Chiudere l’azienda per far giocare i dipendenti a Monster Hunter? Qualcuno l’ha fatto

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Mandare in vacanza i propri dipendenti per giocare a Monster Hunter? E’ successo alla Mark-on, azienda di sviluppo VR nipponica, il cui boss Masaki Hiyama ha dato il giorno di ferie speciale ai suoi dipendenti in occasione del lancio di Monster Hunter Rise, il prossimo 26 marzo.

A spiegare l’iniziativa è stato lo stesso Hiyama, che ha riferito all’Huffington Post Japan che molti sono i suoi dipendenti che prendono ferie per giocare a Monster Hunter al day one, quindi a deciso di “istituzionalizzare” la cosa e dare all’iniziativa il nome di “MonHun Day”.

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Hiyama ha spiegato all’Huffington Post:

“Ci sono stati diversi dipendenti che hanno detto di voler prendere il giorno libero il 26 perché volevano giocare subito a MonHun, così abbiamo fatto il grande passo e l’abbiamo fatto. Abbiamo ricevuto parole di ringraziamento e apprezzamento dai dipendenti per aver dato loro questo giorno libero”.

Hiyama ha anche sottolineato che la vacanza era per tutti i dipendenti, ma non per i dirigenti, e che in fondo un’iniziativa del genere è stata solo un bene, in quanto dubitava che in molti avrebbero potuto concentrarsi sul proprio lavoro pensando al gioco.

Ora diteci: quanti di voi vorrebbero un datore di lavoro così?

Rise è il sesto episodio principale della serie Monster Hunter, ed è stato annunciato durante una presentazione speciale di Monster Hunter Direct sul canale YouTube di Nintendo lo scorso settembre.

Capcom ha grandi speranze per Rise: a gennaio ha detto agli azionisti che si aspetta di generare quasi il 20% in più di reddito in questo anno fiscale, in parte grazie a un inizio “promettente” nei pre-ordini del gioco.

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FONTE VGC

Articolo a cura di Fabio Antinucci

30 anni (anagraficamente, in realtà molti di più) ha alle spalle esperienze come copywriter, redattore multimediale e critico cinematografico, letterario e fumettistico, laureato con una tesi triennale su Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e una magistrale su From Hell di Alan Moore.
Appassionato di letteratura horror e fantastica, divoratore di film di genere di pessima lega (ma ha nel cuore pezzi da novanta come Kubrick, Mann e Kurosawa), passa le sue giornate fra romanzi di Stephen King, graphic novel d’autore e fascicoletti di Batman.
Scrive (male) da una vita, e ha pubblicato un romanzo breve (Cacciatori di morte) e due librigame (quelli della saga di Child Wood).
Crede che il gioco sia una forma di creazione e libertà, capace di farti staccare la spina e al contempo di far riflettere, ragionare, commuoverti e socializzare. Per questo gioca di ruolo da dieci anni (in particolare a Sine Requie, D&D, Vampiri la Masquerade e Brass Age) per questo adora perdersi di fronte alla sua Play.
È innamorato del videogioco grazie a Hideo Kojima e al primo Metal Gear Solid, al quale ha giurato amore eterno, ma col tempo ha imparato ad amare gli open-world, gli action-adventure, gli rpg all’occidentale, i punta e clicca, a una condizione: che raccontino una bella storia.

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