Il prossimo Gears of War mostrerà i muscoli grazie all’Unreal Engine 5

https://www.pcgamer.com/the-next-gears-of-war-will-run-on-unreal-engine-5-but-dont-expect-it-anytime-soon/

The Coalition, studio dietro Gears of War, ha fatto sapere in un comunicato che il prossimo gioco della serie userà l’Unreal Engine 5, e che proprio a causa di questo passaggio generazionale “non annuncerà nessun nuovo progetto o titolo per un po’ di tempo“.

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I primi quattro giochi di Gears sono stati sviluppati da Epic Games, madre di Unreal Engine, prima che The Coalition entrasse in gioco con Gears of War 4 (primo a usare l’Unreal Engine 4); dal primo al terzo episodio è stato usato l’Unreal Engine 3, mentre sia Gears 5 che Gears Tactics hanno anche usato l’UE4.

Guardando giochi futuri, siamo entusiasti di iniziare a spostare le nostre risorse verso lo sviluppo next-gen utilizzando l’Unreal Engine 5″, si legge nell’annuncio di The Coalition. “Gears of War è sempre stato in prima linea nello sviluppo dell’Unreal Engine – come titolo di rottura a 720p per Xbox 360 attraverso l’aggiornamento multiplayer a 120FPS dello scorso anno per Xbox Series X|S – e siamo entusiasti di continuare quella tradizione sviluppando su UE5 diversi nuovi progetti nei prossimi anni“.

Pochi sono stati i giochi annunciati pubblicamente come progetti UE5 fino a oggi: prima o poi Fortnite passerà alla nuova versione, e Microsoft ha confermato che Senua’s Saga: Hellblade II userà la prossima iterazione del motore.

Unreal Engine 5 dovrebbe uscire verso la fine di quest’anno, e il ricordo della tech demo di PS5 fa accapponare la pelle al sol ricordo.

Per quanto riguarda Gears 5, continuano i lavori sulle Operations 7 e 8, che aggiungeranno entrambe nuove mappe, personaggi ed eventi speciali alla componente multiplayer. I lavori sul progetto continueranno fino alla fine del 2021, dopodiché lo sviluppo terminerà.

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FONTE PC Gamer

Articolo a cura di Fabio Antinucci

30 anni (anagraficamente, in realtà molti di più) ha alle spalle esperienze come copywriter, redattore multimediale e critico cinematografico, letterario e fumettistico, laureato con una tesi triennale su Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e una magistrale su From Hell di Alan Moore.
Appassionato di letteratura horror e fantastica, divoratore di film di genere di pessima lega (ma ha nel cuore pezzi da novanta come Kubrick, Mann e Kurosawa), passa le sue giornate fra romanzi di Stephen King, graphic novel d’autore e fascicoletti di Batman.
Scrive (male) da una vita, e ha pubblicato un romanzo breve (Cacciatori di morte) e due librigame (quelli della saga di Child Wood).
Crede che il gioco sia una forma di creazione e libertà, capace di farti staccare la spina e al contempo di far riflettere, ragionare, commuoverti e socializzare. Per questo gioca di ruolo da dieci anni (in particolare a Sine Requie, D&D, Vampiri la Masquerade e Brass Age) per questo adora perdersi di fronte alla sua Play.
È innamorato del videogioco grazie a Hideo Kojima e al primo Metal Gear Solid, al quale ha giurato amore eterno, ma col tempo ha imparato ad amare gli open-world, gli action-adventure, gli rpg all’occidentale, i punta e clicca, a una condizione: che raccontino una bella storia.

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