Free to Play, il documentario sui primi giocatori di Dota milionari, arriva su Netflix

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Free to Play, film documentario di Valve strutturato sulla storia di tre giocatori alla prima edizione di The International-torneo ufficiale di Dota 2- è da oggi in streaming su Netflix. Il film (della durata di un’ora) era fino a ieri disponibile solo sul canale ufficiale YouTube di Valve.

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Free to Play è descritto come un documentario che segue tre professionisti mentre si sfidano per l’ambito premio di un milione di dollari, ma è anche focalizzato sul successo degli esports e sulla loro crescente popolarità. Per questo, il tono adottato dalla produzione è quello di una vera e propria narrazione delle gesta e dei sacrifici degli atleti virtuali protagonisti del film.

La pubblicazione del film si inserisce probabilmente in una precisa strategia di marketing. Da una parte, Valve sta ora cercando di rendere Dota 2 molto più adatto ai principianti, introducendo diverse caratteristiche significative per aiutare i nuovi giocatori a imparare le basi del gioco. D’altro canto nelle scorse settimane proprio Netflix ha pubblicato Dota: Dragon’s Blood, ultimo anime del colosso streaming, tratto proprio dal gioco Valve, un’iniziativa che potrebbe funzionare da “spinta per il reclutamento” di nuovi giocatori.

Fra Valve e Netflix sembra in corso una vera e propria “santa alleanza” nel nome di Dota: avremo altri sviluppi? Cosa ne pensate?

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Articolo a cura di Fabio Antinucci

30 anni (anagraficamente, in realtà molti di più) ha alle spalle esperienze come copywriter, redattore multimediale e critico cinematografico, letterario e fumettistico, laureato con una tesi triennale su Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e una magistrale su From Hell di Alan Moore.
Appassionato di letteratura horror e fantastica, divoratore di film di genere di pessima lega (ma ha nel cuore pezzi da novanta come Kubrick, Mann e Kurosawa), passa le sue giornate fra romanzi di Stephen King, graphic novel d’autore e fascicoletti di Batman.
Scrive (male) da una vita, e ha pubblicato un romanzo breve (Cacciatori di morte) e due librigame (quelli della saga di Child Wood).
Crede che il gioco sia una forma di creazione e libertà, capace di farti staccare la spina e al contempo di far riflettere, ragionare, commuoverti e socializzare. Per questo gioca di ruolo da dieci anni (in particolare a Sine Requie, D&D, Vampiri la Masquerade e Brass Age) per questo adora perdersi di fronte alla sua Play.
È innamorato del videogioco grazie a Hideo Kojima e al primo Metal Gear Solid, al quale ha giurato amore eterno, ma col tempo ha imparato ad amare gli open-world, gli action-adventure, gli rpg all’occidentale, i punta e clicca, a una condizione: che raccontino una bella storia.

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