Steam ai tempi del distanziamento sociale: arriva Remote Play Together

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Steam amplia la sua versatilità attraverso una nuova feature e l’ampliamento a Linux di un’altra. Per quel che riguarda la mia, si tratta della funzione Remote Play Together, che consente di trasmettere i giochi sul computer su internet in modo da poterli giocare con gli amici, una funzione introdotta da Valve la scorsa settimana.

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Il servizio permette ai giocatori di collegarsi con amici che non hanno un account Steam, fatto che incoraggia senza dubbio lo “stare insieme virtualmente”, ma con una limitazione: Remote Play Totether permette infatti di giocare solo con un amico senza un account Steam alla volta. D’altro canto tuttavia è ora possibile giocare con tutti gli amici che non dispongono di account Steam che si desidera, a seconda di quanti altri giocatori supporta un gioco e la larghezza di banda della rete.

Un’azione che ha forse come obiettivo quello di promuovere il gioco in distanziamento sociale pur promuovendo i contatti fra giocatori.

Qui il link per provare la funzione attualmente in beta.

L’altra profonda novità è invece una versione Linux di Steam Link, che permette lo streaming di giochi da un computer a un altro dispositivo con l’app Steam Link installata sulla stessa rete locale. Questa nuova versione per Linux significa che ora è possibile eseguire lo streaming dei giochi da un computer a un set top box basato su Linux collegato a una TV, per esempio.

L’app è disponibile anche su Android, iOS, e Raspberry Pi.

Cosa pensate di queste nuove new entry nel menù di Steam? Avete già avuto modo di provarle?

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FONTE the verge

Articolo a cura di Fabio Antinucci

30 anni (anagraficamente, in realtà molti di più) ha alle spalle esperienze come copywriter, redattore multimediale e critico cinematografico, letterario e fumettistico, laureato con una tesi triennale su Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e una magistrale su From Hell di Alan Moore.
Appassionato di letteratura horror e fantastica, divoratore di film di genere di pessima lega (ma ha nel cuore pezzi da novanta come Kubrick, Mann e Kurosawa), passa le sue giornate fra romanzi di Stephen King, graphic novel d’autore e fascicoletti di Batman.
Scrive (male) da una vita, e ha pubblicato un romanzo breve (Cacciatori di morte) e due librigame (quelli della saga di Child Wood).
Crede che il gioco sia una forma di creazione e libertà, capace di farti staccare la spina e al contempo di far riflettere, ragionare, commuoverti e socializzare. Per questo gioca di ruolo da dieci anni (in particolare a Sine Requie, D&D, Vampiri la Masquerade e Brass Age) per questo adora perdersi di fronte alla sua Play.
È innamorato del videogioco grazie a Hideo Kojima e al primo Metal Gear Solid, al quale ha giurato amore eterno, ma col tempo ha imparato ad amare gli open-world, gli action-adventure, gli rpg all’occidentale, i punta e clicca, a una condizione: che raccontino una bella storia.

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