In Hitman 3 c’è un easter egg dedicato al dipinto sacro più brutto di sempre

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Hitman 3 è uno dei ritorni più apprezzati di questo inizio anno, e come tutti i casi simili è anche un gioco in grado di riservare qualche sorpresina, come l’inserimento nel gioco di un’opera d’arte molto particolare.

Un utente Reddit, ElksEye, ha infatti documentato che in una delle location del gioco è possibile rinvenire l’Ecce Momo (storpiatura voluta del titolo originale, Ecce Homo, ovviamente), un dipinto di Gesù Cristo realmente esistente, famoso per il suo essere… brutto, e pasticciato.

L’opera in questione si trova nel Santuario de Misericordia di Borja, in Spagna ed è stata realizzata nel 1930 da Elìas Garcìa Martìnez, ma è passato alla storia per l’essere stata “ritoccato” da una fedele, Cecilia Giménez, nel 2012.

Si tratta di una storia davvero strana: la signora in questione non voleva altro che cancellare alcune vandalizzazioni operate sul dipinto, ma il risultato del suo intervento è stato quello di ottenere un bizzarro Gesù dalle fattezze “scimmiesche”.

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Se volete ammirare da vicino questa splendida opera d’arte, lo potrete trovare nella missione Berlino, nell’ufficio del secondo livello.

Hitman 3, capitolo conclusivo del reboot della serie dedicata all’Agente 47, è stato un grande successo per il team di IO interactive, registrando un’accoglienza estremamente positiva da parte del pubblico e della stampa (qui la nostra recensione). Al momento non conosciamo i futuri progetti di IO per DLC o simili, ma sappiamo che il prossimo progetto del team dovrebbe essere un inedito gioco su 007 (di cui abbiamo parlato in questo speciale).

Hitman 3 è attualmente disponibile su PS4, PS5, Xbox One, Xbox Series X, Google Stadia, Nintendo Switch e PC.

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FONTE Dualshockers

Articolo a cura di Fabio Antinucci

30 anni (anagraficamente, in realtà molti di più) ha alle spalle esperienze come copywriter, redattore multimediale e critico cinematografico, letterario e fumettistico, laureato con una tesi triennale su Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e una magistrale su From Hell di Alan Moore.
Appassionato di letteratura horror e fantastica, divoratore di film di genere di pessima lega (ma ha nel cuore pezzi da novanta come Kubrick, Mann e Kurosawa), passa le sue giornate fra romanzi di Stephen King, graphic novel d’autore e fascicoletti di Batman.
Scrive (male) da una vita, e ha pubblicato un romanzo breve (Cacciatori di morte) e due librigame (quelli della saga di Child Wood).
Crede che il gioco sia una forma di creazione e libertà, capace di farti staccare la spina e al contempo di far riflettere, ragionare, commuoverti e socializzare. Per questo gioca di ruolo da dieci anni (in particolare a Sine Requie, D&D, Vampiri la Masquerade e Brass Age) per questo adora perdersi di fronte alla sua Play.
È innamorato del videogioco grazie a Hideo Kojima e al primo Metal Gear Solid, al quale ha giurato amore eterno, ma col tempo ha imparato ad amare gli open-world, gli action-adventure, gli rpg all’occidentale, i punta e clicca, a una condizione: che raccontino una bella storia.

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