Dreams: in arrivo la santa alleanza fra Media Molecule e giocatori

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A un anno e qualche mese dal suo lancio ufficiale, Dreams otterrà una nuova mini-campagna dal titolo Megapenguin Rehatched, creata con una collaborazione fra Media Molecule e la community del popolare gioco creativo.

Media Molecule ha rilasciato i primi tre livelli, ma i giocatori possono continuare la campagna creando quelli successivi utilizzando gli asset rilasciati dallo sviluppatore. In seguito, ogni giocatore potrà inviare i livelli a MM per una sorta di revisione, dando di fatto il “la” a un’interessante sinergia fra le due parti in campo.

E’ difficile capire se questa nuova fase del progetto avrà una sorta di sbocco editoriale serio, costruendo le premesse per far sì che in futuro alcune creazioni della community vengano validate professionalmente in modo da diventare futuri giochi a tutti gli effetti, ma le premesse ci sono.

Dreams: un’esclusiva di nicchia al tempo dei blockbuster

L’uscita della nuova campagna dà un’idea del discreto seguito di un gioco che pur partendo da un lungo percorso di sviluppo, sostenuto da una community attiva fin dal 2018, non ha certo avuto un lancio semplice, soprattutto per la sua natura particolare.

Dreams è un prodotto sulla carta geniale, una sorta di gigantesco editor interattivo nel quale potremmo perderci ore e ore per costruire i nostri giochi. Un approccio che seguiva quella di altri giochi costruiti sull’idea dell'”editor social” portata avanti da prodotti: citiamo solo Roblox su PC e Laboratorio di Videogiochi su Nintendo Switch.

Ha una profondità davvero maestosa, e per utilizzarlo al meglio richiede studio e pratica, tanto che chi scrive lo ha abbandonato solo e soltanto perché aveva ben chiaro che per “giocarci” al massimo delle possibilità gli servirebbe una seconda vita.

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Nato con l’obiettivo di creare una community di appassionati impegnati a creare i propri giochi e a condividerli (basta un giro su YouTube per capire il suo buon impatto), e dunque inserendosi all’interno di quell’universo di giochi creativi che raggruppa prodotti come Minecraft, Dreams è uscito in un momento non facile.

Pur essendo favorito da un lancio al centro della pandemia (un momento perfetto per far provare ai giocatori anche esperienze di gioco lontane da loro), il gioco di Media Molecule è stato inevitabilmente oscurato da altre uscite Sony decisamente più popolari, fra le ultime esclusive PS4 e le prime PS5, tutte quante volte a sviluppare approcci più mainstream e tradizionali. Molti sono inoltre gli account che hanno messo in evidenza come la campagna marketing di Sony sia stata del tutto insufficiente e inadeguata per un lancio dell’IP di Media Molecule, come rilevato da molteplici fonti nel web.

Eppure, se ripercorriamo la timeline delle comunicazioni PlayStation relative al gioco, vediamo che nel corso dell’intero anno successivo tutti gli attori produttori del progetto hanno continuato a supportarlo. Anche il 2021 ha visto una Dreamscom, annuale iniziativa della community del gioco, e solo il 23 giugno, pochi giorni fa, Dreams ha annunciato una collaborazione creativa con un Mercedes-Benz.

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Il 30 marzo 2021 Sony ha inoltre comunicato che continuerà gli investimenti su Media Molecule, evidentemente felice dei risultati del gioco, una sorta di consacrazione per una partnership del genere.

Il passo successivo

E’ affascinante pensare che una cosa del genere possa accadere negli stessi mesi e anni del lancio di un gioco cinematografico e ferocemente emotivo come The Last of Us-Parte II, fatto che fa riflettere sulla discreta versatilità dei PlayStation Studios, nonostante non ci voglia un fine analista per capire che in una campagna comunicativa un gioco Naughty o un Ghost of Tsushima avrà sempre un ruolo più importante.

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La domanda che grava su Dreams fin dalla sua uscita (ne parlava anche il nostro Amerigo Cirelli nella sua recensione) è però un’altra. Siamo di fronte a un editor potente e abbastanza versatile, supportato da una major dell’intrattenimento videoludico e incentrato su una sorta di logica social (chiaro caso di social game design).

Ora Media Molecule fa l’occhiolino ai giocatori chiedendo loro di aiutarli a costruire una serie di progetti in collaborazione.

Allora il dubbio che possiamo avere è quando e come MM deciderà di fare di alcuni giochi prodotti in Dreams una sorta di “prototipo” per lo sviluppo di nuovi progetti nati sotto la sua egida e, soprattutto, quella di Sony.

E attenzione, perché se il processo è questo il futuro potrebbe essere addirittura il nucleo base di una “divisione indie istituzionalizzata”, con decine di progetti nati dentro Dreams e coltivati da MM e Sony per diventare giochi da mettere su PlayStation Store in esclusiva.

E’ difficile capire che la strategia possa essere vincente e se Dreams diventerà una sorta di incubatore Sony, ma le premesse, sulla carta, sembrano incredibilmente divertenti (un’idea già condivisa dal team a fine 2019). Se si concretizzeranno, saremo davanti alla seconda rivoluzione portata da Dreams. E stavolta sarà produttiva.

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Articolo a cura di Fabio Antinucci

30 anni (anagraficamente, in realtà molti di più) ha alle spalle esperienze come copywriter, redattore multimediale e critico cinematografico, letterario e fumettistico, laureato con una tesi triennale su Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e una magistrale su From Hell di Alan Moore.
Appassionato di letteratura horror e fantastica, divoratore di film di genere di pessima lega (ma ha nel cuore pezzi da novanta come Kubrick, Mann e Kurosawa), passa le sue giornate fra romanzi di Stephen King, graphic novel d’autore e fascicoletti di Batman.
Scrive (male) da una vita, e ha pubblicato un romanzo breve (Cacciatori di morte) e due librigame (quelli della saga di Child Wood).
Crede che il gioco sia una forma di creazione e libertà, capace di farti staccare la spina e al contempo di far riflettere, ragionare, commuoverti e socializzare. Per questo gioca di ruolo da dieci anni (in particolare a Sine Requie, D&D, Vampiri la Masquerade e Brass Age) per questo adora perdersi di fronte alla sua Play.
È innamorato del videogioco grazie a Hideo Kojima e al primo Metal Gear Solid, al quale ha giurato amore eterno, ma col tempo ha imparato ad amare gli open-world, gli action-adventure, gli rpg all’occidentale, i punta e clicca, a una condizione: che raccontino una bella storia.

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