Call of Duty: il nuovo episodio soffre per la sua natura cross-gen?

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Call of Duty WW2 Vanguard, “sequel” dell’episodio della serie curato nel 2017 da Sledgehammer Games, avrebbe problemi di sviluppo su old-gen.

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Stando all’insider Tom Henderson, gli sviluppatori sarebbero in forte difficoltà, ed è probabile che le prestazioni del gioco saranno molto “frenate”. La notizia arriva dopo quella che vorrebbe il rivale Battlefield 6 previsto solo per PC e console di nuova generazione.

Ciò significa fondamentalmente che Battlefield 6 offrirà una grafica migliore e migliori caratteristiche tecniche, mentre Call of Duty sembra non voler rinunciare a rivolgersi a un pubblico molto più ampio. Una situazione che tuttavia potrebbe offrire un gioco dalle prestazioni non proprio ottimali a tutti coloro che compreranno WW2 Vanguard su PlayStation 4 e Xbox One (che non sono pochi, considerando la poca disponibilità di console next-gen, in particolare PS5).

La scarsa disponibilità di dispositivi next-gen e il fatto che i videogiochi girino con più difficoltà sui dispositivi correnti ha nel recente passato creato una situazione spiacevole e un vero e proprio dibattito sull’inizio di questa generazione. Che Vanguard ne sia la prossima “vittima”?

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FONTE Dark side of gaming

Articolo a cura di Fabio Antinucci

30 anni (anagraficamente, in realtà molti di più) ha alle spalle esperienze come copywriter, redattore multimediale e critico cinematografico, letterario e fumettistico, laureato con una tesi triennale su Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e una magistrale su From Hell di Alan Moore.
Appassionato di letteratura horror e fantastica, divoratore di film di genere di pessima lega (ma ha nel cuore pezzi da novanta come Kubrick, Mann e Kurosawa), passa le sue giornate fra romanzi di Stephen King, graphic novel d’autore e fascicoletti di Batman.
Scrive (male) da una vita, e ha pubblicato un romanzo breve (Cacciatori di morte) e due librigame (quelli della saga di Child Wood).
Crede che il gioco sia una forma di creazione e libertà, capace di farti staccare la spina e al contempo di far riflettere, ragionare, commuoverti e socializzare. Per questo gioca di ruolo da dieci anni (in particolare a Sine Requie, D&D, Vampiri la Masquerade e Brass Age) per questo adora perdersi di fronte alla sua Play.
È innamorato del videogioco grazie a Hideo Kojima e al primo Metal Gear Solid, al quale ha giurato amore eterno, ma col tempo ha imparato ad amare gli open-world, gli action-adventure, gli rpg all’occidentale, i punta e clicca, a una condizione: che raccontino una bella storia.

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