Recensione di Fabiano “Deimos” Zaino

Il gioco è disponibile per XBOX360° e per PC, la versione è stata testata su entrambe le piattaforme.

Correva l’anno 1993 quando vidi per la prima volta un film che mi regalò più di una emozione sulla fantasia del volo: sto parlando del bellissimo “The Rocketeer”, pellicola uscita due anni prima e che narrava le gesta di un pilota che per cause di forza maggiore (nazisti), combatteva per salvare la vita della pulzella di turno con un jet pack attaccato alla schiena. Ebbene si, avete letto bene, l’idea del jet pack è vecchia, cosi come quella dell’uomo volante. Il film, purtroppo, come spesso capita, non è molto conosciuto e, cosa ancora più strana, era stato bellamente stroncato dalla critica, raggiungendo a malapena la sufficienza come voti. Ma non siamo qui per parlare di Cliff (il protagonista della pellicola) ma bensi di William Grey…il protagonista di Dark Void.

STO VOLANDOOOOOOO…
Il gioco ci vede iniziare in un campo d’aviazione del 1938 dove facciamo la conoscenza del nostro futuro personaggio principale, tale Will Grey che altro non è se non un pilota che viene pagato per volare sopra al famoso Triangolo delle Bermuda: ovviamente, come ci si aspetta dalla storia, qualcosa durante il volo inizia ad andare storto (strano, vista la zona tranquilla) e Will si ritrova improvvisamente a doversi svegliare in una dimensione parallela controllata dalle Sentinelle…una specie di Guardiani del mondo che sottomettono altre razze per il dominio assoluto. La storia, me ne rendo conto, non è nulla di nuovo sotto il sole ma gli stessi programmatori si sono concentrati più sul design dei vari livelli e sul volo di Will che non sulla sceneggiatura.

Fra l’altro, quello che rende davvero simpatico il personaggio principale e che ci troveremo a controllare il classico bamboccio americano cresciuto a bistecche e tamaraggini che, per un motivo o per l’altro, sarà la simpatica mascella pronunciata, riuscirà dall’inizio alla fine a conquistarci con le sue battutine ciniche. Riguardo al gameplay, ovviamente non partiremo con il jet pack sulle spalle ma ce lo dovremo sudare un tantino prima. L’avventura inizia nella scena di una foresta tropicale, dove delle macchine robot-sintetiche, cacciano la resistenza (fa tanto skynet lo so) che si oppone al loro dominio. Qui, entreremo in contatto di vari personaggi chiave del gioco ma quello che cambierà radicalmente la nostra vita sarà niente di meno che Nikola Tesla (se non sapete chi sia, buttatevi subito su una enciclopedia), scienziato realmente esistito che grazie alla tecnologia aliena metterà appunto il nostro jet pack a propulsione

DESTRA, SINISTRA E IN VERTICALE
Una delle cose che più volevo capire di questo gioco era il suo gameplay, i filmati promozionali sembravano eccezionali, Will vola ovunque, ruba astronavi e combatte in alcuni livelli progettati in verticale, fantastico. Tutto quello che si vedeva nei filmati, oggi, funziona? Le meccaniche di gioco ricordano molto da vicino il famoso Gears of War, Wanted o il recente Avatar…insomma, prendete un gioco action dove ci si possa nascondere dietro un muro, cambiategli l’ambientazione, aggiungete un tizio con un jet pack sulla schiena e avrete questo Dark Void. E’ bello sapere che però si può anche volare e che quindi potremo usare l’ambiente circostante come una sorta di via di fuga (sempre che non siamo al chiuso) o come una marcia in più per gli scontri – Will è capace anche di planare, quindi sarà più facile colpire i bersagli a terra. Purtroppo, la brutta sensazione che si nota fra gli scontri in volo e quelli a terra è una facilità estrema per i secondi e una strana difficoltà per i primi: quando penserete di aver colpito qualcosa (con le armi imbracciate o con la mitraglietta dello stesso jet pack), al 90% delle volte, vi sbagliate e il tipo davanti a voi è ancora vivo. Negli scontri in verticale invece, il divertimento del “vertical cover system” dura relativamente poco, e dopo mezzo gioco a sparare coperti, a saltare da un punto all’altro volando e a buttare giù qualche povero Robot, tutto sembrerà meno emozionante. Il fattore negativo è dato dal fatto che negli scontri in verticale, si perde il senso della vera altezza, sembrerà insomma che gli schemi (anche se in aria), siano comunque giocati in linea retta.

Quello che però rimane il vero colpo da maestro è la possibilità di passare dalle gambe al volo in pochi click: il gioco alla fine, si basa interamente su questo. Altra possibilità offerta dal jet pack, saranno le manovre di evasione, Will potrà schivare i colpi nemici o quelli laser delle astronavi (ricordiamoci gli scontri aerei), andando a muovere semplicemente le due levette analogiche di modo da eseguire un giro della morte all’indietro o un doppio giro in linea orizzontale. I duelli volanti riprendono dunque pienamente il gameplay di ogni classico arcade aereo che si rispetti, si possono lockare le astronavi e addirittura uccidere il pilota per poi rubarne il mezzo. Altra cosa interessante, come accennavo poco sopra, il jet pack monta una mitragliatrice medio potente che, come il resto delle armi nel gioco (si possono usare anche quelle aliene), potrà essere potenziata man mano che andremo avanti con il titolo.

Per quanto riguarda l’IA artificiale, bisognerebbe stendere un velo pietoso su ogni essere umanoide, robot o alieno che popola questo Dark Void: piatto in ogni situazione e soprattutto facile. Gli scontri, diventano leggermente più animati in quelli aerei ma nulla di davvero complesso. Passabile, pure troppo, la longevità del gioco che si porta a termine dopo sei ore di gioco – grossa pecca fra l’altro, l’assenza di una sezione multiplayer.

UNREAL ENGINE…UFF, ANCORA?
Dalle immagini a corredo della recensione vi sarete già accorti che Dark Void è il trentesimo (forse più) gioco che utilizza il motore grafico Unreal Engine 3. Delusione, da mettere fra virgolette, in parte minima perché mi sarei aspettato uno stile più retrò o vintage non solo nel design di alcune creature o installazioni ma proprio di tutta la grafica in generale. Ovviamente il motore utilizzato è uno dei migliori in circolazione, stabile per animazioni ed effetti di luce ma riconoscibile, forse anche troppo, per quanto riguarda le texture praticamente tutte uguali da titolo a titolo. Brutta, comunque, la modellazione di quasi tutti i personaggi di gioco con texture a volte troppo piatte per competere con altri titoli, purtroppo i primi piani parlano chiaro, anche per quanto riguarda uno scarso uso di poligoni. Confermo come anche la versione PC, oltre a questa per XBOX360° non migliori tantissimo se non per un uso più massiccio degli effetti in post produzione o per la gestione di luci e ombre dinamiche.
Convince invece la fluidità generale del titolo che non subisce nessun tipo di rallentamento, grossomodo non drammatico almeno, neanche nelle situazioni più concitate.

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