gioco che gli Avalanche hanno progettato non vuole (e non deve) essere paragonato ai vari GTA della storia, cosi come non può (e non deve) essere paragonato ad altri free-roming presenti sul mercato: Just Cause 2 è qualcosa di totalmente diverso.

LA FANTASIA? GRANDE LIMITE
A voler ben vedere il gioco, si potrebbe anche fare la storia cosi come i programmatori l’hanno pensata: andare dalle tre fazioni presenti sull’isola di Panau, accettare i loro incarichi di distruzione o di sabotaggio e, incarico dopo incarico, al filmato finale per concludere la storia. Lasciatemelo pure dire senza esitazioni, seguire il gioco in questo modo è di una noia pazzesca e il divertimento alla base di Just Cause 2 si perderebbe dopo poche ore. Perché dico questo, perché alla base del gioco e come dicevo poco sopra, la storia non è un punto forte del titolo, quello che conta è la nostra voglia di distruzione tant’è che il “seminare caos” è la nostra priorità principale. Ovviamente per distruggere ci vuole stile e questo è uno degli elementi che innalzano ulteriormente il punteggio del gioco – ebbene si, far esplodere le cose ci porterà fama ma anche soldi e più siamo bravi a far saltare in aria le cose, più il nostro portafoglio si riempirà.

Dalla nostra parte, oltre alle armi o ai mezzi che potremo rubare o trovare in giro per l’isola, dovremo usufruire del fidato rampino. Attenzione, questo oggetto è la nostra arma più importante ed è anche quello che ci permetterà di fare delle cose pazzesche, volete un esempio? Saltando nel vuoto, potremo ancorarci ai mezzi aerei di passaggio oppure in strada, potremo aggrapparci con facilità alle auto. Potremo combattere dalla distanza, andando a tirare i soldati nemici verso la nostra posizione, potremo attaccarli a dei barili esplosivi e farli saltare in aria come missili. Potremo attaccare una parte del rampino ad un mezzo e l’altra ad un soldato solamente per il gusto (fine a se stesso) di vederlo trasportare via. Insomma, le cose da fare sono tante e l’unico limite diventa davvero la fantasia: personalmente mi piace da matti attaccarmi ai siluri di carburante, falli esplodere e andare in cielo come un missile solamente per poi riscendere in picchiata.

Adesso, voi vi starete chiedendo, ma la progressione del gioco è dunque legata alla storia? Assolutamente no ed ecco perché vi dicevo che è meglio (e più divertente) andare a generare caos in giro per l’isola anziché dare retta al filo principale. Man mano che faremo danni si sbloccheranno nuovi missioni principali o secondarie e potremo anche avere l’ausilio di una opzione chiamata “mercato nero”. Questa opzione ci permetterà di conoscere un mercenario che in tempo reale, tramite un trasmettitore, ci fornirà del materiale che avremo sbloccato durante i nostri viaggi – tutto quello che riguarda armi, mezzi e locazione (potremo anche viaggiare con lui da un punto A al B), sarà sempre a nostra disposizione, senza doversi andare a sbatterci per trovarlo nelle casse di munizioni o nelle casse della fazione a cui siamo agganciati. Sempre per quanto riguarda la “crescita” del personaggio, sappiate che anche in questo caso Avalanche ha messo una sorta di rafforzamento alla nostra armatura e alle armi: nulla di complesso però. In poche parole, quando andremo ad assaltare una base nemica o durante i nostri lunghi pellegrinaggi, troveremo in giro per Panau delle casse che accrescono il nostro livello di corazza o quello delle armi.     

BENVENUTI IN PARADISO
Dopo tre anni dal primo capitolo, Just Cause 2 e Avalanche, si presentano al mondo con un comparto tecnico davvero maestoso e sontuoso sotto molti punti di vista. Lasciatemelo dire anzi sottolineare, il motore alla base del titolo è uno dei più potenti in circolazione ma attenzione: per potenza grafica si intende elasticità di programmazione e di visione di un mondo tridimensionale immenso che si può visitare senza alcun caricamento. Insomma, qui non si parla di impatto grafico ma proprio della grandezza di un isola tropicale che risulta aperta da subito in ogni sua parte. Ovviamente anche l’orpello puramente estetico non è assolutamente male anche se alcune cose, devo dirlo, mi hanno fatto storcere il naso. Al di là della realizzazione puramente dei livelli (inteso come basi militari, piccoli paesi, città o sobborghi panoramici), devo dire che la parte dedicata alla modellazione dei personaggi non mi ha colpito più di tanto, risultando legnosi anche per quanto riguarda i movimenti poco fluidi. Non parlo di Rico ma alcuni comprimari sembrano dei burattini di legno. Idem per la modellazione facciale e per le texture, c’è un buon livello grafico per Rico ma gli altri si lasciano vedere…un vero peccato perché una ricercatezza più massiccia ne avrebbe giovato.

Per quanto riguarda l’isola di Panau invece, dire che si rimane a bocca aperta da certi scorci è dire poco. Quello che colpisce è l’uso non solo della luce (giorno/notte) ma tutta una serie di effetti di contorno che rendono viva l’isola. Guardando l’orizzonte, per capirci, si noterà sia la distanza visiva dell’occhio umano (nebbie e profondità di colore) che gli effetti puramente ottici come il calore del Sole o la sporcizia di alcuni ambienti. Ancora, andando per mare, l’acqua è una delle migliori mai realizzate per un gioco di queste dimensioni e se pensate che sotto la superficie marina sia tutto spoglio, vi sbagliate di grosso: il terreno è studiato anche li e vedremo flora e fauna marina. Per non parlare del bagliore che filtra attraverso le onde, semplicemente magnifico. Chiudo, dicendovi che anche gli effetti puramente particellari sono eccezionali: fumo, scintille, detriti etc, tutto è reso alla perfezione e anci devo dire che le esplosioni sono davvero una manna da guardare.

Il gioco da noi provato, girava magnificamente su sistema windows 7 con directx 11 con tutte le opzioni grafiche al massimo (anti aliasing 16x, ombre elevate, texture elevate, decalcomanie, filtro anisotropico 16x, dettaglio acqua e ambiente al massimo con l’illuminazione speculare impostata) e con una buona pace di 20/23 frame per secondo a risoluzione di 1680×1280 per scendere però vertiginosamente sui 15/17 frame per secondo e anche meno, nelle situazioni più concitate. Nel gioco è anche presente una parte per il benchmark della macchina, di modo da calcolare il vostro sistema di base. Quello che davvero colpisce è la fluidità di un motore grafico che su macchine più potenti lascerà senza parole mentre su sistemi di media potenza, sarà assolutamente scalabile senza dover perdere troppo in livello visivo. Se tutte le software house, capissero questo grande dono, forse in circolazione ci sarebbero più prodotti grafici come Just Cause 2 e meno GTA4, pesante come il piombo anche su sistemi altamente performanti.   

EFFETTI COLLATERALI
Arrivati a questo punto della recensione, tutti si staranno domandando se Just Cause 2 sia il gioco perfetto?. Ebbene, la risposta è no perché a voler ben vedere, il gioco è afflitto da alcuni problemi di programmazioni e grafici che vi dirò a breve. Prima di tutto, bisogna sottolineare come molto spesso mi è capitato di vedere delle compenetrazioni di poligoni terribili, cose da personaggi che spariscono dietro ai muri o lo stesso Rico che nelle parti in cui bisogna rubare un elicottero, entra letteralmente dentro al corpo dei piloti. Altro fattore sconcertante sono le ombre dei personaggi che alcune volte vengono visualizzate in maniera grossolana, andando ad appiattire più che a modellare meglio.
Sul piano del gameplay invece devo dire due cose ben definite.
Prima di tutto abbiamo un gioco che è praticamente piatto sotto il profilo della storia: se ciò è un bene o un male con tutte le cose che si possono fare nel gioco, spetterà al giocatore dirlo ma è sicuramente un elemento importante per le persone che magari si aspettavano qualcosa di corposo dalla trama. Per gli altri che vivono di botti e sparatorie, magari sarà un difetto assolutamente passabile. In secondo luogo, non ho molto gradito le fasi di distruzione per il semplice motivo che non tutto può essere raso al suolo. Certo, non mi aspetto di distruggere il mondo con il nucleare ma neanche che se con un elicottero militare riesco a far scoppiare serbatoi di carburante e piccole postazioni nemiche, non vedo come non sia possibile far esplodere un container o qualche muro. Insomma, la distruzione è fine a se stessa e forse un livello maggiore di danni, avrebbe giovato al divertimento – da tenere in stretta considerazione visto che i più, probabilmente, si divertiranno per una settimana di seguito per poi abbandonare totalmente il gioco in favore di qualcosa dallo spessore più equilibrato. Va anche detto però che l’isola di Panau è davvero immensa e vederla tutta, richiederà il giusto tempo.

Altra nota dolente ma importantissima è l’audio del gioco (tutto tradotto nella nostra lingua madre). Devo dire che tirerei molto volentieri le orecchie a chi si è occupato dei dialoghi del gioco perché ha fatto davvero un lavoro da schifo. Il sincrono della voce/bocca dei personaggi è completamente sfalsato ma non solo, anche nei filmati, praticamente sempre, ci capiterà di continuare a vedere il filmati in silenzio oppure, di controparte, averlo già finito e continuare ad ascoltare le voci. Assolutamente terribile. Le musiche e i suoni, rimangono passabili e poco orecchiabili, quasi noiose. E’ davvero strano che Avalanche abbia investito molto sul piano grafico e davvero poco su quello audio.  

IL MIO NOME E’ SCORPIO
Just Cause 2 è dunque un titolo consigliato?
Si ma anche no e la mia risposta rimane assolutamente in equilibrio per quanto riguarda il grado di gradimento dei giocatori. Se siete di quelli che amano le storie piene di colpi di scena, questo gioco non fa assolutamente per voi, la storia trita e ritrita è assolutamente piatta. Se la storia non è importante ma siete orientati verso un titolo scanzonato e leggero, Just Cause 2 è assolutamente il titolo che fa per voi. Di grandi problemi grafici non ce ne sono, nulla insomma che non si veda anche da altre parti e come livello visivo siamo anche una spanna sopra ad altri motori grafici. Quello che non mi ha per nulla convinto è la parte audio, totalmente da rivedere ma ormai il titolo è già in vendita. Cosi come l’interazione con l’ambiente poteva essere davvero studiata un tantino meglio, soprattutto per il puro piacere distruttivo delle persone che vogliono davvero radere al suolo tutto senza freni o almeno con limitazioni minori di quelle proposte nel gioco.

Votazione finale: 8/10


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Articolo a cura di Redazione Player.it

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