Recensione di Fabiano “Deimos” Zaino

Burnout Paradise ultimate box pcInfilo la chiave nel cruscotto, metto in moto il motore e ascolto i suoi giri, ringhia e freme per la prossima gara. Mi posiziono al semaforo, allaccio la cintura e aspetto intensamente il verde.
Altri piloti si sistemano ai lati della mia macchina e scaldano i motori, fra qualche secondo partirà la gara e cercherò di dare una pista a tutti…ecco, segnale verde, ingrano la marcia e sgommo, la gara è iniziata. Alla prima curva un ragazzino cerca di tirarmi contro una macchina di passaggio, io freno di colpo e lui si va a schiantare contro un muretto…sorrido, questo è il mio mondo, questo è Burnout.

ACCELERATORE

Velocità allo stato puro,

ecco la prima definizione che mi salta in mente per classificare Burnout Paradise, un gioco di corse totalmente arcade che fa dell’accelerazione e degli scontri fra vetture il suo unico ed essenziale stile di vita: glorioso, aggiungerei, visto che qui ci troviamo per le mani un titolo che ha avuto la sua bella vita e che non vuole proprio invecchiare e ritirarsi, anzi, tutto il contrario, vuole dare una pista a tutti i suoi concorrenti.
Come dicevo poco sopra, il genere in cui si colloca Burnout Paradise è quello dell’arcade, prendete una macchina a scelta fra quelle che avete sbloccato e partite alla carica, andando a scoprire una delle centinaia di gare sparse per tutta la città: Paradise City. Tutto questo senza dover stare dietro al proprio mezzo come una parte di carrozzeria o del motore (vedere i recenti Need For Speed).
Le uniche tipologie legate al mezzo da tenere d’occhio, saranno quattro negozi sparsi per la città di Paradise City, dove potrete cambiare il colore della macchina (carrozzeria), cambiare la macchina con un altro mezzo (sfasciacarrozze), ripristinare il turbo della vettura (benzinaio) e aggiustare i danni (officina).  

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NITRO

Diamo il via alle gare e analizziamo il loro svolgimento.
Dopo aver creato il profilo personale nel menù, partirete con una vettura e una patente scadente, la progressione del pilota si ha quando inizierete a vincere le gare sistemate in giro per la città e a salire di livello nella patente, fino alla tanto agognata classe A.
Alla fine di ogni gara o di una serie di gare, verranno sbloccate delle macchine che si renderanno disponibili dallo sfasciacarrozze: tutto quello che bisogna fare è recarsi da quelle parti e cambiare il mezzo con quello nuovo, anche se non sempre sarà più potente o veloce.
Sempre riguardo alle macchine, sappiate che per Paradise City, ne circolano alcune nuovissime e per aggiungerle alla collezione basterà solamente mandarle fuori strada, eseguendo il famoso takedown che contraddistingue la serie (ovvero, schiantando l’avversario contro un muro o una macchina).
Le gare sono divise in tipologie a loro volta legate a quelle del mezzo, nel senso che non tutte le gare potranno essere affrontate con la macchina scelta ma che alcune necessiteranno per forza di un mezzo dotato di più velocità oppure di resistenza maggiore.

A questo proposito troveremo:
Le GARE tradizionali, dove essenzialmente si va da un punto A ad un punto B – la vera novità in questo senso è data dalla mappa aperta, scordatevi dunque un percorso definito dai programmatori ma iniziate da subito a memorizzare tutte le strade della città perché qui i muri invisibili non esistono. Se da una parte la scelta di questa opzione è molto azzeccata a gran parte del pubblico, dall’altra potrà spiazzare quelli che sono stati abituati con le pareti invisibili e che non hanno minimamente voglia di orientarsi con la mini mappa posta in basso a destra dello schermo. Per tutti gli altri che vivono di free roming, sarà una vera esperienza e vedrete che man mano che si andrà a conoscere la città, la mappa servirà a ben poco e arrivare primi al traguardo scegliendo la strada più breve o una scorciatoia, sarà molto appagante.
Abbiamo poi la FURIA STRADALE – questa modalità si può affrontare con qualsiasi tipo di macchina, anche se suggerisco di guidare un auto che abbia un buon compromesso fra velocità e resistenza. Essenzialmente si devono eseguire una serie di takedown che incrementano leggermente il tempo di gara e il turbo. Ogni volta che affronteremo una sfida del genere, vedremo che il numero di schianti richiesti salirà di numero e anche le macchine avversarie saranno più agguerrite. A questo proposito, prima di iniziare una gara del genere, è meglio passare sempre a far aggiustare la macchina, visto che durante la gara verrete sbattuti da una parte all’altra, è meglio che l’auto sia perfetta al 100%.
Si trovano anche gare di UOMO NEL MIRINO – anche qui conta molto la resistenza della macchina ma anche la sua velocità visto che dovremo raggiungere un determinato punto della mappa senza farci distruggere da degli avversari che ci talloneranno come non mai prima di arrivare al punto stabilito.
La tattica maggiore in questo genere di gara e lasciare che le vetture nemiche si avvicinino e schiantarle da qualche parte oppure scegliendo la via più veloce (e la macchina più veloce) per il traguardo.
Nelle gare STUNT si dovranno eseguire delle acrobazie sfruttando le numerose pedane salto o i ponti in costruzione o altre diavolerie capaci di farci staccare le ruote dall’asfalto. Questa modalità potrà divertire molti ma personalmente mi ha un lasciato l’amaro in bocca, per via del fatto che potevano implementarla un tantino meglio all’interno della città, magari andando a sottolineare la natura salti da paura che si fanno con le macchine oppure aggiungendo molti più punti salti – dico questo perché sulle prime, soprattutto le persone che ancora non hanno buona dimestichezza con la mappa, si troveranno in difficoltà nel totalizzare i punti anche molto alti richiesti per superare la prova.
Per ultimo esistono delle GARE A TEMPO, marchiate sulla mappa con una stella dove si potrà accedere solamente con un determinato mezzo, questo perché non solo potremo guadagnare punti sulla patente ma andremo anche a sbloccare una macchina uguale a quella che pilotiamo ma con le prestazioni molto più pompate.

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CRASH

Paradise City, come dice anche il nome, è un vero paradiso per chi vuole correre e lo vuole fare alla massima velocità. Se siete anche voi di quelli che il freno non lo toccate manco per un istante, sappiate che in Burnout siete sempre i benvenuti ma attenzione agli scontri. In qualsiasi momento potrete commettere un errore di valutazione e andare a infrangervi contro un muro o una macchina che circola tranquillamente per le strade.
Perché ho voluto parlare degli scontri in un paragrafo a parte? Essenzialmente perché gli scontri in Burnout sono una delle essenze che hanno da sempre contraddistinto la serie. Al di là dei numerosi takedown che infliggerete agli avversari, ci sarà anche la sfortunata possibilità che andrete a sbattere e l’effetto della carrozzerie che si accartoccia o dei vetri che vanno in frantumi o delle lamiere che stridulano, è resa alla perfezione, il tutto condito con l’effetto ralenti. Anche le telecamere saranno dinamiche in questo senso e vedere il mezzo che si demolisce da varie angolazioni è assai soddisfacente.
Sottolineo poi la bellezza degli schianti o degli scontri con le altre vetture, tutto reso estremamente cinematografico quando accadono e si rimpiange, per alcuni scontri, che non abbiano implementato un comando per salvare questo genere di filmati: sarebbe stato interessante vedere fino a che genere di evoluzioni e distruzione, altri utenti sarebbero riusciti ad arrivare – forse per approfondire quel forte senso di devianza o di appagamento che si ha nel vedere la propria auto completamente distrutta.

Oltre agli schianti, resi con estrema maestria, devo aggiungere che anche il motore grafico è estremamente versatile e dettagliato. Non mi aspettavo di trovare niente di pesante per un titolo che punta unicamente sulla velocità e sulla frenesia degli schianti e in questo senso sono stato ripagato in piano. Tutto quello che si muove sullo schermo è esente da rallentamenti o da uno scarso frame rate, i Criterion ci regalano una città totalmente viva e piena di particolari da osservare, senza contare che possiamo tranquillamente andare da una parte all’altra senza alcun caricamento di sorta. Macchine e città sono ben modellate e le texture sono tutte eccezionali, da quelle del manto stradale fino a quelle che compongono gli alberi o le zone di montagna. In questo senso si è davvero fatto un lavoro con i fiocchi e si vede la sapiente mano dei programmatori che hanno voluto realizzare un gioco di tutto punto dove non mi è mai capitato di dover scendere a compromessi per vedere girare tutto al massimo dettaglio e a una risoluzione da paura. Oltre a tutto questo ben di Dio, sappiate anche che nel gioco è implementata la possibilità di far scorrere il tempo dal giorno alla notte, cosa che aggiunge maggiore rilievo al titolo.

DUE O QUATTRO RUOTE?

In Burnout Paradise, ci sarà data anche la possibilità di scegliere se correre su quattro ruote o optare per le due: questo perché si potranno sbloccare (solamente) quattro moto che andranno ad aggiungersi alla nostra collezione. Dal punto di vista delle gare, principalmente, non ci saranno grossi cambiamenti anche se vi dovrete scordare i takedown e vi dirò che andare da un punto all’altro della mappa, seguendo (presente in questo caso) i checkpoint, non è affatto male. La vera rottura è che anche in questo caso, le discipline sono poche e alla lunga risultano tutte uguali e che questa scelta delle due ruote, visto anche i scarsi mezzi, sempre un contentino dato giusto per variare leggermente alle solite modalità quattro ruote che non per proporre qualcosa di veramente alternativo al gioco.
Certo che fare un super salto con una moto, è molto appagante, provare per credere.

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FRENO A MANO

Per ultimo ho voluto lasciare i pochi difetti presenti nel gioco.
Da votazione finale si vede che Burnout Paradise è un gioco da classificare tripla A e, personalmente, era parecchi anni che lo aspettavo su pc ma alcune scelte mi hanno fatto storcere il naso e le vorrei approfondire con voi.
Prima di tutto devo dire che i menù di navigazione del gioco sono una cosa altamente confusionale, ci sono numerose cose da tenere in considerazione ma passare dalla schermata delle gare a quella del menù di sistema è lento e mal implementato, quello che proprio non capisco è perché si sono voluti creare più menù di navigazione senza farne uno unico a tendina che sarebbe stato molto più efficace e veloce da gestire. Comunque questa è una cosa che poche persone noteranno ma che comunque poteva essere curata molto meglio.
Riguardo al gioco in se stesso, non ho gradito molto il fatto che le gare, per disputarle, bisogna raggiungerle fisicamente con il mezzo sulla mappa e dare il via senza la possibilità di richiamarle tramite la visualizzazione del menù mappa. Anche in questo caso a molti non dispiacerà andare da una parte all’altra della città ma dopo cinque o sei ore di gioco, verrà a noia anche alle persone che macinano chilometri su chilometri del proprio tempo.
Anche dal punto di vista delle gare, sinceramente potevano inventarsi qualcosa in più di quattro tipologie: questo si accentua soprattutto dopo il conseguimento della favolosa patente A e che porterà ai crediti finali del gioco ma che darà comunque la possibilità di continuare le prove per arrivare alla favolosa patente elite – il vero problema è che dopo centinaia di gare quasi tutte uguali, chi avrà voglia di continuare a correrne altrettante identiche?

OCCHIO AL MURO

In fase di recensione ho omesso due punti del gioco che tuttavia sono importanti: il primo riguarda la possibilità di abbattere dei cancelli e dei manifesti in giro per Paradise City, nulla che ci serva davvero ai fini del gioco ma porterà a sbloccare una macchina speciale che si andrà ad aggiungere alle 75 presenti nel gioco, un gran bel parco macchine dunque. L’altro punto riguarda le musiche e gli effetti sonori: musicalmente parlando le tracce sono composte da numerosi artisti conosciuti, come i sempre mitici Guns’n Roses, Avril Lavigne, Killswitch Engage, Faith no More, Depeche Mode, Skybombers, quindi che vanno a coprire il genere dal rock al punk più rivoluzionario, adatto a questo genere di prodotto. I suoni si attestano su buoni livelli, soprattutto per quanto riguarda i motori delle macchine che sono tutti diversi.

Burnout Paradise è il vero Re delle corse e degli scontri.
Alcuni giochi hanno cercato di copiarlo (vedere ad esempio Flat Out) ma nessuno è mai riuscito a farcela perché l’essenza del titolo è impossibile da battere. Burnout Paradise The Ultimate Box è un gioco veramente emozionante e paradisiaco, frenetico e la sua realizzazione tecnica farà la gioia di molti. Alcuni difetti potevano essere corretti ma torno a dire che il gioco perfetto non esiste anche se qui ci si trova fra le mani un titolo che ci si avvicina moltissimo.
Se avete voglia di velocità, adrenalina e frenesia, se siete maniaci degli scontri frontali a tavoletta e volete un gioco senza troppi capricci per la testa (niente settagli della macchina, niente complicazioni aggiuntive), questo è il gioco consigliato a voi, benvenuti a Paradise City.

Votazione finale 89/100

Requisiti di Sistema
Processore core duo da 3,2 GHz
Ram 2GB
Scheda video da 256MB
Spazio su HD 3,14GB
Scheda audio compatibile directx 9.0
Connessione per attivare il gioco

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